
QUARESIMA 2026: LASCIATEVI RICONCILIARE CON DIO
Tutti i Martedì di Quaresima:
chiesa Madonna in Campagna, ore 06.30: celebrazione eucaristica di inizio giornata.
I Venerdì di Quaresima – Giornate di silenzio e confessioni: venerdì 27 febbraio, venerdì 27 marzo
ORE dalle 09.00 alle 10.30 – in San Giuseppe e in Sant’Antonio
ORE dalle 10.30 alle 12.00 – in Santa Monica
ORE dalle 16.00 alle 17.30 – in San Martino e in San Guglielmo
ORE dalle 17.30 alle 19.00 – in San Martino e in San Bernardo
il 27 Marzo ORE dalle 20.30 alle 22.00 – Confessioni in San Martino e in San Bernardo
I Venerdì di Quaresima – Via Crucis per adulti
ORE 08.15 – San Martino
ORE 08.30 – Sant’Antonio
ORE 09.00 – San Giuseppe
ORE 15.00 – San Bernardo
ORE 16.00 – Madonna in Campagna
ORE 18.00 – San Guglielmo
ORE 18.00 – Santa Monica
ORE 18.30 – Vespri in San Martino
Quaresima – Magro e digiuno…facciamo un po’ di chiarezza
Il canone 1251 del Codice di Diritto Canonico (cjc) così dispone: «Si osservi l’astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli venerdì dell’anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l’astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo». Il canone 1252 cjc chiarisce i soggetti che sono tenuti a seguire questa norma: «Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato».
A molti il “precetto” del digiuno quaresimale appare come una legge ormai superata e quasi di irrilevante osservanza. Questa pratica molto antica trova il proprio fondamento biblico nei quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto subito dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano. Al di là del mangiare o non magiare carne durante i venerdì di quaresima (anche perché ci sono pesci molto più pregiati e costosi della carne…non facciamo i furbetti come i farisei…), il significato più profondo di questo precetto sta nel “custodire alcuni gesti simbolici” che ci ricordano che stiamo vivendo il tempo quaresimale. Lo scorrere frenetico del tempo rende le giornate simili e sovrapponibili portandoci a dimenticare la peculiarità del tempo in cui viviamo. Scelte simboliche come alcune forme di astinenza o di digiuno desteranno la nostra attenzione al cammino quaresimale, ricordandoci di convertire la nostra vita per compiere ogni giustizia.
I QUARESIMALI del VENERDI’: Riconciliarsi con Dio…riconciliarsi con gli altri
Venerdì 20 Marzo – La riconciliazione negli scritti di san Francesco
Fr. Sergio P. ci introduce alla riconciliazione in Francesco d’Assisi
Giovedì 26 Marzo – Dal male di vivere alla gioia della fede
Il percorso di fede dell’attrice Beatrice Fazi
Venerdì 27 Marzo – Giornata di silenzio e confessioni nelle Chiese
I quaresimali si terranno alle ore 21.00 presso il Cinema Splendor
Ingresso libero sino ad esaurimento posti
QUARESIMA di CARITA’
Possiamo sostenere l’iniziativa donando attraverso bonifico sul conto corrente Caritas della Parrocchia (IBAN IT12C0844020100000000043208 – Intestato a Parrocchia S.Martino) specificando nella causale “Offerta per iniziativa quaresima2026” o ponendo un’offerta nelle cassette poste all’interno delle chiese.

L’ORIGINE DELL’INIZIATIVA Roma, 11.01.2026 – Le nostre Suore della Carità di Santa Giovanna Antida ricevono una lettera accorata da suor Maria Rosa Muscarella, superiora generale dell’ordine, che evidenzia quanto le loro consorelle in Siria stiano vivendo momenti molto difficili, insieme a tutta la popolazione, a causa dei recenti drammatici eventi. In particolare, la comunità delle suore nel villaggio di Khabab si trova in una situazione di estrema difficoltà a causa dell’arrivo di circa un centinaio di rifugiati provenienti da diverse aree della regione, tra cui 40 famiglie: anziani, bambini e adulti che hanno dovuto lasciare le proprie case senza portare nulla con sé, neanche i documenti. “Hanno bisogno di tutto”, scrive suor Maria Rosa, “alloggio,
abiti, cibo, medicinali, cure mediche e materiali per affrontare l’inverno che è molto rigido, ma soprattutto, hanno bisogno di speranza per il futuro; avremmo voluto comperare degli animali per queste persone in modo da poter avviare qualche piccolo allevamento per il loro sostentamento ma le difficoltà sono tante … intanto cerchiamo di far fronte al presente, per il futuro attendiamo e speriamo”. A voi, cari amici di Bollate, ancora una volta grazie per la grande sensibilità che dimostrate nei confronti di queste persone. Insieme cerchiamo di promuovere la giustizia: aiutare il povero è infatti questione di giustizia, prima che di carità.
Abbiamo ricevuto un APPELLO urgente dalle consorelle siriane delle nostre Suore della Carità, profondamente coinvolte, insieme all’intera popolazione siriana, nei tragici eventi di questi ultimi anni. Esse chiedono sostegno nel loro impegno a favore degli SFOLLATI rifugiatisi a KHABAB, provenienti da vari villaggi della regione di Hauran, nel sud della SIRIA. Queste persone hanno bisogno di tutto perché, mossi dal terrore, nel desiderio disperato di salvarsi la vita, sono fuggiti lasciando tutto nelle loro case con la speranza di poterci tornare in tempi brevi. Purtroppo, non è stato così e tuttora, da luglio, sono ancora rifugiati presso la comunità delle Suore, poiché le loro case sono state date alle fiamme e non esistono più. L’iniziativa che la Caritas della città promuoverà nella prossima Quaresima si porrà come obiettivi quello di manifestare la vicinanza della nostra comunità pastorale alle suore di Khabab e, attraverso un progetto concreto di sostegno, offrire un segnale di speranza per il futuro ai rifugiati così duramente colpiti.
Aiutiamo i rifugiati siriani a Khabab . Le suore della carità di Khabab, nella lettera che abbiamo ricevuto, scrivevano che in Siria, in questo periodo, le temperature sono particolarmente rigide e i rifugiati necessitano di materiali adeguati per proteggersi dal freddo. Come Caritas Cittadina, in accordo con la Diaconia, abbiamo pertanto ritenuto opportuno inviare loro, prima che finisca l’inverno, la somma di 5.000euro, quale anticipo del progetto di solidarietà che la comunità sarà invitata a sostenere durante la prossima Quaresima. «Questa è la nostra vocazione: curare le ferite, fasciare le fratture, richiamare gli smarriti». Queste parole di San Francesco, in questo anno giubilare a lui dedicato, ci indicano in modo chiaro la strada da seguire per dare un vero senso alla nostra quaresima di fraternità. Con questo spirito, la Caritas invita tutta la comunità pastorale a mobilitarsi per sostenere alcune famiglie siriane che, dopo aver perso tutto a causa della guerra, hanno trovato rifugio presso la comunità delle consorelle delle nostre suore a Khabab. Un primo aiuto per affrontare l’inverno è già stato inviato. Le ulteriori donazioni che saranno raccolte verranno utilizzate per fornire ai rifugiati strumenti utili a intraprendere un percorso verso l’autonomia e costruirsi così un futuro migliore.
KHABAB e la SIRIA. Khabab è un villaggio situato nel sud della Siria, nella valle di Hauran, a circa 57 km da Damasco e a 70 km dal confine con la Giordania. È noto per le sue caratteristiche costruzioni in basalto nero, alcune delle quali risalgono a epoche antichissime. Gli attuali circa tremila abitanti, prevalentemente cristiani, si dedicano principalmente all’agricoltura e alla pastorizia. In Siria, la guerra civile, iniziata nel 2011, ha visto nel corso degli anni lo scontro tra molteplici fazioni, con conseguenze disastrose per il paese: migliaia le vittime e milioni i profughi costretti a rifugiarsi soprattutto in Turchia, Libano, Giordania ed Europa. Inoltre, gran parte delle infrastrutture nazionali ha subito danni significativi. A questa situazione già critica si è aggiunto il terremoto del 2023, che ha ulteriormente aggravato le condizioni della popolazione, in particolare nella regione circostante Aleppo, causando un nuovo flusso migratorio verso il Sud. Più recentemente, nel mese di luglio dello scorso anno, a seguito di massacri e scontri tra le milizie druse e gruppi di islamisti nel governatorato di Al-Suwaida – eventi che hanno causato distruzioni, morti e feriti – oltre 87mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio nelle aree limitrofe. Quaranta famiglie sono arrivate a Kabab e hanno trovato accoglienza nella parrocchia di Santa Rita, dove le suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret svolgono la loro missione. Da luglio, sono ancora lì, nella speranza di riuscire a costruirsi un futuro.
Le SUORE della CARITA’ in SIRIA
DAMASCO – 1925, è l’anno in cui le suore arrivano in Siria, su invito del Patriarca greco-cattolico di Antiochia per aprire una scuola; inizialmente è gestita da cinque suore e le alunne sono 120. Non senza qualche difficoltà l’istituto prosegue la sua attività e attira molti studenti, tanto che nel 1937 arriva ad avere 1400 alunne, divise tra scuola diurna con classi gratuite, collegio a pagamento e orfanotrofio. Nello stesso anno il movimento nazionalista promulga un decreto di chiusura delle scuole straniere, tutti i manuali scolastici francesi vengono bruciati e le suore riescono a mantenere la loro presenza grazie alla protezione offerta dal governo francese. La missione si diversifica e si estende a villaggi più lontani. Nel 1967, al fine di preservare l’edificio di Damasco ed evitare che venga nazionalizzato, la Comunità greca vi stabilisce un pre-seminario e una casa di riposo per anziani. Successivamente un nuovo decreto consente alla scuola di riaprire e nel 2006 si trasferisce in una nuova sede, a Mleiha, un quartiere di Damasco e accoglie circa 2000 studenti di entrambi i sessi, ma nel 2012 lo scoppio della guerra la costringe a spostarsi in una zona più sicura, in spazi angusti del Patriarcato di Bab-Charki. Nonostante le numerose difficoltà incontrate, la scuola oggi continua a operare
grazie alle quattro suore attualmente presenti.
KHABAB – 1958 è l’anno in cui, da Damasco, alcune suore si spostano in questo villaggio, aprono una scuola e svolgono attività pastorale. È un inizio felice e fruttuoso ma nel 1967 la nazionalizzazione toglie alle Congregazioni la gestione delle
scuole e dei giovani. Ma la fiamma della carità non si spegne e le suore estendono le loro attività pastorali di catechesi e sociali in 10 villaggi di Hauran e Jebel. Nel 2011, lo scoppio della guerra costringe molte persone a fuggire ma le suore non si scoraggiano e resistono. Nel 2025 la situazione precipita ancora a causa degli scontri tra Drusi e islamisti e la settimana scorsa, con l’inizio della guerra in Iran, diventa ancor più problematica. Ci scrive suor Mona Aldhem, una delle tre suore rimaste: «Carissimi, i bombardamenti sono ripresi in tutta la zona; sentiamo i rumori delle bombe, vediamo le colonne di fumo che si alzano nel cielo, sentiamo le sirene che squarciano il silenzio e soprattutto vediamo i volti preoccupati della nostra gente, le famiglie che ancora una volta chiedono il nostro aiuto, un tetto e un letto per dormire oppure un luogo per potersi rifugiare con le poche cose che sono riusciti a mettere in salvo; e una profonda tristezza riempie ancora una volta il nostro cuore: un intero paese ancora una volta è immerso nell’incertezza. Tutto sembra sospeso, avvolto in una nuvola che sembra non voler lasciare intravedere il sole. Restiamo uniti più che mai in questa catena invisibile che unisce i nostri cuori ed attraversa i confini, portiamo insieme le lacrime di questo paese, ma anche la certezza che la notte non avrà l’ultima parola. Insieme teniamo viva la speranza che la pace avrà l’ultima parola sopra la guerra e la distruzione: grazie per il vostro aiuto e il vostro sostegno».
Aiutiamo i rifugiati siriani a Khabab
IL PROGETTO. Il 2 febbraio 2026, dopo aver ricevuto l’appello delle suore di Khabab che ci raccontavano delle difficoltà che incontravano nel sostenere i rifugiati, soprattutto con l’inverno così rigido, abbiamo deciso di inviare subito un bonifico di 5.000 euro, prima dell’inizio della Quaresima per aiutarle nel far fronte alle necessità più urgenti. Suor Mona ci ha poi scritto illustrandoci nel dettaglio come è stata utilizzata la nostra donazione. Pour les personnes déplacées à Khabab:
Médicaments pour des personnes âgées, des femmes et des enfants
pour un mois: 366$ = 4 172 500 L.S
Logements pour 6 familles pour un mois: 527$ = 6 000 000 L.S
Pour des légumes, lait et gaz pour un mois: 439$ = 5 000 000 L.S
Des scolarités pour 2 élèves pour un mois: 790$ = 9 000 000 L.S
Des vêtements pour l’hiver: 2.193$ = 25 000 000 L.S
Total: 4 315 $ = 49 172 500 L.S (Lire Siriane).
A seguito del primo intervento di emergenza, avevamo pianificato di sviluppare un progetto volto a fornire ai rifugiati gli strumenti necessari per intraprendere un percorso di autonomia e costruirsi così un futuro migliore. L’obiettivo concreto previsto consisteva nell’acquisto di una struttura prefabbricata da adibire a stalla e di alcuni animali. Tuttavia, lo scoppio della guerra e l’arrivo di nuovi rifugiati a Khabab ci obbligano purtroppo a rivedere tali intenzioni. Pertanto, tutte le donazioni che verranno raccolte saranno destinate alle suore, al fine di supportarle nell’affrontare la nuova emergenza.
Possiamo sostenere l’iniziativa donando attraverso bonifico sul conto corrente Caritas della Parrocchia (IBAN IT12C0844020100000000043208 – Intestato a Parrocchia S.Martino) specificando nella causale “Offerta per iniziativa quaresima2026” o ponendo un’offerta nelle cassette poste all’interno delle chiese.

