ricordiamo don aldo

domenica 26 gennaio, ore 8.30, chiesa S.Martino:

a tre anni dalla scomparsa, S.Messa in ricordo di don Aldo Geranzani – “duc in altum”

FACCIAMO SPAZIO A COSE GRANDI

Dio Padre non è un tappabuchi, un distributore automatico di risposte facili e preconfezionate. Ci lascia con tutte le nostre domande, le scomode domande che contano nella vita: Dio, la vita, l’amore, la famiglia, la felicità, il dolore, la morte.

Alle domande profonde ciascuno deve dare la sua risposta. Conviene, probabilmente, educarci tutti al silenzio. Il silenzio! Ciascuno lo può riempire di preghiera (essa abitua alla fiducia in Dio, alla speranza, al senso del limite), di riflessione pacata, di letture solide anche se non “alla moda”.

Conviene a tutti noi tornare con umiltà socratica a misurarci seriamente con la cultura, immergendoci in essa con fatica e pazienza quotidiana: essa nutre di interrogativi sulla complessità della vita: non è che ci siamo troppo annegati in un mondo virtuale e patinato, frivolo e di anguste vedute?

I nuovi avamposti della ricerca sulla vita; l’incontro tra popoli diversi per cultura, religione e concezione etica; la globalizzazione dell’econo- mia e delle comunicazioni: sono sfide già presenti nella nostra quotidianità. Chiedono attenzione seria e pongono dilemmi non banali.

Conviene riabituarci alla passione civile, all’altruismo: ad un impegno che si radichi nella prudenza e nel vigile ascolto dei “segni dei tempi”. La prudenza ha origine dall’umiltà (virtù rara, oggi), mai dalla paura (molto diffusa, invece, sotto mentite spoglie).

Un mondo divenuto villaggio sarà lo scenario di vita dei nostri figli. Solamente adeguate strutture psicologiche e un solido apparato etico basato sui valori perenni della nostra Tradizione biblica e occidentale saranno linfa vitale che permetterà ai nostri figli di vivere “dal di dentro”, come protagonisti, tali sfide.

Fedeltà alla parola data e al proprio dovere, rigore morale, austerità di vita, gusto delle altezze conquistate con fatica e determinazione, altruismo e onestà, gusto del bello e libertà dalla schiavitù dell’effimero, forza di carattere: possono ridare colore alla nostra vita, e riaccendere l’entusiasmo nell’affrontare con tenacia il futuro.

(don Aldo, 2005)

La sorella Roberta e il nipote Alessandro, nel ricordo di don Aldo Geranzani