Oratorio e Catechismo

oratorio

catechismoEcco i giorni e gli orari del catechismo:
Lunedì: I media (2005) ore 17.00 , dalla I alla V superiore (2002/1998) ore 21.00
Martedì: V elementare (2006) ore 17.00
Mercoledì: III elementare (2008) ore 17.00
Giovedì: II elementare (2009) ore 17.00
Venerdì: IV elementare (2007) ore 17.00 – III media femmine ore 17.00
Sabato: II media maschi e femmine (2004) ore 10.00 – III media maschi (2003) ore 11.00

catechismo  terminato. appuntamento a settembre.

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ORATORIO ESTIVO 2017

  • PROGRAMMA TERZA SETTIMANA dal 26 al 30 giugno

    piccoli 1a 2a 3a elementare, femmine e maschi

    Lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì: mattino con attività. Pranzo in mensa. Pomeriggio giochi+merenda.
    Martedì: gita a LE BALZARINE, Fagnano Olona (Va).
    Mercoledì mattina: piscina femmine (con rientro per pranzo).
    Venerdì mattina: piscina maschi (con rientro per pranzo).
    4a 5a elementare, femmine e maschi
    Lunedì, mercoledì e venerdì: mattino con attività. Pranzo in mensa. Pomeriggio giochi+merenda. Martedì: gita a ONDALAND, Vicolungo (No). Giovedì piscina al Gabbiano tutto il giorno (pranzo al sacco).
    Medie femmine
    Lunedì, mercoledì e venerdì: mattino con attività. Pranzo in mensa. Pomeriggio giochi+merenda. Martedì: gita a ONDALAND, Vicolungo (No). Giovedì piscina al Gabbiano tutto il giorno (pranzo al sacco).
    Medie maschi
    Lunedì, mercoledì e venerdì: mattino con attività. Pranzo in mensa. Pomeriggio giochi+merenda. Martedì: gita a ONDALAND, Vicolungo (No). Giovedì piscina al Gabbiano tutto il giorno (pranzo al sacco).

    (LE ISCRIZIONI ALLE GITE SONO OBBLIGATORIE ENTRO IL VENERDÌ DELLA SETTIMANA PRECEDENTE)

    ORARI ENTRATA/USCITA ORATORIO (si richiede puntualità):

    – ENTRATA MATTINO dalle 8.00 alle 9.00. Dopo tale orario l’oratorio, per tutela dei bambini, chiude i cancelli.
    – USCITA PER PRANZO PER CHI NON USUFRUISCE DELLA MENSA dalle 12.00 alle 12.15.
    – ENTRATA POMERIGGIO dalle 13.30 alle 14.00. Dopo tale orario l’oratorio, per tutela dei bambini, chiude i cancelli.
    – USCITA ore 17.00. Dopo tale orario l’oratorio è aperto al pubblico e non si risponde della custodia degli iscritti.

Ecco info e programmazione relativi a gite e piscina:  GITE 2017

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ragazzi delle medie e adolescenti     VACANZA ESTATE 2017 – CAMPEGGIO

Anche quest’anno, l’oratorio propone questa esperienza comunitaria in montagna, a Campestrin, Val di Fassa (TN), con il fine di coinvolgere i ragazzi in un momento non semplicemente ricreativo ma anche formativo. La vacanza sarà strutturata su due turni: il primo dal 16 al 23 Luglio, per i ragazzi delle medie, il secondo turno per gli adolescenti di 1a, 2a e 3a superiore, dal 23 al 30 Luglio. Le iscrizioni iniziano domenica 14 maggio alle ore 15.30 presso l’oratorio maschile, fino ad esaurimento posti. Costo complessivo della vacanza: €290, acconto di €100 all’atto d’iscrizione. Richiedere i moduli alle proprie catechiste ed agli educatori.

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PERSEVERANZA “L’amore dato non torna indietro ma resta in giro e rende il cielo immenso…”

(da: Il cielo immenso di Jovanotti)

Ha ancora senso perseverare nel nostro tempo? Perché usare un termine così “vecchio” e “fuori moda” come parola chiave di questo nuovo anno oratoriano e pastorale? Sicuramente, nella cultura moderna dove regnano parole come “flessibilità”, “innovazione”, la prima impressione che abbiamo quando si parla di perseveranza è di rigidità e di chiusura. Personalmente, e non sono solo io a pensarla così (cfr. Perseveranza di Salvatore Natoli, edizione il Mulino), credo sia importante recuperare il valore di questo termine e ridare credibilità al perseverare. Infatti, in un contesto dove tutto è mutevole e sfuggevole, o come direbbe il sociologo Bauman, è liquido e perciò rischia di sfuggire via, il perseverante diventa colui che tiene duro nella precarietà perché ha una meta da raggiungere e perciò un futuro in cui sperare. Questa ultima osservazione è molto interessante perché ci fa comprendere che perseverare non è un semplice restare immobili in modo ottuso su una convinzione, ma richiede uno sguardo che va oltre la situazione presente ed è legato alla speranza e quindi al futuro. Spesso la speranza rischia di ridursi a un semplice sentimento senza che questo comporti e conduca ad un’azione specifica che la concretizzi. La speranza è un istinto vitale che richiama il futuro ed è carica di vitalità, ma “per far sì che la speranza da generico sentimento si trasformi in effettiva possibilità bisogna coltivarla nel presente, farla germogliare nel qui e ora, in mezzo ai disagi e alle difficoltà. Essere perseveranti significa proprio questo: se, infatti, sperare è un sentire, perseverare è un agire e come tale è virtù”. Dio stesso persevera nel suo amore ed è per questo che il suo agire diventa misericordioso. Dio resta fedele perché persevera nell’amore al di là delle apparenze e del rifiuto dell’uomo, così il suo amore si trasforma in perdono.L’agire di Dio attraverso il Figlio Gesù ci insegna che perseverare non ha nulla a che fare con la rigidità, ma anzi carica di dinamicità la vita e dà concretezza alla speranza che l’amore è più forte della morte. La vita di Gesù, ovvero la Buona Notizia raccontataci dagli evangelisti, ci mostra che solo un’affezione al bene può generare una vita buona. Ecco perché dopo un anno dall’apertura dell’Anno Giubilare Straordinario della Misericordia credo sia importante, al fine di tenere aperta la Porta della Misericordia quale simbolo di speranza di salvezza per ogni uomo, che come comunità cristiana ci impegniamo a perseverare in una scelta di vita buona. Solo così la speranza, di cui è carico il Vangelo, non resta un proposito buono o un semplice pensiero filosofico, ma diventa concretezza quotidiana per chi ci sta accanto: “Persevera, dunque, chi continua a lottare per un’idea, anche quando le smentite della storia spingono ad abbandonarla. E lo fa perché i fallimenti non sono sufficienti a intaccare la bontà del fine e meno che mai a persuadere che sia davvero irrealizzabile; ci si può sempre porre la domanda: non si realizza perché di per sé è impossibile o perché la fitta trama degli egoismi ancora tutt’oggi l’irretisce?” Perseverare nella vita buona insegnataci da Gesù vuol dire dare concretezza alla misericordia. Gesù sulla croce, quando tutto sembrava smentire il suo agire, quando le tenebre oscuravano il cielo, non si è preoccupato di cercare o rivendicare un segno di credibilità del suo agire, ma ha perseverato nel suo essere misericordioso e ha nuovamente consegnato il suo amore attraverso il perdono: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. In quel suo essere perseverante all’insegnamento del Padre ha donato luce all’uomo, che ormai privo di speranza, si apprestava a finire la sua vita nella disperazione: “Oggi, sarai con me in Paradiso”. Nel dono di salvezza al buon Ladrone noi comprendiamo che la speranza della salvezza diventa realtà concreta e in quel cielo oscurato dalle tenebre della morte la luce della misericordia ha aperto uno squarcio mostrandoci che Gesù è la Luce che rende il cielo immenso. Ora diventa comprensibile il significato del sottotitolo che ho voluto dare alla parola perseveranza. Credo sia importante che come uomini e donne di speranza impariamo a riconoscere dentro le vicende semplici e quotidiane della nostra vita (un gesto, uno sguardo, un sorriso, una canzone, un libro, un panorama…) i segni o il richiamo dell’amore misericordioso di Dio che, con grande perseveranza, non smette di farsi vicino e visibile all’umanità. La misericordia di Dio si manifesta e ci parla attraverso modi inaspettati e impensabili, per renderci perseveranti in essa e al fine di generare quella carità creativa che non ha mai smesso di stupire il mondo.

don Luca