QUARESIMA 2019

INIZIATIVE DI QUARESIMA

LA CUCINA DEI VENERDÌ DI QUARESIMA

Torna, a partire da Venerdì 15 Marzo e per tutti i venerdì di Quaresima, l’iniziativa per gustare squisiti piatti “di magro”. Dalle 10.30 alle 13.30 e, a grande richiesta, anche la sera dalle 18.30 alle 20.00 sarà possibile acquistare del pesce cucinato da cuochi volontari della parrocchia: in menù fritto misto, merluzzo fritto e patatine fritte. Per informazioni e prenotazioni contattare: BRUNO 3397341692 – WALTER 3295333023.

SAVE THE DATE! ULIVO DOMENICA DELLE PALME

Ricordiamo che anche quest’anno è gradito l’ulivo per la Domenica delle Palme! Chi volesse donarlo potrà portarlo in oratorio il 6 e 7 aprile (seguiranno orari precisi). Grazie a tutti!

CENA POVERA – Venerdi 22 marzo alle ore 19.30, presso la sala S. Martino in oratorio femminile, la comunità è invitata a partecipare a una “cena povera” allo scopo di sostenere l’iniziativa caritativa di Quaresima “un ponte di solidarietà”. Successivamente, alle 21.00, in chiesa S. Martino, il dott. Massimo de Giuseppe ci aiuterà a riflettere sul valore della giustizia sociale attraverso il pensiero e l’azione del vescovo Romero, proclamato santo da papa Francesco il 14 ottobre dello scorso anno.
NB – è necessario prenotarsi entro mercoledi 20 marzo presso la segreteria parrocchiale di S. Martino (tel. 023502949). Per informazioni: Caritas cell. 3401431701

Domenica 24 Marzo, XXVII GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI: Preghiera nella Giornata dei Martiri Missionari ore 17.00, chiesa San Martino (www.missioitalia.it)

Venerdì 29 Marzo, ore 20.45: Via Crucis Zona IV a Legnano con la presenza dell’Arcivescovo (iscrizioni presso segreteria parrocchiale). partenza in pullman ore 19.15

 

CARITAS : aiutiamo i nostri fratelli dell’Africa – “UN PONTE DI SOLIDARIETA’ “

manifesto Quaresima

In questa Quaresima Caritas invita la comunità parrocchiale di Bollate a farsi solidale con i fratelli più piccoli dell’Africa. Kataco in Guinea e Rushooka in Uganda saranno le destinazioni dell’iniziativa “UN PONTE DI SOLIDARIETÀ”.

Kataco è il villaggio in cui è nato don Albert, si trova nella Regione di Boké a 262 Km. da Conakry, la capitale della Guinea. È un villaggio tranquillo, di 1000-1500 abitanti, circa 900 di fede cristiana, caratteristico per le mangrovie e il “poto-poto”-fango secco, le sue case sono infatti fatte di mattoni di terra; l’illuminazione è a petrolio e l’elettricità la possiedono solo le famiglie benestanti che possono permettersi un gruppo elettrogeno. La sua attività principale è l’agricoltura soprattutto legata alla coltivazione del riso e delle palme da cui si ricava l’olio. Ma la grande sfida del villaggio e anche di tutto il Paese è quella legata all’istruzione dei bambini e dei giovani. Infatti, nonostante le tantissime risorse naturali che consentirebbero a tutti di vivere dignitosamente, ma che sono in gran parte gestite da società straniere e vanno solo a vantaggio della classe sociale più elevata, la maggior parte della popolazione vive in povertà, fa fatica ad affrontare i problemi della vita quotidiana e non riesce a dedicare risorse per le spese di istruzione dei figli.

Rushooka è un piccolo villaggio incantato tra le colline del sud Uganda, a 1700 mt. di altitudine e a 480 Km da Kampala, decorato di bananeti, le sue casette, tante, sperdute qua e là tra le colline sono fatte di fango e legna e ricoperte da tetti costruiti con foglie di banane, dal 1995 è presente una missione Francescana e nel 2014 grazie all’impegno di due volontari laici francescani (una coppia di giovani sposi che si sono presentati alla nostra comunità di San Martino due anni fa prima di partire per questa esperienza) e al sostegno dell’associazione di beneficenza EWE MAMA è sorto un centro educativo di accoglienza per bambini disabili affetti da ritardo mentale e con problemi fisici. È qui che nell’agosto di quest’anno don Matteo, con un gruppo di giovani di Bollate, effettuerà un’esperienza missionaria di servizio.

Il nostro impegno di solidarietà in Quaresima servirà quindi per realizzare borse di studio a favore di alcuni ragazzi di famiglie numerose in difficoltà di Kataco e per sostenere i bambini del centro “Karidaari Seed – house for disabled” (“Seme di mostarda – casa per disabili”) nella missione di Rushooka. Le donazioni potranno essere effettuate presso le segreterie delle parrocchie di S. Martino e S. Monica o direttamente nelle cassette con il logo “FA’ VOLARE LA SPERANZA”.

 

Gli impegni del periodo di Quaresima per i ragazzi del catechismo:

  • preghiera quotidiana, mattina e sera
  • partecipazione alla S.Messa domenicale
  • impegni “speciali” (secondo indicazioni catechisti)

 

PROGRAMMA 2019

 

MESSAGGIO PER LA QUARESIMA 2019

In questi giorni siamo stati positivamente colpiti dalle manifestazioni di milioni di giovani in tutto il mondo per la salvaguardia del creato minacciato dai mutamenti climatici di cui tutti vediamo le conseguenze preoccupanti. Ci sorprende che i giovani stiano dando al mondo adulto una lezione di civiltà, anche se poi ci auguriamo che loro stessi non cadano nel tranello degli stessi stili di vita che tutti stiamo vivendo.
Ciò che però ci deve ancor più sorprendere e stimolarci ad agire è che questa maggiore consapevolezza della salvaguardia del creato ha marcatamente anche una matrice cristiana: fin dalla prima pagina della Bibbia, con il tema della creazione, Dio ci affida la responsabilità della sua opera.  E’ proprio questo compito e questa responsabilità che papa Francesco ha voluto richiamare nel suo messaggio per la Quaresima 2019 in una maniera un po’ inaspettata per un tema così liturgico e spirituale, ma anche con un richiamo efficace e dalle profonde radici cristiane.        A partire dal significato cristologico della Pasqua il papa trae delle conseguenze significative anche per il mondo a noi affidato. Ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24). Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19).
In tale prospettiva persino il nostro cammino di conversione in questa Quaresima può contribuire alla redenzione del creato. Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfr Rm 8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. Per questo il creato – dice San Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi.         Tuttavia non siamo ingenui e ideologici, sappiamo bene che è presente la realtà della fragilità e della debolezza umana, del male, del peccato e della morte.
Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre realtà ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi.  La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere. Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri. Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole.        Cosa fare dunque per dare anche il nostro contributo non solo per la redenzione personale ma anche di quella dei nostri fratelli e persino del creato? Sorprendentemente il cammino Quaresima ci offre una preziosa occasione per tutto questo.    Il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17). Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.     La Quaresima chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.     Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore.
Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia.    Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.   Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

don Maurizio

 

IL CAMMINO DI QUARESIMA: TEMPO DI ASCOLTO E PREGHIERA

Siamo gente in cammino, anzi siamo un “popolo pellegrinante”!
Così ci ha esortato il nostro Arcivescovo Mario nella sua “Lettera pastorale”. E, a ben guardare, questo invito è proprio la caratteristica fondamentale del tempo quaresimale che si presenta come itinerario, cammino verso la Pasqua. Tutti i Vangeli, infatti, leggono la vita di Gesù come un cammino, anzi, un “salire” verso Gerusalemme, la città santa, la città della sua e nostra Pasqua. Il discepolo di Gesù che vuole fare la stessa esperienza del suo Maestro, non può che fare lo stesso cammino.    L’immagine del cammino comporta quella della fatica, delle insidie e degli ostacoli da superare. Eppure il cammino, secondo l’esperienza dei pellegrini, non consuma le forze, non spegne il desiderio, non induce allo sconforto, non fa spazio alla tentazione di “tornare indietro” o di abbandonare l’impresa. Secondo la preghiera del Salmo 84 ci viene confermato, invece, che “cresce lungo il cammino il vigore”. Ma come è possibile?
Siamo popolo in cammino e nonostante le fatiche non viene meno il desiderio di proseguire e la forza di sostenere il passo perchè attratti da un mistero, attratti da una promessa, attratti da un compimento.
In questo itinerario, metafora della vita di ognuno di noi, per sostenere i passi di questo cammino, oltre a percepire questa misteriosa forza attrattiva, sono indispensabili l’ascolto e la preghiera: l’ascolto di quella Parola di Dio che egli rivolge a noi e la preghiera cioè quella parola dell’uomo che Dio vuole sentirsi rivolgere da noi. I Salmi sono, per esempio, una perfetta sintesi di questo dialogo che sostiene il cammino di una vita intera a concepirsi come pellegrinaggio verso Qualcuno di promettente.           La Parola di Dio non è, però, in primo luogo un libro da studiare o da “sapere”, ma quella confidenza che Gesù ci offre per conoscerlo, condividere una amicizia profonda, una comunione con lui, perchè la nostra vita sia sostenuta da un senso e da un Fine.   L’ascolto autentico della Parola ci fa dire con il salmista: “Lampada per i miei passi è la tua Parola, Signore, luce sul mio cammino”. (Salmo 119,105). La rivelazione di Dio, soprattutto con la vita di Gesù, non è per comunicare informazioni o dottrine. Dio si rivela per chiamare, per indicare a ciascuno la via della vita e per chiamare tutti a conversione. Sempre è tempo per esercitarci in questo, ma il cammino quaresimale offre occasioni molteplici e propizie.            Il sostegno ai nostri passi, inoltre, è dato anche dalla preghiera. In particolare il nostro Arcivescovo Mario ci propone l’antica pratica che suggerisce di pregare con i Salmi, la preghiera dei credenti di Israele, il popolo santo di Dio che ha offerto alla Chiesa e all’intera umanità un patrimonio inestimabile di fede, di poesia, di teologia, di sentimenti e di testimonianze. I Salmi sono stati introdotti nella Chiesa fin dalle origini come testi con cui pregare.
Per noi oggi imparare a conoscere e pregare i Salmi permette di imparare a pregare con quella forma di preghiera della Chiesa che si chiama “Liturgia delle ore” (Lodi, Vesperi, Compieta…). La Liturgia delle Ore non è riservata al clero e ai consacrati. E’ anzi opportuno che tutto il popolo cristiano sia introdotto alle diverse forme di preghiera e che la Liturgia delle Ore sia apprezzata nella sua ricchezza, nel ritmo temporale che scandisce la giornata, nell’essere voce di tutta la Chiesa. Tuttavia, la vita di famiglia, gli impegni professionali, le responsabilità civili impongono ritmi che non consentono a tutti di praticare le stesse forme di preghiera e di dedicare alla preghiera gli stessi tempi. Ma se un cristiano non prega è esposto al rischio di una fede che si inaridisce, di un cammino che si smarrisce nel deserto. Abbiamo bisogno tutti di imparare sempre di nuovo ad ascoltare la Parola di Dio e a pregare!

Ecco, dunque, le proposte di questa Quaresima 2019 e della Settimana di Esercizi Spirituali in Parrocchia che vogliamo chiamare più semplicemente la Settimana della Parola. Una Parola, quella di Dio, che diventa preghiera proprio come lo è il Salmo: Parola di Dio che egli rivolge a noi e al tempo stesso parola dell’uomo che Dio vuole sentirsi rivolgere da noi. La Settimana della Parola (prima settimana di Quaresima vissuta unitariamente a livello di tutte le parrocchie della città di Bollate) sarà proprio su un Salmo emblematico: il Salmo 50, noto anche come il Miserere, la grande preghiera del re Davide.
Anche i quaresimali dei venerdì sera, pur nelle loro proposte diversificate, avranno come sfondo la preghiera dei Salmi.          Vi invitiamo a prestare attenzione ai volantini informativi e a partecipare ai vari programmi in questo tempo forte dello Spirito.    Buon cammino.

don Maurizio