Libri per…

per ADULTI

Roberto Gobbi

Maggio ‘68. Cronaca di una rivolta immaginaria
Ed. Neri Pozza

Ci fu un mese in cui, a Parigi, tutti pensarono che tutto potesse cambiare: era il maggio ’68. Cominciò con la scintilla della protesta studentesca, divampò in Francia con dieci milioni di persone in sciopero e finì in un fuoco fatuo. Fu un enigma, e forse lo è ancora. Il perché successe, cinquant’anni dopo, per la Storia non è ancora passato in giudicato. Ciò che successe è invece cronaca. L’autore ritorna sulle strade di quella rivolta immaginaria per ripercorrerne gli avvenimenti giorno per giorno. Dalla presa della piccola Bastiglia di Nanterre, l’università-laboratorio, al primo sampietrino lanciato davanti alla Sorbona contro la polizia che mette mano ai manganelli, dalla lunga notte delle barricate all’occupazione delle fabbriche. Fino al momento in cui i benzinai, rimasti a secco per lo sciopero, ricominciano a riempire i serbatoi delle auto e i parigini barattano il mag- gio con un week end, riconsegnando il Paese al vecchio generale De Gaulle. Fu l’avventura di una generazione che non voleva conquistare il potere, che forse non sapeva cosa voleva davvero, ma sapeva sognare: non fece cadere la V Repubblica, però prese la parola e cambiò i rapporti tra genitori e figli, insegnanti e allievi, uomini e donne, servi e padroni.

Cristiana Paccini, Simone Troisi

Siamo nati e non moriremo mai più. Storia di Chiara Corbella Petrillo
Ed. Porziuncola

Venerdì scorso, 21 settembre, il cardinale vicario di Roma ha aperto in San Giovanni la causa di beatificazione di Chiara Corbella Petrillo, una giovane mamma morta nel 2012, a 28 anni, per aver rimandato le cure di un tumore, salvando il feto che portava in grembo. Quella di Chiara è “la santità della porta accanto, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio”. Chiara è una ventottenne romana che, per proteggere il figlio di cui è incinta, rimanda le terapie per curare un carcinoma alla lingua. «Ancora un giorno, ancora 38 grammi in più, prima del parto», ripeteva ai medici, per assicurare la completa formazione del feto. La scelta preserva il bambino, ma si rivela fatale per la madre, dato che il tumore si propaga velocemente in tutto il corpo. Il piccolo Francesco è nato. Ma, prima di lui, Chiara ed Enrico Petrillo, suo marito, avevano «accompagnato alla porta del Paradiso» altri due figli. Un cammino arduo, vissuto «con l’attitudine alla lode e con lo sguardo costantemente rivolto alla Vergine Maria e ai santi». Tanto che, negli ultimi tempi, Chiara pregava il marito di non rivelarle quanto le restava da vivere. Agli amici, a Medjugorje, Chiara dirà: «Ho sempre considerato un privilegio sapere in anticipo di morire, perché potevo dire “ti voglio bene” a tutti». E a sua madre: «Se il Signore ha scelto questo per me, vuol dire che è meglio così per me e per quanti mi sono intorno. Perciò io sono contenta». La sua vita, quasi come un testamento spirituale, si può riassumere del resto in una frase citata dal cardinale vicario: “Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna”.

Andrea Avveduto,
Maria Acqua Simi
L’ora prima del miracolo. Storie dal Medio oriente

Itaca

Le storie che popolano queste pagine ci aiutano a capire le radici storiche della complessa realtà mediorientale e a guardare il dolore di uomini che vivono dall’altra parte del globo. Per sentirli fratelli. Per abbracciarli là dove sono e qui, ora che toccano le nostre vite sbarcando in Europa da “migranti”. Sono storie che raccontano soprattutto la “forza disarmata della fede”: là dove il male sembra trionfare e spegnere la voglia di vivere, tanti cristiani continuano a condividere i bisogni della gente, a sostenerne la speranza, a costruire luoghi di accoglienza, di educazione, di carità aperti a tutti. Come un fiore nel deserto, questa vita attrae, seme di un mondo riconciliato. Pazientemente sofferto e atteso. L’ora prima del miracolo. Già presente.

Il memoriale della repubblica

Miguel Gotor Ed. Einaudi

Scritto e riscritto a mano dal prigioniero, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori delle BR è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana e molti dei suoi snodi più inquietanti. Lo stesso memoriale è incompleto, avvolto dal mistero: perché le BR non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso? I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare dodici anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autografi di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? E cosa vi era scritto?    Le risposte si trovano in questo libro, dove Miguel Gotor dimostra che è possibile sottrarre le carte di Aldo Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarli al rigore del metodo storico. Vengono così decifrati, finalmente, i segni di una sanguinosa e decennale lotta di potere, in cui politica, ambizioni personali, criminalità e affari si intrecciano con la crisi della Repubblica. Un enigma italiano, e la sua soluzione.

Giuseppe Lupo
“Gli anni del nostro incanto”
Marsilio editore


Una domenica di aprile, una Vespa, a Milano, negli anni Sessanta: un padre operaio, una madre parrucchiera, un figlio di sei anni e una bimba che non ne ha ancora compiuto uno. Vengono dalla periferia, sembrano presi dall’euforia del benessere che ha trasformato la loro cronaca quotidiana in una vita sbarluscenta. Qualcuno scatta una foto a loro insaputa. Vent’anni dopo, una ragazza si trova al capezzale della madre che improvvisamente ha perso la memoria. Il suo compito è di ricordare e narrare il passato, facendosi aiutare da quella foto. Prende così avvio il racconto di una famiglia nell’Italia spensierata del miracolo economico una nazione che crede nel futuro, almeno fino a quando non soffia il vento della contestazione giovanile e all’orizzonte si addensano le prime ombre del terrorismo. Dopo la strage di piazza Fontana finisce un’epoca favolosa e ne comincia un’altra. La città simbolo dello sviluppo industriale si spegne nel buio dell’austerity, si sporca di sangue e di violenza, mostra il male che si annida e lascia un segno sul destino di tutti. L’autore ci racconta con una scrittura poetica e struggente il periodo più esaltante e contraddittorio del secolo scorso – gli anni del boom e quelli di piombo – entrando nei sogni, nelle illusioni, nelle inquietudini, nei conflitti di due generazioni a confronto: quella dei padri venuti dalla povertà e quella dei figli nutriti con i biscotti Plasmon.

La simmetria dei desideri

Eshkol Nevo Ed. Neri Pozza


Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent’anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l’esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie. Durante la partita Amichai ha un’idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: “Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia”. Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.

 

Kafka e la bambola viaggiatrice

Jordi Sierra i Fabra Ed. Salani

Ispirato a un episodio reale della vita di Kafka, una storia sull’incontro fra il mondo degli adulti e quello dei bambini. Un anno prima della sua morte, Franz Kafka passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina, Elsi, che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola preferita, Brigida. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto. Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con sé quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti scriverò raccontandoti le mie avventure…”, così cominciava la lettera. La bimba fu consolata dalla lettura di questa lettera e dalle altre che seguirono, e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola, ovviamente diversa dalla bambola perduta, e in un biglietto accluso spiegò: “i miei viaggi mi hanno cambiata”. Molti anni più avanti la ragazza trovò un biglietto nascosto dentro la bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva: ogni cosa che tu ami è molto probabile che tu la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa”. Solo il dolore a cui si dà casa fa crescere e il compito è affidato a chi accoglie il sofferente e ne fa proprie le ferite, e così cura nell’altro la sua stessa carne.

Gaël Faye
“Piccolo paese”
Ed. Bompiani

1992. Gabriel vive a Bujumbura, in Burundi, in un quartiere di espatriati. Suo padre è francese, sua madre del Ruanda. Ha una sorella più piccola, Ana, e una banda di amici inseparabili – Gino, Armand, i gemelli – cresciuti insieme a lui nel vicolo: le loro giornate cominciano quando finisce la scuola e viene il momento delle case sugli alberi, dei furti di manghi nei giardini degli altri, delle avventure lungo il fiume, delle chiacchiere sbruffone e sognanti dentro il guscio di camioncino che è il loro quartier generale. Poi i genitori che si separano, le prime elezioni del paese, la guerra civile: Gaby credeva di essere soltanto un bambino e si scopre meticcio, tutsi: francese. Il papà vuole spedire tutti in Europa, la mamma decide di restare, strappata a metà, trasformata per sempre dai lutti più feroci: in un attimo la paura rovescia tutto, invade le vite di tutti, mette fine all’infanzia e costringe ad andarsene, a disperdersi, a perdersi. Passeranno anni prima che Gaby faccia ritorno nel suo piccolo paese, alla ricerca della sua età d’oro, o di quello che ne è rimasto.

I narcos mi vogliono morto. Messico, un prete contro i trafficanti di uomini

Capuzzi Lucia, Solalinde Alejandro

Ed. Emi

Ogni anno in Messico transitano mezzo milione di migranti indocumentados che dal Centroamerica tentano di raggiungere gli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore. Sulla loro strada trovano la ferocia dei narcos, banditi che – oltre a far soldi con la droga – si arricchiscono sulla pelle dei migranti grazie a rapimenti, traffici di organi, schiavismo e prostituzione. Alejandro Solalinde non è rimasto a guardare: ha denunciato i soprusi dei trafficanti, le connivenze della politica, la corruzione della polizia. I narcos gliel’hanno giurata: sulla sua testa pende una taglia di 1 milione di dollari. Di qui le minacce, i tentati omicidi, una scorta di 4 uomini per difenderlo. La vicenda di padre Alejandro si intreccia con i 20.000 migranti rapiti ogni anno in Messico. E con i 20.000 indocumentados accolti da questo prete tenace. Persone alle quali Solalinde dedica la vita in nome di quel Dio schieratosi dalla parte degli ultimi.

Sms dal Paradiso

Maria Antonietta Benedettelli

Mimep Docete

Una giovane donna, Tess, dall’Ir- landa si trasferisce a vivere in Italia. In un momento critico della sua vita, dopo la fine di un fidanza- mento e la morte improvvisa della sua migliore amica, Tess incontra “realmente” il suo angelo custode che le si manifesta sotto l’aspetto di un giovane moderno, che gui- da l’auto, la invita a cena e le invia quasi ogni sera degli sms sul cellu- lare a cui però non si può rispon- dere telefonicamente.

Nel dialogo con questa presenza, all’inizio misteriosa, Tess vive un percorso di ritrovo di coscienza di sé e dell’amore che Dio le manife- sta sollecitando la sua libera risposta. Nel tempo e nel continuo dialogo con l’angelo Tess si aprirà pienamen- te all’amore di Dio così da vivere con maggior coscienza tutte le espe- rienze che la vita le farà incontrare. Sotto la forma letteraria del roman- zo il lettore trova anche un originale cammino spirituale compiuto dalla protagonista con cui paragonarsi, da consigliare e da regalare in particola- re ai giovani e alle donne.

per RAGAZZI

Sharon M. Draper
“Melody”
Feltrinelli

Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità “registrazione”. E non c’è il tasto “Cancella”. Melody è la più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Il corpo di Melody per lei è come una di quelle celle d’isolamento in cui tutto ciò che dici (o urli) non può essere sentito all’esterno. Da quando è nata la sua mente non riesce a trovare uno sfogo nei movimenti o nella parola: dalla sua bocca escono grugniti incomprensibili e soltanto i suoi pollici sembrano avere la capacità di dimostrare di essere vivi. Da quando era piccola i suoi genitori hanno sempre avuto a che fare con medici spietati o al massimo poco interessati, che sbrigativamente archiviavano le loro visite alla voce “Caso disperato”. Quasi tutti ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento. La fortuna di Melody è la presenza nella sua vita della Signora V, una donna tenace e combattiva che decide di aiutarla ad uscire dal suo bozzolo. Le insegna a esprimersi indicando delle parole contenute su una lavagna o a cadere senza farsi male dalla sedia a rotelle che la muove nel suo mondo. E finalmente un giorno Melody scopre qualcosa che potrebbe permetterle di parlare, per la prima volta nella sua vita. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. E con le parole potrà volare. Dai 10 anni.

L’isola del Muto

Guido Sgardoli Ed. San Paolo

Arne Bjørneboe, ex marinaio in lotta con il mondo, decide di smettere di parlare e da allora, per tutti, diventa il Muto. Solitario trascina i suoi giorni sopravvivendo fino al momento in cui gli viene offerto di diventare il primo custode del nuovo faro costruito sull’isola di fronte al porto. Su questo scoglio inospitale, Arne si sente da subito a casa e mette radici, dando vita alla stirpe dei Bjørneboe, i custodi del faro, una discendenza che rivelerà, di volta in volta, ribelli, eroi, filosofi, donne coraggiose, patrioti, contrabbandieri. La vita dei successori di Arne sarà indissolubilmente legata a quella dell’isola. Una grande saga familiare che dai primi dell’Ottocento giunge agli anni Sessanta del secolo scorso. Età di lettura: da 10 anni.

Gabriele Clima
“Il sole tra le dita”
Ed. San Paolo


Dario ha sedici anni. È un tipo difficile da trattare, ne sanno qualcosa i suoi insegnanti. Vive con la madre con la quale comunica poco o nulla. Il padre non c’è più, ha abbandonato la famiglia quando Dario era solo un bambino portando via con sé gli ultimi ricordi felici e il suo rassicurante abbraccio. Da allora Dario vive allo sbando. A scuola, dopo l’ennesimo scontro, il preside decide di assegnarlo per punizione a un servizio di assistenza “volontario” a uno studente disabile. E così Dario conosce Andrea, detto Andy, immobilizzato su una sedia a rotelle e incapace di comunicare. Dario e Andy. Non potrebbero essere più diversi, ma una straordinaria avventura “on the road” ribalterà tutti gli schemi. L’incontro con Andy apre squarci inattesi di crescita, pensiero e scoperta per il giovane Dario, trasformando la punizione in un’autentica occasione di riscatto. Un riscatto bilaterale, a dire la verità: perché se Dario trova in Andy la chiave per guardarsi dentro e ricalibrare la sua vita, è altrettanto vero che Andy trova in Dario chi sa vedere in lui la persona prima del disabile. E se entrambi trovano nel compagno un amico inaspettato non è per buonismo o political correctness ma per effetto diretto della condivisione di attimi, avventure, divertimenti e difficoltà. Dai 14 anni

Il ladro di panini

Andrè Marois, Patrick Doyon Ed. Sinnos


Prosciutto, provolone e lattuga: è questo in assoluto il panino preferito di Marin. Lui lo riconoscerebbe in mezzo a mille, per via di un pane particolare che la mamma – una cuoca di gran classe – compra in una panetteria speciale. I panini di Marin sono una squisitezza quotidiana. Sì, perché ogni giorno della settimana il suo cestino riserva un panino diverso. Immaginiamo che sconcerto e che sconforto, un brutto lunedì, nel trovare il cestino vuoto. Un ladro di panini si aggira per la scuola. Chi può essere il colpevole? La lista degli indiziati è lunga perché i golosi sono parecchi e poi ci sono bulli, dispettosi, invidiosi e persino bambini che a casa simili golosità se le sognano… La questione diventa insopportabile quando il giorno dopo il panino di pranzo sparisce di nuovo, quello che la mamma prepara con tonno, pomodori secchi e una speciale maionese fatta in casa. Affamato e arrabbiato Marin decide che è ora di tendere una trappola al ladro. Che riuscirà a farla franca? No con la fantasia e l’inventiva di Marin. Se a queste si aggiunge l’aiutino di mamma esperta di cucina molecolare, per il ladro di panini non ci sarà scampo. Un giallo in piena regola di grande ironia e intelligenza Divertimento assicurato. Dai 5 anni

Cercasi commessa al reparto omicidi

Katherine Woodfine Ed. Il Battello a Vapore

Nella Londra del 1909 sta per avere inizio l’avventura dei Grandi Magazzini Sinclair, un sontuoso edificio dallo stile di un tempio classico in Piccadilly Circus, emporio a otto piani con articoli di lusso per la casa e l’abbigliamento per signori e signore come non se n’erano ancora visti. In Inghilterra e forse nel mondo. Un misterioso furto, con tanto di sparatoria, però, turba la vigilia dell’inaugurazione: vengono trafugati preziosi gioielli destinati a una mostra aperta al pubblico e il pezzo forte della collezione, un uccellino meccanico tempestato di pietre preziose. I sospetti cadono sulla dolce Sophie Taylor, da poco assunta nel reparto moda. Ovviamente come in ogni thriller che si rispetti, gli indiziati non sono mai i veri colpevoli. Le indagini ufficiali si rivelano da subito depistaggi belli e buoni, dunque il bandolo della matassa da sbrogliare tocca a Sophie e ai suoi amici, improvvisati detective: Billy, giovane fattorino, Lil indossatrice dei Magazzini e Joe un ragazzo di strada testimone del fattaccio. Per ragazzi appassionati di storie cariche di suspence e di mistero. Dai 12 anni

 

Perché i moscerini sono sempre felici?

Marco Viale, Edizioni Giralangolo

Mentre le formiche, si dice, nel loro piccolo sono tipi piuttosto irascibili, i moscerini no, sono creature perennemente felici. E non scambiateli per citrulli. Il fatto è che i moscerini vivono bene con poco, soprattutto con equilibrio. Non provano mai troppo caldo, non patiscono il vento né le grandi quantità di persone; il rumore non li infastidisce. Quando hanno fame e sete mangiano e bevono; quando hanno sonno dormono… Vanno dove ne hanno voglia e con chi vogliono, senza avere paura. Un piccolo e ironico trattato semiserio di filosofia spicciola per bambini curiosi e adulti spiritosi, illustrato con garbo da Marco Viale, autore e illustratore, a dire che nella formula magica per la felicità non ci sono le grandi pretese ma il valore delle piccole cose di ogni giorno. Dai 4 anni

Tim Bruno
“Il ritorno del gatto Codabianca”
Nord-Sud edizioni

“La mia piccola senza coda ha lunghi peli rossi e ricci sulla testa e il muso pieno di lentiggini. Devo assolutamente ritrovarla, altrimenti lo spirito notturno che le ruba il respiro tornerà a tormentarla”. Questa è la storia di un gatto bianco e nero e di una bambina dai capelli rossi. È la storia di un’amicizia indissolubile e di un viaggio straordinario per ritrovare la via di casa. Questo è… il ritorno di Codabianca. Età di lettura: da 9 anni.

Enid Blyton
“La banda dei cinque sull’isola del tesoro”
Ed. Mondadori
Julian, Dick e Anne sono inseparabili. Anche quest’anno i tre fratelli trascorrono le vacanze estive insieme, nel cottage sul mare della cugina Georgina, una ragazza indipendente che porta i capelli corti e si fa chiamare George. Un giorno, mentre sono fuori in barca a esplorare la baia insieme al cane Tim, i quattro ragazzi vengono sorpresi da una tempesta e rimangono bloccati su Kirrin Island, una piccola isola rocciosa di proprietà della famiglia. Qui comincia la loro prima grande avventura: i ragazzi scoprono che la tempesta ha riportato a galla un antico relitto che trasportava un tesoro, ma presto si renderanno conto di non essere i soli a cercarlo. Riuscirà la banda dei cinque a trovare il tesoro e a salvare l’isola? Età di lettura: da 7 anni.

Il grido del lupo

Melvin Burgess

Ed. Equilibri

Lui è un Cacciatore di lungo corso, uno che insegue i pochi lupi rimasti in Inghilterra. Lo spinge un’ossessione diventata ragione di vita: conquistare un primato esclusivo, diventare l’uomo che ha ucciso l’ultimo lupo. È una caccia lunga, minuziosa, estenuante, calcolata e vigliacca quella che il Cacciatore mette in atto. Attraverso la figura del Cacciatore, uomo senza nome, senza volto e senza qualità se non quella di essere un sanguinario, Burgess racconta quanto possono essere spietati gli uomini.  Dai 13 anni

Gabbiano più Gabbiano meno

Silvia Borando Marco Scalcione

Ed. Minibombo

L’isola è minuscola e loro sono tanti, ma si sa i gabbiani amano la vita di gruppo. Non tutti però. Stanco di quell’ammasso rumoroso, di tutto quel chiasso che impedisce di pensare e riposare, di quell’invadenza che non lascia spazio a un po’ di privacy, un gabbiano un po’ scorbutico lascia l’isola zeppa di compagni e si trasferisce sull’isoletta deserta proprio di fronte dedicandosi ai fatti suoi convinto di aver fatto la scelta giusta. Appunto. Ma sarà stata davvero la scelta più opportuna? Cose imprevedibili stanno per succedere… Dai 4 anni.