Fin dai primi secoli della Chiesa è stata introdotta la “pratica della decima”: il dieci per cento di quello che era il raccolto o di ciò che uno guadagnava, veniva destinato alla carità per sostenere i più poveri e i più bisognosi.
Certamente oggi sarebbe davvero difficile mettere in pratica l’usanza della decima, in quanto molte famiglie vivono nella fatica e nelle ristrettezze, al punto che ciò che si guadagna è sufficiente per coprire le spese della famiglia.
Questo però non deve diventare un alibi per dimenticarci dei poveri! Solo nella nostra città di Bollate sono più di 200 le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e che vengono aiutate dalla Caritas cittadina; questo è un dato allarmante e che interpella la coscienza di ciascuno di noi.
La proposta che vorrei fare è di riservare la decima (ovvero il 10%) di ciò che spenderemo per le prossime vacanze alle persone più bisognose. Se per esempio per le prossime vacanze estive spenderò 1000 Euro, sarebbe giusto che nel mio budget preveda una spesa di 1100 Euro così da destinare 100 Euro (il 10% appunto) a coloro che non possono permettersi neppure il cibo quotidiano. È una questione di giustizia e di equità: come è scritto nel libro dei Proverbi «Praticare la giustizia e l’equità per il Signore vale più di un sacrificio. Chi ricerca la giustizia e l’amore troverà vita e gloria».
Le offerte della decima potranno essere lasciate nelle apposite cassette in Chiesa così che la Caritas possa provvedere a sostenere le necessità dei più bisognosi.
Grazie di cuore!
la carità della decima

