la parola al prevosto

PIU’ MESSE O PIU’ MESSA?

Gli ultimi avvenimenti che hanno toccato la nostra parrocchia, oltre a creare nuovi ed inediti scenari, hanno anche posto questioni non solo organizzative ma di contenuto, che interpellano la nostra riflessione.
Il trasferimento di don Luca, la presenza di un diacono futuro prete che per alcuni mesi non può celebrare la santa Messa, la venuta tra noi di un prete straniero impegnato ancora nella formazione e affidatoci attraverso la Diocesi di Milano dalla sua Diocesi di origine, la precaria salute di alcuni nostri preti, ci costringono a riflettere sul servizio che la nostra parrocchia è in grado di offrire quanto a celebrazioni liturgiche. Togliere le Messe? Aggiungere le Messe? Modificare l’orario delle Messe? Celebrare bene e meglio le Messe?
Se dovessimo guardare alle forze disponibili e alla situazione attuale di particolare complessità della nostra parrocchia dovremmo necessariamente fare un ripensamento. La nostra riflessione per arrivare a qualche determinazione deve però partire da considerazioni di fondo che, sia il Cardinale Scola, che il nuovo arcivescovo Delpini, richiamano come priorità pastorale.
La comunità dei discepoli del Signore vive del rapporto con il Signore. Se contempliamo la visione nel Libro dell’Apocalisse (21,22ss), il tempio non è un edificio, ma la Comunione con il Signore Dio e l’Agnello, la sua luce è la gloria di Dio e la sua lampada è l’Agnello. Si potrebbe dire che è una comunità che nasce dall’Eucaristia e che vive un clima di preghiera fedele e fiduciosa, nella persuasione che senza il Signore non possiamo fare nulla.
La priorità deve essere quindi la cura per la celebrazione della Messa domenicale: deve essere un appuntamento desiderato, preparato, celebrato con gioia e dignità: quindi è necessario che ci sia un gruppo liturgico che anima la liturgia, un educazione al canto liturgico, una formazione dei ministranti e di tutti coloro che prestano in servizio nella celebrazione.
La cura per la celebrazione non si riduce alla cura per un adeguato svolgimento del rito, ma deve soprattutto propiziare che la grazia del mistero celebrato trasfiguri la vita dei fedeli e si irradi nella vita ordinaria con i suoi frutti irrinunciabili: in particolare deve risplendere la gioia e la comunione che fa dei molti un cuore solo e un’anima sola. Da questo punto di vista non è opportuno ingolfare la domenica mattina di continue celebrazione, una dietro l’altra, senza dare possibilità al celebrante e ai fedeli di avere tempo per entrare nel clima dell’incontro col mistero di Dio.
Deve essere favorita anche la preghiera feriale, promuovendo certamente la partecipazione alla messa, ma anche altri momenti: la preghiera della liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica la preghiera del rosario, le devozioni popolari. Le pubblicazioni proposte dalla Diocesi (La Tenda, la Diurna Laus per esempio) offrono un aiuto prezioso per vivere quotidianamente la preghiera liturgica. È poi opportuno che la chiesa sia aperta, per quanto possibile. È necessario che la comunità esprima persone volontarie affidabili e convinte per tenere aperta la chiesa, per animare la preghiera della comunità anche in assenza del prete (per esempio rinnovando il gruppo dell’Apostolato della preghiera).

Indicazioni e criteri preziosi che chiedono anche alla nostra parrocchia di ri-centrarsi sull’Eucaristia soprattutto festiva, e per favorire questa partecipazione consapevole e ben svolta occorrono anche alcune attenzioni pratiche. Anche una corretta ridistribuzione degli orari delle Messe, in considerazione delle situazioni concrete, potrà aiutare non solo il celebrante ma anche i fedeli.

Pertanto, nella nostra situazione attuale con Domenica 22 Ottobre ritorniamo agli orari festivi consueti invernali; mentre a Madonna in Campagna per il momento l’orario feriale rimane ancora quello estivo (Messa solo al Giovedì).

Ecco l’orario domenicale:

  • San Martino: 7.30; 9.00; 10.15; 11.30; 18.00;
  • Madonna in Campagna: 8.30; 10.00;
  • San Giuseppe 10.30.

Tuttavia nei prossimi mesi rivaluteremo la situazione e riformuleremo un nuovo orario.
Non dimentichiamo che ciò che conta è la nostra comunione con il Signore che vive in particolare dell’incontro-relazione con Lui nell’Eucaristia.

 

don Maurizio