spunti di riflessione

qui in allegato l’esortazione apostolica del Santo Padre  FRANCESCO ai Vescovi, ai Presbiteri, ai Diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.

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Editoriali a cura della Diocesi di Milano

L’ARCIVESCOVO DI MILANO, DELPINI, INDICE  IL SINODO MINORE SU «LA CHIESA DELLE GENTI»
Stessa religione cattolica, ma lingue e culture diverse. Come vivere la fede nelle parrocchie sempre più multietniche?

Un percorso di studio, riflessione e decisione per definire le modalità attraverso le quali annunciare adeguatamente il Vangelo, celebrare i sacramenti, vivere l’esperienza della carità nelle parrocchie ambrosiane, tutte sempre più multietniche.  L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha indetto il sinodo minore “Chiesa delle genti, responsabilità e prospettive. Linee diocesane per la pastorale”.
Il percorso avviato dall’Arcivescovo nasce dall’esigenza di aggiornare l’azione pastorale alla luce dei cambiamenti sociali prodotti all’interno delle stesse parrocchie della vasta Diocesi ambrosiana dai flussi migratori. Al centro di questo sinodo non saranno i fenomeni migratori in quanto tali o l’impegno della Chiesa per l’accoglienza, da sempre oggetto di servizio per la Chiesa.  Il tema che invece sarà messo a fuoco da questo percorso riguarda l’esperienza dentro le 1107 parrocchie della Diocesi, la cui realtà è molto mutata in questi decenni anche per la presenza di cattolici provenienti da altre nazionalità, di lingue e culture diverse che però abitano la stessa comunità, sotto lo stesso campanile.  Affinché si evitino due rischi, l’uno speculare all’altro. Da un lato, che i cristiani migranti una volta giunti a Milano debbano pregare e celebrare solo tra di loro, per gruppi etnici o linguistici. Dall’altro, che siano i cristiani “stranieri” a doversi adeguare ad modo di essere chiesa come e dove si trovano.  La domanda ideale che tutti – milanesi da più generazioni e “nuovi ambrosiani” – dovranno porsi è: “come dobbiamo cambiare per essere anche oggi, insieme, discepoli del Signore e Chiesa delle genti?”  Ecco quanto desidera fare l’Arcivescovo.

Sono passati più di ventidue anni dalla promulgazione del Sinodo diocesano 47° (1 febbraio 1995), che si riproponeva di farsi interprete del volto di «una Chiesa che opera un paziente discernimento, valutando con oggettività e realismo il suo rapporto con il mondo e con la società di oggi» (cost. 3 § 4). Questa stessa preoccupazione esige ora l’aggiornamento di alcune parti del libro sinodale, che raccolga il frutto del cammino della Chiesa ambrosiana di questi anni e tenga conto dei rapidi cambiamenti intercorsi. Una simile prospettiva non può che realizzarsi sapendo essere Chiesa sinodale ossia, come ricorda Papa Francesco, «una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare “è più che sentire”. È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare».
Non ritenendo opportuno, in questo momento, convocare un Sinodo diocesano (cann. 460-468), intendo riprendere l’antica tradizione ambrosiana di assemblee ecclesiali più agili e frequenti, nella forma dei Sinodi minori (cf Sinodo diocesano 45°, cost. 52), rileggendola tuttavia in una chiave più autenticamente sinodale, con il coinvolgimento della comunità cristiana.  Intendo valorizzare in particolare l’apporto del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano, e accogliendo le indicazioni di Papa Francesco su tali realtà: «soltanto nella misura in cui questi organismi rimangono connessi col “basso” e partono dalla gente, dai problemi di ogni giorno, può incominciare a prendere forma una Chiesa sinodale: tali strumenti, che qualche volta procedono con stanchezza, devono essere valorizzati come occasione di ascolto e condivisione. Il lavoro dei due Consigli sarà guidato da un’apposita Commissione di coordinamento, da me nominata e avrà cura di coinvolgere, con la maggiore ampiezza ma nel rispetto di una tempistica limitata: i decani, la Curia arcivescovile, i presbiteri, i diaconi, i consacrati e i fedeli laici.   Avendo pertanto individuato nel Cap. 14 del Sinodo diocesano 47°, Pastorale degli Esteri, il tema che maggiormente abbisogna di essere rivisitato e avendo sentito il parere del Consiglio presbiterale (sessione del 31 ottobre 2017) e del Consiglio pastorale diocesano (sessione 25-26 novembre 2017), con il presente atto indico il Sinodo minore sul tema Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive. Linee diocesane per la pastorale.

Questi i momenti principali del percorso sinodale:

1) la Commissione di coordinamento, a partire dall’ascolto effettuato dei Consigli diocesani e sulla base delle indicazioni del magistero, predispone un documento preparatorio, che ha lo scopo di definire le questioni su cui deve essere effettuato l’ascolto della comunità dei credenti;

2) il 14 gennaio 2018, in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato e nel contesto di un momento di preghiera, presenterò all’Arcidiocesi di Milano il documento preparatorio (proponendolo specificatamente ai decani nell’assemblea del 6 febbraio 2018) e chiederò la disponibilità di tutti ad affrontare il tema indicato nel documento, rispondendo alle sollecitazioni proposte;

3) la fase dell’ascolto si estende dal 14 gennaio 2018 fino alla successiva Pasqua (1 aprile 2018) e prevede due percorsi, che saranno precisati dallo stesso documento preparatorio.

4) la Commissione di coordinamento, sulla base dell’esito dell’ascolto, predispone lo strumento di lavoro da offrire ai Consigli diocesani.

5) le sessioni del Consiglio pastorale diocesano del 21-22 aprile 2018 e del Consiglio presbiterale del 4-5 giugno 2018 sono dedicate, a partire dallo strumento di lavoro, a delineare le proposizioni in vista del documento sinodale, che dovranno avere la forma di vere norme giuridiche oppure di indicazioni programmatiche per l’avvenire, sempre con formulazioni sintetiche e avendo di mira l’azione pastorale della Chiesa particolare.

6) l’assemblea dei decani che inaugurerà l’anno pastorale 2018/19 dibatterà le indicazioni emerse dai Consigli, fornendo i propri suggerimenti all’Arcivescovo;

7) la Commissione di coordinamento, sulla base delle proposizioni dei due Consigli e visto il parere dei decani, predispone una bozza unitaria, da proporre all’assemblea dei due Consigli;

8) sabato 3 novembre 2018 i due Consigli, riuniti in assemblea unitaria, votano il testo della bozza unitaria predisposta dalla Commissione di coordinamento; l’assemblea si conclude con la celebrazione eucaristica in onore del grande pastore milanese Carlo Borromeo, che indisse i primi undici Sinodi diocesani ambrosiani;

9) l’Arcivescovo, con proprio decreto generale legislativo (can. 29), viste le indicazioni emerse dall’assemblea unitaria, promulga autorevolmente le nuove costituzioni, aggiornando e sostituendo quanto stabilito dal Cap. 14 del Sinodo diocesano 47°.

I rappresentanti delle altre Chiese e comunità ecclesiali o di altre religioni potranno essere interpellati come osservatori, nel corso del cammino sinodale, con le modalità che verranno in seguito precisate.
Affido ai Santi Ambrogio e Carlo e alla Vergine Santissima il cammino sinodale, perché aiuti la Chiesa ambrosiana ad essere sempre più fedele al suo Signore.

Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

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Avvento: tempo per accogliere e generare amore. 16 novembre 2016

Entriamo nell’Avvento. La successione dei tempi liturgici si rivela provvidenziale in questo momento storico: di fronte alle tante paure che generano emozioni e violenza in ognuno di noi – l’elenco delle fonti di questa paura e violenza si fa ormai lungo: dai profughi al terremoto; dalla guerra in Siria e in Iraq alla crudezza della campagna elettorale americana; dalla fragilità della nostra identità europea alle conseguenze di una crisi economica che sta rimodellando in perdita i nostri ritmi di vita – l’Avvento cristiano si rivela come un dono inaspettato da custodire gelosamente, per la sua capacità di indicarci lo stile corretto per abitare questo cambiamento d’epoca, come ci ricorda Papa Francesco.

Accogliere e generare amore. L’Avvento ci racconta e ci ricorda proprio queste due azioni, questi due atteggiamenti. Sono gli atteggiamenti di Dio, innamorato perso di noi, dell’umanità; sono gli atteggiamenti di Maria, colei che con la sua fede ha consentito che il Figlio di Dio abitasse la nostra storia e ci rivelasse il volto di Dio come suo e nostro Padre.
Accogliere e generare amore. Sono questi gli atteggiamenti migliori grazie ai quali affrontare il futuro che ci attende. Abbiamo bisogno che l’Avvento diventi lo stile dei cristiani, e poi di tutti gli uomini, per esorcizzare quella violenza che tutti temiamo ma che contribuiamo a gonfiare proprio con le nostre paure.
L’Avvento come pratica di vita chiede luoghi e azioni esemplari, che rendano evidenti e tangibili i frutti generati. Proprio una simile cornice consente di comprendere il significato profondo del sostegno che la Diocesi intende dare durante tutto il prossimo periodo di Avvento alla campagna in favore dell’affido familiare promossa da Caritas Ambrosiana. Non è più utopistico garantire attraverso questo strumento il diritto a una famiglia ad ogni bambino che viene allontanato da quella di origine. L’affido è un modo concreto di fare delle nostre vite un Avvento incarnato. Anche a Milano sempre più famiglie scelgono di aprire le porte di casa per un periodo di tempo ai figli degli altri. Queste famiglie ci dimostrano che l’Avvento non soltanto è uno stile di vita possibile, ma è anche uno stile di vita capa

ce di cambiare la storia, salvando gli uomini dai tanti inferni artificiali che loro stessi hanno saputo creare.
Abbiamo bisogno dell’Avvento. Il mio augurio è che il tempo di Avvento che sta per cominciare ci aiuti a moltiplicare i luoghi e le pratiche di Avvento dentro le nostre vite, dentro le vite delle nostre famiglie.

di mons. Luca Bressan Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale