Libri per…

libri per ADULTI

Bernadette Moraiu

La mia vita è un miracolo L’ultima guarigione di Lourdes
Ed. San Paolo

Che cosa significa ritrovarsi a poter camminare, correre, stare con gli altri senza più dolori sedati dalla quotidiana morfina, da un giorno all’altro? Che cosa si prova a essere esaminata dai medici più ancora di quando si era malate? Come tacere quando si è protagonisti di una trasformazione della propria vita radicale e incomprensibile ai più? Come annunciare la speranza a chi è ancora nel dolore, quando dal dolore si è stati liberati per grazia? Tutte queste e molte altre domande attraversano il racconto della guarigione di suor Bernadette Moriau: il miracolo che l’ha vista protagonista non si risolve, infatti, per lei in un prodigio isolato, ma in una profonda rilettura della propria vita e in un’interpretazione originale della fede e della vita di Chiesa. Il miracolo, infatti, non è solo un dono per chi lo riceve, ma un’offerta di amore e di speranza per tutti coloro che lo vedono accadere.

Rod Dreher

L’opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano

Ed. San Paolo

«Noi cristiani di oggi ci troviamo nelle stesse condizioni di Benedetto 15 secoli fa: dobbiamo decidere se vogliamo Dio o il mondo. Troppo spesso i nostri leader ci dicono: “Rilassatevi, sorridete, va tutto bene: apritevi al mondo, siate moderni, siate al passo coi tempi!”. Ma la realtà è che sta arrivando un diluvio, e dobbiamo metterci al riparo. Di fronte al diluvio è tempo di un cambiamento radicale. Dobbiamo essere, come ha scritto Benedetto XVI, una minoranza creativa in un mondo ostile al cristianesimo. Dobbiamo recuperare il senso dell’ordine delle cose non semplicemente seguendo alcune regole, ma ristabilendo il nostro rapporto con Dio. E per fare questo è necessario istituire forme di vita cristiana in comune, nessuno può sopravvivere da solo al diluvio. Non dobbiamo lasciarci assimilare dal mondo, anche se siamo chiamati a rendere la nostra testimonianza nel mondo e non possiamo vivere tutti in monasteri. Leggete questo libro e imparate dalle persone che vi incontrerete, e lasciatevi ispirare dalla testimonianza delle vite dei monaci. Lasciate che vi parlino tutti al cuore e alla mente, poi attivatevi localmente per rafforzare voi stessi, la vostra famiglia, la vostra Chiesa, la vostra scuola e la vostra comunità.» Così afferma Rod Dreher, autore di questo libro, protagonista di numerose conferenze dibattiti e descritto dal New York Times come il più importante e discusso libro religioso del decennio.

Siobhan Dowd

Il pavee e la ragazza

Ed. Uovonero

Nonostante le raccomandazioni di sua madre, Jim è uno che raccatta guai, ossa ammaccate e occhi lividi, risultato di risse e botte con i compagni di scuola. Per i ragazzi dei nomadi irlandesi di etnia pavee accampati sulla collina di Dundray, gli zingari come vengono chiamati – e Jim è uno di loro–la scuola è una galera, dove odio, razzismo e insulti sono pane quotidiano. Ma a furia di non andarci, o di estraniarsi in classe, Jim non ha imparato a leggere né a scrivere. In mezzo a tanta ostilità uno squarcio di speranza arriva da Kit, una coetanea del villaggio vicino, che gli sta accanto, lo aiuta nella lettura e, senza pregiudizi, gli regala un’amicizia tenera quanto impossibile.

Lucia Bellaspiga,
Margherita Coletta
Il seme di Nasiriyah. Giuseppe Coletta,
il brigadiere dei bambini

Ed. Ancora

Un volume appassionante che nasce da un incontro tra due donne: l’inviata di un grande quotidiano nazionale e la moglie del brigadiere ucciso nella strage di Nasiriya. “Se amate quelli che vi amano che merito avete? Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”. Chi pronunciava queste parole davanti alle telecamere dei giornalisti che affollavano la sua casa di San Vitaliano (Napoli) il 12 novembre 2003 a poche ore dalla strage di Nasiriyah era proprio lei, Margherita. «Ho conosciuto Margherita Coletta, ascoltandola incredula la sera stessa della strage di Nasiriyah: in lei vedevo il mistero di una fede fatta di granito, più forte di montagne di tritolo. Non potevo capire, potevo solo prendere atto. E così faccio tuttora ogni volta che la ascolto, anche quando con disarmante coerenza mi dice che “Dio non può volere il mio male, dunque qualsiasi cosa mi mandi io mi fido, Lui sa cosa è bene per me”. O quando con la piccola Maria in braccio mi mostra le foto di Paolo, il suo primo figlio morto di leucemia a sei anni, e mi dice con certezza assoluta: “Io e Giuseppe siamo ancora uniti, ci siamo solo divisi i compiti, io qui con Maria, lui lassù con Paolo, ma un giorno torneremo insieme”…».

Marco Balzano
“Resto qui”
Ed. Einaudi

Quando arriva la guerra o l’inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. L’acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E cosí, mentre il lettore segue la travagliata vicenda di questa famiglia, all’improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l’altro, la costruzione della diga che inonderà questo mondo con i suoi dolori e le illusioni. Una storia attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.

Rino Fisichella

Ho incontrato Paolo VI. La sua santità dalla voce dei testimoni
Ed. San Paolo

Dando voce a quanti hanno incontrato Paolo VI, questo libro ci aiuta a conoscere meglio la santità di un Papa che ha segnato la storia del XX secolo. Tra coloro che hanno conosciuto papa Montini da vicino c’è anche mons. Rino Fisichella, il quale, oltre ad aver incontrato Paolo VI durante gli anni della propria giovinezza, è stato soprattutto il ponente della sua causa di beatificazione e canonizzazione, da cui il presente volume prende spunto. Il nome e la persona di Paolo VI sono fortemente legati al Concilio Vaticano II, da queste pagine emerge però l’esistenza personale di papa Montini che normalmente non è di dominio pubblico, permettendoci così di entrare più in profondità nel suo animo e di toccare con mano la sua autentica personalità. Commovente, infine, il racconto del miracolo che ha portato Paolo VI alla canonizzazione, avvenuto quasi in contemporanea con la solenne celebrazione in Piazza San Pietro della sua beatificazione e in una piccola cittadina della Lombardia, non molto distante da Concesio, luogo natale di Giovanni Battista Montini.

Roberto Gobbi

Maggio ‘68. Cronaca di una rivolta immaginaria
Ed. Neri Pozza

Ci fu un mese in cui, a Parigi, tutti pensarono che tutto potesse cambiare: era il maggio ’68. Cominciò con la scintilla della protesta studentesca, divampò in Francia con dieci milioni di persone in sciopero e finì in un fuoco fatuo. Fu un enigma, e forse lo è ancora. Il perché successe, cinquant’anni dopo, per la Storia non è ancora passato in giudicato. Ciò che successe è invece cronaca. L’autore ritorna sulle strade di quella rivolta immaginaria per ripercorrerne gli avvenimenti giorno per giorno. Dalla presa della piccola Bastiglia di Nanterre, l’università-laboratorio, al primo sampietrino lanciato davanti alla Sorbona contro la polizia che mette mano ai manganelli, dalla lunga notte delle barricate all’occupazione delle fabbriche. Fino al momento in cui i benzinai, rimasti a secco per lo sciopero, ricominciano a riempire i serbatoi delle auto e i parigini barattano il mag- gio con un week end, riconsegnando il Paese al vecchio generale De Gaulle. Fu l’avventura di una generazione che non voleva conquistare il potere, che forse non sapeva cosa voleva davvero, ma sapeva sognare: non fece cadere la V Repubblica, però prese la parola e cambiò i rapporti tra genitori e figli, insegnanti e allievi, uomini e donne, servi e padroni.

 

libri per RAGAZZI

Fabrizio Altieri

L’uomo del treno

Ed. Battello a vapore

Un intreccio di destini durante la Shoah, quando piccoli gesti hanno fatto diventare eroi persone comuni. Tutto ha inizio con un treno e i suoi vagoni, che passano davanti alla falegnameria di Orso. All’inizio Orso e le persone che lavorano con lui non fanno caso a quei treni che sembrano carri bestiame, rallentano e poi ripartono per chissà dove. Ma quando uno di quei treni rallenta, attraverso le fessure dei vagoni scorgono centinaia di occhi, occhi di persone, tantissimi occhi che li guardano in silenzio prima di ripartire. Occhi che non hanno età, ma solo sgomento e dolore e soprattutto vedono lei, 5 anni, scappata da un vagone. Quegli occhi cominciano a perseguitare Orso giorno dopo giorno, fino a quando con i suoi uomini non decide di fare una cosa molto pericolosa: salvare quelle persone sul treno. Trovano il modo di sostituire uno dei vagoni tedeschi con uno vuoto, costruito da loro. Ma dopo l’enorme rischio corso, la delusione è cocente nello scoprire che proprio quel vagone ha un solo passeggero, l’unico che non voleva essere salvato. Andrea sta infatti cercando disperatamente di raggiungere la moglie e la figlia, deportate dal Ghetto di Roma. Viaggia con una valigia da cui non si separa mai e di cui rivelerà il contenuto solo arrivato nel campo… Una trama coinvolgente e ben scritta, certamente adatta ai giovani lettori, ma che lascia un segno anche agli adulti. Età di lettura: da 12 anni.

Sauro Marianelli

Le scarpe di Irene

Ouverture Edizioni

Un romanzo ambientato nelle colline toscane del primo Novecento. Tempo di miseria e fame, di gente umile abituata a dannarsi nel lavoro e a sopportare pesanti sacrifici. Quella di Gustavo, calzolaio da generazioni, è una famiglia numerosa di femmine considerate inutili per il lavoro di bottega, a suolar scarpe. Perciò quando il tanto desiderato maschio arriva, Gustavo non vede l’ora di fargli respirare l’odore del cuoio, insegnargli il mestiere e poi passargli la bottega con cui dovrà campare. Quelli non sono certo i tempi in cui si pensa che i figli nascono liberi di scegliere, di seguire la strada delle proprie inclinazioni, tantomeno di opporsi alla volontà del padre. Ma il piccolo Gico cresce senza desiderare affatto di fare il calzolaio: è un bambino sensibile e intelligente che ha voglia di andare a scuola e di imparare. Per intercessione della nonna alla fine a scuola ci andrà, ma arrivato alla quinta deve cedere alla volontà di suo padre, mollare i libri e mettersi al lavoro. Se Gustavo pensa di aver vinto la sua battaglia di costrizione, però, si sbaglia di grosso. Gico non gli somiglia per niente, al lavoro è lento e riflessivo, scrupoloso oltre ogni immaginazione. Prima di iniziare, studia il lavoro e lo trasforma in un progetto attento alla forma o alla deformazioni dei piedi dei clienti. In più, con grande delusione e disperazione del padre, il denaro gli è indifferente. Ma con Irene, una coetanea claudicante, figlia di povera gente, il giovane Gico farà con la testa e il cuore il suo capolavoro. Incursione in un mondo che pare lontano anni luce, il racconto è un mix di realtà e fiaba, la storia di un giovane visionario più interessato all’essere che all’avere, originale anticonformista in una società contadina dove spesso gli ideali s’impantanavano nella lotta per la sopravvivenza. Dai 14 anni

Cattive memorie

Fulvia Degl’Innocenti

Ed. San Paolo

Cosa sappiamo davvero delle persone che ci sono vicine? Cosa faremmo se una persona a cui abbiamo voluto bene si dimostrasse molto diversa da come l’abbiamo conosciuta? È attorno a questi interrogativi che scorre la storia di Andrea un sedicenne alle prese con una ricerca di storia in vista di una gita scolastica nei campi di sterminio nazisti. Un’indagine allargata al periodo dell’ultima guerra a La Spezia, la sua città, agli anni violenti del fascismo e alla resistenza partigiana. Incoraggiato dall’insegnante a cercare testimonianze di persone anziane, Andrea raccoglie i ricordi di una lontana parente, ragazzina all’epoca, che durante l’incontro allude subdolamente a un coinvolgimento con il fascismo del bisnonno Sergio, che Andrea ricorda come un uomo dolce e affettuoso. Le domande da quel momento non gli danno pace: davvero quel vecchio, buon compagno di giochi aveva potuto denunciare alle SS una famiglia di ebrei? E dunque, ciò che ha sempre ricordato di lui è stato una grande menzogna? Nella speranza di trovare smentite Andrea inizia a indagare, scartabellando i giornali di quegli anni, ma la sua vita è sottosopra, come avvelenata da pensieri pesanti come macigni. Quale sarà la verità? Un viaggio attraverso pagine di una storia recente drammatica che apre riflessioni su carnefici e vittime, sulle pieghe dell’animo umano e sul bisogno di verità che, per quanto cruda e spietata, è un capitolo da affrontare, per capire gli altri e più ancor sé stessi. Dai 13 anni

Arianna Papini

Nonni con le ali – Nonne con le ali
Ed. Bacchilega Junior

Un volume dedicato ai nonni che non ci sono più e ai bambini che si chiedono dove vanno le persone care quando la loro vita finisce. Possibile scriverlo e illustrarlo senza che la tristezza e il dolore della perdita prendano in ostaggio il lettore? Possibile con la poesia delle parole e l’eleganza delle immagini di Arianna Papini, reduce dal prestigioso Andersen 2018 come migliore illustratrice dell’anno. Tavole a doppia pagina e un testo tanto lapidario quanto lieve questo libro, per metà “Canto per i nonni volati via” e per l’altra metà, con una giravolta, “Canto per le nonne volate via” – non è uno scrigno di ricordi, ma il racconto delicato e pieno di tenerezza di una presenza viva e costante delle persone amate nelle cose di tutti i giorni. Tutti i sensi sono pervasi del loro esserci ancora: i nonni volati via abitano nel volo delle rondini, nel sole di primavera, nel profumo del risotto e dei dolcetti del giorno di festa, negli occhi del gatto di famiglia, nelle notti stellate, nell’erba che pizzica le gambe, nelle mani che scompigliano i capelli. E in tanto altro. Nell’emozione di ogni istante della vita sono al fianco di chi hanno amato e le loro mani ne guidano sempre le scelte. “Questo libro non vuole dare risposte ma indica una via, quella della bellezza e della poesia”. Dai 5 anni.

Sharon M. Draper
“Melody”
Feltrinelli

Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità “registrazione”. E non c’è il tasto “Cancella”. Melody è la più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Il corpo di Melody per lei è come una di quelle celle d’isolamento in cui tutto ciò che dici (o urli) non può essere sentito all’esterno. Da quando è nata la sua mente non riesce a trovare uno sfogo nei movimenti o nella parola: dalla sua bocca escono grugniti incomprensibili e soltanto i suoi pollici sembrano avere la capacità di dimostrare di essere vivi. Da quando era piccola i suoi genitori hanno sempre avuto a che fare con medici spietati o al massimo poco interessati, che sbrigativamente archiviavano le loro visite alla voce “Caso disperato”. Quasi tutti ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento. La fortuna di Melody è la presenza nella sua vita della Signora V, una donna tenace e combattiva che decide di aiutarla ad uscire dal suo bozzolo. Le insegna a esprimersi indicando delle parole contenute su una lavagna o a cadere senza farsi male dalla sedia a rotelle che la muove nel suo mondo. E finalmente un giorno Melody scopre qualcosa che potrebbe permetterle di parlare, per la prima volta nella sua vita. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. E con le parole potrà volare. Dai 10 anni.

L’isola del Muto

Guido Sgardoli Ed. San Paolo

Arne Bjørneboe, ex marinaio in lotta con il mondo, decide di smettere di parlare e da allora, per tutti, diventa il Muto. Solitario trascina i suoi giorni sopravvivendo fino al momento in cui gli viene offerto di diventare il primo custode del nuovo faro costruito sull’isola di fronte al porto. Su questo scoglio inospitale, Arne si sente da subito a casa e mette radici, dando vita alla stirpe dei Bjørneboe, i custodi del faro, una discendenza che rivelerà, di volta in volta, ribelli, eroi, filosofi, donne coraggiose, patrioti, contrabbandieri. La vita dei successori di Arne sarà indissolubilmente legata a quella dell’isola. Una grande saga familiare che dai primi dell’Ottocento giunge agli anni Sessanta del secolo scorso. Età di lettura: da 10 anni.

Gabriele Clima
“Il sole tra le dita”
Ed. San Paolo


Dario ha sedici anni. È un tipo difficile da trattare, ne sanno qualcosa i suoi insegnanti. Vive con la madre con la quale comunica poco o nulla. Il padre non c’è più, ha abbandonato la famiglia quando Dario era solo un bambino portando via con sé gli ultimi ricordi felici e il suo rassicurante abbraccio. Da allora Dario vive allo sbando. A scuola, dopo l’ennesimo scontro, il preside decide di assegnarlo per punizione a un servizio di assistenza “volontario” a uno studente disabile. E così Dario conosce Andrea, detto Andy, immobilizzato su una sedia a rotelle e incapace di comunicare. Dario e Andy. Non potrebbero essere più diversi, ma una straordinaria avventura “on the road” ribalterà tutti gli schemi. L’incontro con Andy apre squarci inattesi di crescita, pensiero e scoperta per il giovane Dario, trasformando la punizione in un’autentica occasione di riscatto. Un riscatto bilaterale, a dire la verità: perché se Dario trova in Andy la chiave per guardarsi dentro e ricalibrare la sua vita, è altrettanto vero che Andy trova in Dario chi sa vedere in lui la persona prima del disabile. E se entrambi trovano nel compagno un amico inaspettato non è per buonismo o political correctness ma per effetto diretto della condivisione di attimi, avventure, divertimenti e difficoltà. Dai 14 anni

Perché i moscerini sono sempre felici?

Marco Viale, Edizioni Giralangolo

Mentre le formiche, si dice, nel loro piccolo sono tipi piuttosto irascibili, i moscerini no, sono creature perennemente felici. E non scambiateli per citrulli. Il fatto è che i moscerini vivono bene con poco, soprattutto con equilibrio. Non provano mai troppo caldo, non patiscono il vento né le grandi quantità di persone; il rumore non li infastidisce. Quando hanno fame e sete mangiano e bevono; quando hanno sonno dormono… Vanno dove ne hanno voglia e con chi vogliono, senza avere paura. Un piccolo e ironico trattato semiserio di filosofia spicciola per bambini curiosi e adulti spiritosi, illustrato con garbo da Marco Viale, autore e illustratore, a dire che nella formula magica per la felicità non ci sono le grandi pretese ma il valore delle piccole cose di ogni giorno. Dai 4 anni

Il grido del lupo

Melvin Burgess

Ed. Equilibri

Lui è un Cacciatore di lungo corso, uno che insegue i pochi lupi rimasti in Inghilterra. Lo spinge un’ossessione diventata ragione di vita: conquistare un primato esclusivo, diventare l’uomo che ha ucciso l’ultimo lupo. È una caccia lunga, minuziosa, estenuante, calcolata e vigliacca quella che il Cacciatore mette in atto. Attraverso la figura del Cacciatore, uomo senza nome, senza volto e senza qualità se non quella di essere un sanguinario, Burgess racconta quanto possono essere spietati gli uomini.  Dai 13 anni

Gabbiano più Gabbiano meno

Silvia Borando Marco Scalcione

Ed. Minibombo

L’isola è minuscola e loro sono tanti, ma si sa i gabbiani amano la vita di gruppo. Non tutti però. Stanco di quell’ammasso rumoroso, di tutto quel chiasso che impedisce di pensare e riposare, di quell’invadenza che non lascia spazio a un po’ di privacy, un gabbiano un po’ scorbutico lascia l’isola zeppa di compagni e si trasferisce sull’isoletta deserta proprio di fronte dedicandosi ai fatti suoi convinto di aver fatto la scelta giusta. Appunto. Ma sarà stata davvero la scelta più opportuna? Cose imprevedibili stanno per succedere… Dai 4 anni.