la parola al prevosto

IN VACANZA CON BENIAMINO, LA GUIDA

Ciascuno trascorra l’estate in compagnia di un cicerone: guida, amico, nonno, magari qualcuno “invisibile”. Da soli non è possibile fare esperienze di vita piene: occorre sempre qualcuno che ce ne introduca.
Beniamino era il cocco – perchè l’ultimo e avuto in vecchiaia – di papà Giacobbe. Ma anche i suoi undici fratelli lo amavano e lo custodivano. La gente che portava il suo nome – insieme a quella di Levi e di Giuda – costituiva il “resto d’Israele”: le uniche tribù rimaste, dopo la distruzione del Regno del Nord.
Non sappiamo molto di questo ultimogenito, ma il Salmo 68 ci sorprende: «Ecco il giovane Beniamino,/ che guida gli altri,/ i prìncipi di Giuda e la loro schiera,/ i prìncipi di Zabulon, i prìncipi di Neftali».
«Beniamino la guida» è quindi debole e forte al contempo. Come tante altre figure riconducibili al nome famoso.  Il conduttore turistico, nel senso stretto, ad esempio, è l’anello fragile della filiera del viaggio. La prima voce di spesa che si taglia.  Il cicerone ha, poi, molti competitors: dalla sussidiazione raccolta in proprio prima di partire, alle tecnologie gestibili col telefonino. Non sono pochi, però, quelli che lo sostituiscono col nulla. Anche l’amico locale, spesso, entra in gioco in un secondo momento. Per non disturbare, si dice. Lo si va a trovare a fine vacanza: un saluto veloce e un ricordo dei bei tempi. Raramente si usufruisce della sua conoscenza del luogo.  Per non dire di altre guide, tipo i nonni, considerati talvolta fonti in via d’esaurimento. In realtà, sono dei bigini viventi di storia e di arte.
Durante una loro festa, Papa Francesco – col suo tipico stile a braccio – ha proprio chiosato: «Tu sei vecchio: ma hai tante cose da dirci, da raccontarci, di storia, di cultura, della vita, dei valori …».
E reinterpretando una immagine nota, ha ricordato una specifica funzione d’accoglienza: «Sono i nonni a ricevere Gesù nel Tempio, non il sacerdote: questo viene dopo. I nonni. E leggete questo, nel Vangelo di Luca: è bellissimo!».
Compagno timoniere non è però solo il conosciuto magari accantonato. Potrebbe esserlo, inaspettatamente, persino un “invisibile”?  Come lasciarsi guidare dallo Spirito del Signore, dai contenuti di un buon libro, da spazi di silenzio, di riflessione (e perchè no? di preghiera), da incontri inaspettati con persone ricche di esperienza il cui ascolto vale molto di più di molti selfie .
Apprezzare e ricercare la compagnia di un conducente ha molti lati positivi. Egli è quell’uno che concentra in sé una comunità. Che evoca il pieno, la vita. Ha la debolezza della minoranza e la forza della testa di ponte. Quattro occhi – invece di due – fanno meglio scorgere la virtù ed il bisogno, di ieri e di oggi. Sia per chi vuol conoscere un luogo sia per chi cerca orientamento d’esistenza, auguriamo buona estate, allora.   Ciascuno possa trascorrerla insieme ad un suo Beniamino, la guida, per ritornare, dopo il suo percorso vacanziero, umanamente più ricco di prima.

don Maurizio