leggere la BIBBIA insieme

CONTRIBUTI “extra”

Cap 7 Siracide

Cap 12 Siracide

cap 19 Siracide

cap 26 Siracide

Cap 8 Vangelo di MT

Cap 13 Vangelo di MT

cap 20 Vangelo di MT

Cap 27 Vangelo di Matteo

LEGGERE LA BIBBIA INSIEME – UNA PROPOSTA PER TE

Nella notte di Natale, ma anche nei giorni successivi la festa della nascita di Gesù, abbiamo sentito sintetizzare il mistero della venuta tra noi del Salvatore con questa espressione: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Una frase emblematica, sentita e risentita infinite volte; una frase paradigmatica che sintetizza tutto il mistero della rivelazione di Dio nelle parole, nelle opere e nella vita di Gesù. Una frase che nella sua difficile e parziale traduzione latina significa che la Parola di Dio ha preso “corpo” in Gesù di Nazareth per cui «Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1,18).

Egli (Gesù) è l’esegeta, l’interprete di tutta la scrittura: «Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb, 1,1)

Gesù stesso spiega ai suoi discepoli che tutta la Scrittura parla di lui «E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27); «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi» (Lc 24, 44).

Anche solo per queste considerazioni il cristiano dovrebbe essere un buon conoscitore della sacra Scrittura, della Bibbia come Parola di Dio, del Vangelo come testimonianza del Verbo di Dio e della sua rivelazione. Non solo: la Chiesa proprio per questo ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il corpo stesso di Cristo (Dei Verbum 21): la Bibbia paragonata all’Eucaristia.

A chi considera le sacre Scritture qualcosa di lontano, superato o persino senza più interesse alcuno, basterebbe consigliare anche solo di leggerle, per scoprire che i testi sacri sono vita e sono vivi, sono presente e futuro, un passato che indica la direzione, un messaggio potente per nulla scalfito dai millenni. Sono pagine in cui ci possiamo rispecchiare con le nostre gioie e i nostri dolori. Non si tratta di teorie calate dall’alto. Raccontano di Dio che si fa storia che cerca e crea un’alleanza con l’umanità e parla a tutte le donne e gli uomini di ogni tempo, credenti e non.

La Scrittura è fondamentale per capire l’uomo nel suo impasto di moralità e trascendenza, di realismo e utopia, di splendore e miseria, di disperazione e speranza, e questo perché la rivelazione biblica del Nuovo e Antico Testamento è una rivelazione storica, cioè non è una raccolta di teoremi teologici astratti, di tesi che quasi scendono dall’alto come una sorta di rivelazione statica, misteriosa. È invece la scoperta di una Presenza divina e della sua Parola nel terreno spesse volte accidentato della storia. Per questo i lettori non devono stupirsi quando, soprattutto nell’Antico Testamento, aprono a caso una pagina e trovano che è costellata, per esempio, di guerre, oppure aprono i salmi e le preghiere e sentono un orante infelice che ha una malattia e si rivolge a Dio. Proprio perché qualsiasi pagina biblica tendenzialmente è il riflesso di una vicenda storica, proprio lì dentro la Scrittura trova un messaggio divino, un messaggio superiore, e riesce a far vedere anche un futuro, cioè a far intuire quale sarà il percorso.

Certo non basta il solo accostarsi per una lettura; occorre comprendere, avere una guida. Proprio perché il testo biblico è incarnato, cioè espresso ricorrendo a tre lingue, già nell’Antico Testamento (ebraico, aramaico e greco), proprio perché ha delle coordinate storiche precise per scoprire quell’elemento permanente che è il vero filo conduttore, è necessario avere in mano una strumentazione. Ecco l’importanza dell’esegesi, termine che viene dal greco e significa “saper trarre fuori dal testo il messaggio”. Di qui l’importanza di commentari o qualcuno che ci aiuti nella conoscenza del contesto entro il quale la Parola di Dio si esprime. E’ necessario un minimo di strumentazione scientifica ma anche del senso della bellezza, perchè la Bibbia ha davvero un suo fascino.

Inoltre, la Bibbia è prima di tutto per noi una lampada per i passi nel cammino della vita e, ovviamente, della fede. Conoscerla è importante, studiarla è necessario perché non ritorni nuovamente valida l’ironica considerazione del poeta francese Paul Claudel, convinto che i cattolici “mostrano grande rispetto per la Bibbia e lo attestano standone il più lontani possibile” o addirittura non leggendola. Questo non accade più dopo il concilio Vaticano II, però è necessario sempre che i cattolici si riapproprino della loro guida. La Bibbia è anche il grande codice della cultura occidentale: ha condizionato nelle forme più diverse attraverso i suoi simboli, le sue narrazioni letterarie, le sue scene, i suoi personaggi, la cultura in tutte le sue forme: pensiamo solo alla pittura, alla scultura o all’architettura. Il lavoro di approfondimento della Bibbia, quindi, è necessario anche nel mondo laico e anche in quello non credente. Senza la Bibbia non possiamo comprendere il nostro esistere attuale.

Ecco dunque la necessità soprattutto per i credenti di scrutare le Scritture!

«Scrutare» è un verbo biblico importante, che ricorre più volte: “Il Signore scruta i cuori”; “Il Signore con gli occhi scruta la terra”; “Signore, tu mi scruti e mi conosci”. Prima di tutto c’è Dio  che scruta, però anche il credente è invitato a scrutare le Scritture, e scrutare è qualcosa di più del leggere, è un esaminare, un investigare, un interrogare, un approfondire e far sì che queste azioni diventino un elemento di vita, di esistenza. Bisogna ritornare a una lettura profonda, a scavare. Si tratta di accogliere la Parola, lasciandosene avvolgere. Non basta “capirla”, occorre “gustarla”, permettendo a essa dI suscitare domande, aprire orizzonti, indicare percorsi. Non si tratta solo di “scrutare”, ma di “lasciarsi scrutare dalle Scritture”. E’ interessante notare che in ebraico la parola “contemplare” è lo stesso verbo che si usa per dire “scavare”.

MA INTANTO SAREBBE GIA’ UNA GRAN COSA LEGGERE LA BIBBIA: ECCO LA PROPOSTA

Si tratta di leggere un capitolo di Bibbia al giorno. Uno solo capitolo, ma tutti i giorni; una lettura personale, in un momento più adatto della giornata che ognuno sceglierà, sapendo di camminare insieme ad altri che faranno questa scelta, ma rimanendo anzitutto nell’intimità personale del rapporto con il testo biblico. I più intraprendenti potrebbero anche tenere un “diario di viaggio”, nel quale annotare, di tanto in tanto, i pensieri, gli interrogativi e gli spunti di preghiera che possono nascere durante il percorso.

Offriamo tre possibili percorsi da scegliere:

  • la Lettura del Nuovo Testamento: un capitolo al giorno (260 sono i capitoli del Nuovo Testamento: leggendone uno al giorno si può facilmente concludere la lettura dell’intero N.T. in meno di nove mesi);
  • la Lettura dei Profeti: un capitolo al giorno;
  • la Lettura dei testi Sapienziali: un capitolo al giorno.

Tutti i percorsi sono già iniziati il giorno di Natale – ma non ha importanza: basta inserirsi nel cammino o recuperare i capitoli non letti appena si ha la possibilità -, e si concluderanno alla fine della lettura, secondo la griglia di lettura che trovate sulle schede allegate qui di seguito.      La scheda offerta propone anche – per chi lo desidera – di segnalare la propria adesione alla mailing list, così da ricevere ogni 7/10 giorni un semplicissimo aiuto alla lettura attraverso una breve mail o altro materiale utile.

Importante è la continuità e la costanza della lettura.

Questa “semplice lettura” della Bibbia sembra rispondere a una duplice finalità: introduttiva e sintetica. Introduttiva per chi non ha mai avuto occasione di leggere personalmente e integralmente la Bibbia. Sintetica, per i più esperti, perché aiuta a far maturare uno sguardo più unitario e complessivo sull’intero messaggio biblico: imparare a leggere la Bibbia con la Bibbia. Da non dimenticare, inoltre, il ”senso ecclesiale” che una lettura fatta insieme a tante altre persone, anche se personalmente e a distanza, fa maturare: è uno degli aspetti che più colpisce i partecipanti.

D’altra parte non possiamo dimenticare che il lungo e affascinante cammino del cardinale Carlo Maria Martini con la Bibbia ebbe inizio in un modo simile. Lo raccontò l’8 dicembre 2000 a un gruppo di seminaristi della Diocesi di Milano: «Come ho incontrato la Scrittura? Mi pare di aver avuto l’intuizione verso i dieci-undici anni, quando mi chiedevo: perché dicono che la Scrittura è il libro di Dio e poi non lo leggiamo mai? Questa piccola curiosità mi ha spinto a prendere in mano non solo i Vangeli, ma tutto il Nuovo Testamento». Sappiamo dove quel viaggio, iniziato così presto e quasi per caso, lo condusse.

Più avanti troverete anche – sempre sul sito della nostra parrocchia – semplici indicazioni di approfondimento.

Anche a noi, allora, non resta che partire, insieme. Buon cammino.

don Maurizio

 

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