Libri per…

libri per ADULTI

Arianna Papini

Nonni con le ali – Nonne con le ali

Ed. Bacchilega Junior

Un volume dedicato ai nonni che non ci sono più e ai bambini che si chiedono dove vanno le persone care quando la loro vita finisce. Possibile scriverlo e illustrarlo senza che la tristezza e il dolore della perdita prendano in ostaggio il lettore? Possibile con la poesia delle parole e l’eleganza delle immagini di Arianna Papini, reduce dal prestigioso Andersen 2018 come migliore illustratrice dell’anno. Tavole a doppia pagina e un testo tanto lapidario quanto lieve questo libro, per metà “Canto per i nonni volati via” e per l’altra metà, con una giravolta, “Canto per le nonne volate via” – non è uno scrigno di ricordi, ma il racconto delicato e pieno di tenerezza di una presenza viva e costante delle persone amate nelle cose di tutti i giorni. Tutti i sensi sono pervasi del loro esserci ancora: i nonni volati via abitano nel volo delle rondini, nel sole di primavera, nel profumo del risotto e dei dolcetti del giorno di festa, negli occhi del gatto di famiglia, nelle notti stellate, nell’erba che pizzica le gambe, nelle mani che scompigliano i capelli. E in tanto altro. Nell’emozione di ogni istante della vita sono al fianco di chi hanno amato e le loro mani ne guidano sempre le scelte. “Questo libro non vuole dare risposte ma indica una via, quella della bellezza e della poesia. Lì possiamo condurre chi amiamo e chi abbiamo amato e ritrovare curiosità per la vita, la natura e i tanti sguardi e profumi che incontriamo ogni giorno”. Dai 5 ai 99 anni

Emmanuele Carrère

L’avversario

Ed. Adelphi

Un fatto di cronaca nera realmente accaduto in Francia è alla base di questo racconto: l’assassinio di moglie, figli e genitori da parte di Jean-Claude Romand. Una manciata di giorni d’indagine serve a scoperchiare la vita del colpevole, che per diciotto anni aveva vissuto come se fosse un medico dell’OMS di Ginevra, ma «dietro la facciata sociale lui non era niente». Aveva mentito a tutti, e c’era riuscito, costruendosi un’identità seconda con cui coprire una voragine vuota e senza misura. Ma quando ha avvertito che il castello di carta stava per cadere, non ha saputo reggere; e questa storia ha assunto i tratti di una fosca, incomprensibile tragedia. «Ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno – spiega Carrère –, questa vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi. Di capire che cosa, in un’esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato così da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi». Carrère schiude continuamente interrogazioni sulla questione ultima del male. Che non si inscrive nell’orizzonte a prima vista costretto del titolo – «Avrebbero dovuto vedere Dio e il suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell’amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l’Avversario» –, ma cresce a contaminare tutti gli spazi dell’esistenza. Al processo la presidente rimane più volte sconcertata, chiede come sia stato possibile che la menzogna dell’imputato, capace di circuire chiunque gli stesse vicino, non sia emersa prima: sarebbe bastata una telefonata ordinaria, una verifica qualunque. «Il mistero, però, è che non esistono spiegazioni, e per quanto inverosimile possa sembrare, questo è ciò che è accaduto».

Francesco

Il contagio della speranza

Ed. Itaca

Mentre infuriava nel mondo la tempesta della pandemia, papa Francesco ha ascoltato il grido dell’umanità, «Signore, salvaci!» mettendo davanti ad essa la do- manda di Gesù: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Da quella sera in Piazza San Pietro molti si sono messi in ascolto di un uomo partecipe e commosso per le sofferenze di persone, famiglie e popoli, colpiti e attratti da gesti, parole, silenzi, preghiere.  In questo strano tempo, carico di incertezza, paura e morte, l’annuncio pasquale, «Cristo è morto e risorto», è risuonato come unico fondamento di una speranza certa che non elimina i problemi, ma permette di non soccombere sotto il loro peso e di respirare.   Questo libro raccoglie le parole con cui il Papa ha rischiarato questo tempo, perché possano accompagnarci nel lungo tempo di ricostruzione che ci attende.  Siamo come i discepoli di Emmaus, tristi, sconfortati e senza speranza, fino a quando si è accompagnato a loro uno che ha fatto ardere il loro cuore e li ha rimessi in cammino.  Proprio questa è l’opera più urgente: il contagio della speranza.

Oscar di Montigny
“Gratitudine. La rivoluzione necessaria”
Ed. Mondadori

Gratitudine significa che oggi non vale più il detto “mors tua, vita mea”, ma “vita tua, vita mea”.
L’innovazione tecnologica è vertiginosa, la vita collettiva e il mercato cambiano più rapidamente della nostra capacità di adattamento. Ma come diceva Gandhi non è importante la velocità: conta saper tenere una direzione. Abbiamo bisogno di innovatori consapevoli: veri e propri generatori di gratitudine. Provare gratitudine e suscitarla negli altri sarà la via per costruire nuovi, rivoluzionari modelli sociali, culturali e di business. La gratitudine è l’essenza della coopetition: integrazione tra competizione e cooperazione. È l’anima dell’Innovability: legando indissolubilmente innovazione e sostenibilità. È l’elemento fondante dell’Economia Sferica, il principio da cui tutto si genera e il destino a cui tutto tende; ed è ciò che fa dell’amore per gli altri esseri umani e per il pianeta l’atto economico per eccellenza. Per Oscar di Montigny è urgente rimettere l’essere umano al centro di ogni sistema sociale. La gratitudine è la bussola con cui orientarsi. Provare gratitudine e suscitarla negli altri sarà la via per costruire nuovi, rivoluzionari modelli sociali, culturali e di business.

Il coraggio e la paura
Vito Mancuso
Ed. Garzanti

La paura è l’emozione che più di altre sta segnando in profondità questi giorni: ci toglie il respiro, ci costringe sulla difensiva e al contempo ci rende istintivamente più aggressivi. Ma avere paura, suggerisce Vito Mancuso, non è sempre un’esperienza totalmente negativa, e nelle situazioni estreme sa far emergere con più chiarezza la verità su noi stessi: è solo infatti quando realizziamo di essere incatenati che possiamo intraprendere il percorso verso l’autentica libertà. Riscoprendo la secolare saggezza che accomuna la grande spiritualità orientale, la filosofia classica e gli insegnamenti della tradizione cristiana, Mancuso dimostra che il contatto con il pericolo può farci comprendere chi siamo: una mente impaurita, senza dubbio, ma in potenza anche un cuore che supera il timore, ed è capace di conoscere e poi sconfiggere con il coraggio i pericoli della realtà. Noi siamo paura, ma possiamo diventare coraggio e riuscire così a essere migliori.

Sabrina Bergamini Vitali

Tutte le cose belle. La storia di Davide

Ed. ITL Libri

Sabrina Bergamini Vitali, mamma di Davide, un ragazzo tetraplegico morto a 27 anni, racconta la sua storia attraverso le pagine di un “diario” che scandisce gli ultimi mesi di vita del figlio. E mentre scrive, la memoria va a tanti episodi e incontri avvenuti nel corso dell’esistenza di Davide: un mosaico di immagini vivide, che mostrano bene quanto il ragazzo sia stato sempre vivace, attivo, e quanto la sua vita sia stata piena. “La sua vita è stata così ricca, un dono per tutti noi, è stato bellissimo anche il suo percorso di fede”, dice la mamma.    Sono pagine che trasmettono un grande messaggio di amore e la consapevolezza che ogni esistenza, pur con le forti limitazioni fisiche e i condizionamenti causati dalla malattia, è degna di esprimersi al meglio e di sperimentare “tutte le cose belle” possibili, grazie alla vicinanza e all’aiuto dei propri cari e di un’intera comunità.

Lloyd C. Douglas

La Tunica

Ed. Castelvecchi

Inviato dal Senato in Palestina a presiedere le truppe di frontiera, Marcello Gallio dovrà eseguire la condanna a morte di un pericoloso ribelle sovversivo che ha minacciato di distruggere il tempio di Gerusalemme. Dopo la crocifissione si aggiudica ai dadi la sua veste, un indumento “insanguinato” che trema di una luce misteriosa, che gli ispira un senso di malinconia e di pace e un desiderio indomabile di conoscere la storia del suo possessore. Travestito da mercante di stoffe, Marcello inizierà un lungo pellegrinaggio che lo porta sui luoghi frequentati da Gesù fino ad arrivare a Roma dove scopre il regime di terrore di Caligola e gli inizi della persecuzione dei cristiani. Considerata una delle più attendibili ricostruzioni del Vangelo attraverso gli occhi di un tribuno romano, “La tunica”, pubblicato per la prima volta nel 1942, ha consacrato Lloyd C. Douglas il più amato autore di romanzi storici del Novecento.

Rosario Esposito La Rossa

Assenti. Senza giustificazione

Einaudi ragazzi

Nessuno risponde all’appello in questa classe. Tutti i banchi sono vuoti, silenziosi, nessuno degli allievi è tornato a sedersi lì a riempire di voci, domande e allegria le aule della scuola del quartiere napoletano Siberia. Sono i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze vittime innocenti della violenza di mafia assenti nelle scuole e nelle loro famiglie per sempre. Impossibile nominarli tutti. Sono morti per mano di criminali spietati e senza scrupoli, spesso altrettanto giovanissimi. Per vendetta, crudeltà, o perché qualcuno se ne è fatto scudo, o per caso: trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato, colpiti da proiettili vaganti mentre giocavano con gli amici o erano in braccio a un parente. A raccontare le loro storie, come fossero compiti in classe scritti di loro pugno, è Rosario Esposito La Rossa, primo ad aver aperto una libreria nel difficile quartiere napoletano di Scampia: “La Scugnizzeria”, la casa degli scugnizzi dove centinaia di bambini passano pomeriggi e si formano attraverso letture, corsi e attività ludiche. Con le sue storie tutte vere, drammatiche e dolorose come un colpo allo stomaco questo libro denuncia una responsabilità collettiva, il fallimento del mondo adulto rispetto all’infanzia più a rischio e ai suoi diritti, ma è anche uno spaccato di Storia del nostro Paese, dove i bambini e le bambine vittime delle mafie sono molti di più dei ventidue raccolti in questo libro. E ricordarlo è un dovere di verità. Dai 13 anni

 

don Virginio Colmegna

Oltre cinquanta gradini.
13 marzo-3 maggio 2020. Diario di un tempo sospeso: lo sguardo sui più deboli, le angosce di tutti, la speranza per un cambiamento d’epoca

Il Saggiatore

Un diario quotidiano per accompagnare i giorni difficili di una pandemia che ci ha imposto il distanziamento sociale, ci ha fatto piangere morti, ci ha procurato angosce e paure.  Oltre cinquanta giorni di riflessioni, citazioni, preghiere, poesie mettendo sempre in primo piano i più fragili, poveri ed emarginati, e i più sofferenti come anziani e disabili. Parole vissute con uno stile di intimità e amicizia, dove la meditazione su quanto stava accadendo non ha mai smarrito la speranza per un futuro di cambiamento.  Il testo è in diffusione gratuita ed è dedicato alle famiglie dell’associazione SON Speranza Oltre Noi, di cui don Virginio è tra i fondatori. Son è impegnata a realizzare un progetto di abitare solidale, ispirato al «Dopo di noi», dove sperimentare l’autonomia di figli portatori di fragilità. Son è anche luogo di vita e di animazione culturale, aperto al territorio e accogliente verso altre fragilità. L’e-book è disponibile sul sito della Casa della carità in tre formati: epub (compatibile con i lettori elettronici di e-book presenti su computer, tablet e smartphone); mobi (per Kindle di Amazon), pdf.

 

Diego Zandel

“I testimoni muti. Le foibe, l’esodo, i pregiudizi”

Ed. Mursia

Le foibe, l’esodo giuliano-dalmata, l’esilio, gli odi e i pregiudizi politici: ricordi personali e storia s’intrecciano sul filo di una memoria individuale che si fa pagina di una storia collettiva poco conosciuta, la vicenda del Confine Orientale e dei 350.000 italiani che hanno lasciato le proprie abitazioni e le proprie terre per rimanere italiani. Lungo quell’invisibile linea di demarcazione la Seconda Guerra Mondiale non terminò il 25 aprile 1945, ma proseguì cambiando volto e attori e costringendo migliaia di persone, colpevoli solo di essere italiani, ad abbandonare case, botteghe, barche, con poche e misere cose messe assieme all’ultimo momento lasciandosi alle spalle la loro vita. La voce narrante è quella di un bambino nato in un campo profughi, cresciuto in estrema povertà circondato dal silenzio doloroso degli adulti; sarà l’incontro con un uomo, un testimone muto della tragedia, a condurlo verso una nuova consapevolezza delle sue radici e della sua storia. Un libro che getta uno sguardo scomodo sugli avvenimenti seguiti al 1947 e al Trattato di pace di Parigi, nel tentativo di riannodare un filo spezzato dagli estremismi del secolo scorso dando voce a quanti soffrirono quei drammi, e nella speranza di far conoscere a tutti una materia spesso considerata d’altri.

Paola Bergamini

Il vangelo guancia a guancia

Ed. Piemme

Con la commovente prefazione di papa Francesco – che riporta inediti e toccanti ricordi di infanzia – si racconta in questo libro l’avventura umana, spirituale e pastorale di padre Stefano Pernet, prete dei poveri, appartenente all’ordine religioso degli Agostiniani dell’Assunzione e fondatore della congregazione delle Piccole Suore dell’Assunzione. Nella Francia post rivoluzionaria di metà Ottocento, padre Pernet dedicò la vita a sostenere le famiglie più disagiate dei quartieri più degradati di Parigi. Un modello moderno di carità, che rifuggiva il proselitismo, ponendosi come unico obiettivo la condivisione del bisogno per testimoniare Cristo. La grande intuizione fu comprendere che la figura maschile del religioso non era adatta a portare conforto ai malati e ai moribondi delle famiglie operaie, i cui padri erano sovente mangiapreti lontani da Dio: «In questa situazione il prete, anche quando vuole portare sollievo spirituale a chi è ammalato, è visto come uno spauracchio, un messaggero di morte. D’altronde, che può fare se non confortare con le parole? Ma loro non vogliono sentire. Invece, delle Piccole Suore non hanno paura. Con il loro modo garbato di agire sono guardate con riconoscenza, si fidano di loro. Attraverso semplici gesti di pulizia, di medicazione, le suore predicano Gesù Cristo meglio di qualsiasi sermone».

Giovanna Falcon

Ti regalo la mia molla
La vita di Andrea Mandelli

Ed. Itaca

Sono trascorsi ormai trent’anni dalla morte di Andrea Mandelli, eppure la memoria della sua breve esistenza è ancora viva. Quarto di sette fratelli, cresce in un ambiente familiare e comunitario molto vivo, che desta in lui molteplici interessi e una inesauribile passione di vita. Tutto lo interessa, tranne lo studio… infatti verrà bocciato il primo anno di liceo. A 17 anni emergono i sintomi di una grave malattia che diventa la circostanza attraverso la quale realizzare il suo più profondo desiderio: diventare santo. Nel messaggio che accompagna un suo strano regalo natalizio a un’amica (la molla di una biro) è racchiuso tutto il senso della vita e della morte di Andrea: «Ti regalo la mia molla. Sai qual è il valore di un amico? Quello di ricordare all’altro come una molla il Destino per cui è fatto. Ti regalo la mia molla». Sorprendentemente la malattia lo rende ancora più intenso, teso a vivere pienamente ogni incontro e ogni istante: «Io da questa malattia ho imparato l’obbedienza a Gesù, perché non posso decidere quello che faccio nel giro di un’ora. Perché se mi viene la febbre non posso fare quello che avevo deciso. E così ho imparato ad obbedire a Gesù in ogni momento». Fino a una totale consegna di sé, come scrive agli amici pochi giorni prima di morire: «Carissimi, a cosa serve la vita se non per essere data? Io adesso sono a completa disposizione. Non devo più decidere. Ma a questo punto è tutto nelle Sue mani. Voglio concludere ogni cosa per poter non far altro che aspettare».

A. Zapruder (a cura di)

I diari dell’olocausto.
I racconti e le memorie inedite delle giovani vittime delle persecuzioni naziste

Newton Compton Editori

Questa commovente raccolta riunisce alcune incredibili storie scritte durante l’olocausto da ragazzi tra i dodici e i ventidue anni. Pagine di diario, appunti, scritti in presa diretta, spontanei e toccanti, il cui valore di testimonianza ha pochi eguali nella storia. Questo libro, vincitore del National Jewish Book Award, compone il reportage inconsapevole di bambini e ragazzi alle prese con le difficoltà giornaliere dettate dalle persecuzioni. I loro pensieri, le loro idee e i loro sentimenti avvicinano il lettore a un livello più profondo di comprensione degli orrori dell’Olocausto.

Luca Cognolato, Silvia Del Francia
“La musica del silenzio”
Ed. Feltrinelli

A Budapest Raul conduce una vita felice e spensierata, cadenzata dagli allenamenti in piscina con il padre, le lezioni di pianoforte con la madre, i bisticci con Marian, la sorellina, i costumi di Papageno e Astrifiammante che la mamma confeziona per la festa di Purim. Tutto finisce con l’arrivo dei tedeschi e la presa del potere dei nazisti ungheresi. Raul vive come un dramma e un’umiliazione continua la nuova situazione, soprattutto a scuola, mentre Marian riesce a trovare sempre un aspetto divertente in ogni cosa. Un giorno il padre, in giro per la città alla ricerca di documenti, non fa più ritorno a casa e la madre viene portata via dai soldati. Da questo momento i due fratelli devono pensare a sopravvivere, contando solo sulle proprie forze. Nello scenario di una città stretta tra le truppe sovietiche che avanzano e l’esercito tedesco in sanguinosa ritirata, Marian trascina il fratello da un rifugio all’altro, alla ricerca di un principe misterioso che sembra uscito da «Il flauto magico». Il principe in realtà è un finto ambasciatore spagnolo: Giorgio Perlasca, un italiano che a Budapest salvò più di cinquemila ebrei. Prefazione di Franco Perlasca. Età di lettura: da 10 anni.

ldefonso Falcones

La cattedrale del mare

Ed. Longanesi

Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell’umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt’oggi incarna lo spirito di Barcellona, all’epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto mentre mercanti e banchieri sono in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l’azione dell’Inquisizione minaccia la non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei… Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della «cattedrale del popolo». E all’ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno. Un’opera in cui avventura e sentimento si uniscono al romanzo di una città, protagonista anch’essa di una straordinaria vicenda corale, in un’ambientazione capace di ricreare luci e ombre di un Medioevo di ineguagliabile fascino.

Björn Larsson

La lettera di Gertrud

Iperborea

È spargendo al vento le ceneri della madre che Martin Brenner, genetista all’apice di una brillante carriera, marito e padre felice, comincia a interrogarsi sul suo rapporto con lei: perché ha sempre sentito che un velo si frapponeva tra loro? Scoprirà il motivo in una lettera che lei gli ha lasciato: quello che li divideva era un segreto. Sua madre non si chiamava Maria, ma Gertrud, ed era un’ebrea sopravvissuta ai lager. Glielo aveva nascosto per proteggerlo, ma anche per lasciarlo libero di scegliere, da adulto consapevole, la propria identità e la propria vita. Ma qual è la scelta davanti a una rivelazione così scioccante? E cosa vuol dire poi essere ebreo? Con il razionalismo dello scienziato, Martin si getta in ogni genere di letture, ricerche, discussioni con l’amico Simon e il rabbino Golder, per poter decidere: tenere il segreto o accettare la sua ebraicità, sconvolgendo non solo la propria esistenza, ma anche quella della sua famiglia, nonché quel quieto rapporto di «reciproca indifferenza» che ha sempre avuto con Dio? Ed è davvero libero di scegliere o è in realtà costretto ad accettare una definizione che per un genetista, e ateo, non ha alcun significato, e un’appartenenza che non sente? Una storia di identità, di libertà e di scelta. E sul prezzo che a volte è necessario pagare per il diritto a questa scelta.

Fabio Cavallari

“Uomini e donne in cammino”

La fontana di Siloe

Il cuore di questo libro è un viaggio, anzi due viaggi compiuti da Alberto Pezzi e sua moglie Raffaella attraverso l’Europa al seguito delle reliquie di Zelia e Luigi Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux, canonizzati nel 2015 da papa Francesco. A raccontarli a Fabio Cavallari – laico curioso e sensibile al trascendente – è lo stesso Pezzi, ingegnere romagnolo, uomo di fede e professionista nel settore delle costruzioni. Avventura sorprendente, ricca di incontri e rivelazioni, ma anche peregrinatio dentro il cammino della verità che ognuno di noi compie nella propria esistenza, che sia credente o no. Alternando vicende di vita e riflessioni spirituali, il libro si rivela, pagina dopo pagina, come un’esperienza aperta sulle domande che la trascendenza porta sempre con sé. Accanto a esse, il desiderio del confronto con gli altri. È una struggente domanda laica infatti quella che emerge dal dialogo fra Pezzi e Cavallari: l’uomo ha bisogno di una presenza accanto a sé, ha bisogno di uscire dalla solitudine, dall’isolamento, verso orizzonti che gli sono sconosciuti, come fecero i genitori di Teresa e come testimoniano i protagonisti di questo libro.

John Henry Newman

Il cuore del mondo. Antologia degli scritti BUR

È stereotipo diffuso vedere nel santo un uomo dimezzato, una sorta di devoto spensierato. Il “neo-santo” John Henry Newman smentisce questo pregiudizio. In questi cento brevi passi ci raggiunge la grandezza di un’opera, di vita e di pensiero, davvero smisurata. Il lavoro della ragione, le condizioni della certezza nella conoscenza, la centralità della verità ed il valore dell’autorità, la ragionevolezza della fede, l’esser cristiani oggi, la peculiarità cattolica della chiesa… sotto la penna di Newman questi temi convergono e si accendono nel vero nucleo infuocato della sua esperienza di convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo: il grande tema della coscienza. “Il dono della coscienza fa sorgere il desiderio di ciò che la coscienza non basta a sostituire.. fa nascere una sete impaziente.” La santità di Newman colpisce dritto al cuore, dimostrando ancora oggi cosa può fare Dio: innanzitutto uomini.

Aldo Nove
“Tutta la luce del mondo.Il romanzo di San Francesco”
Ed. Giunti

In un Medioevo “pieno di stupore”, teatro di battaglie, custode di segreti, terra di avventure e di viaggi, di amori e paure estreme, dispensatore di attimi sottratti a un’eternità di cui pareva si cibasse ogni cosa, sorse un uomo, Giovanni di Bernardone, poi conosciuto come Francesco. L’uomo di Assisi, colui che vedeva la luce e la bellezza del suo Maestro Gesù in ogni volto di persona ma anche di animale, e non solo in essi ma pure nel sole, nella luna, nella terra su cui camminava insieme agli altri. Aldo Nove in questo suo nuovo libro non si limita a ricostruire la storia di san Francesco. Lo fa, con leggerezza e autenticità, dal punto di vista del nipote Piccardo, un ragazzino dapprima spaurito di fronte alle scelte radicali dello zio, ma poi gradualmente pervaso di una ammirazione giocata sullo stacco fra il riconoscimento della Verità e la coscienza di non poter essere come Francesco, di non poter seguire il suo cammino nello stesso modo. Sullo sfondo, le forti emozioni e gli sconvolgimenti di un’epoca che non fu affatto buia come talora si crede, ma viva come lo sono i linguaggi infantili, forse i soli a cogliere il momento indicibile in cui la vita di un testimone del Regno come Francesco si trasforma in esperienza condivisibile di santità.

 

Gian Micalessin 
“Afghanistan solo andata. Storie dei soldati italiani caduti nel Paese degli aquiloni”
Ed.Cairo

Sono più di cinquanta i soldati italiani caduti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf nel 2004. Ma in realtà il primo dei nostri connazionali è morto nel 1998, quando la missione delle Nazioni Unite si chiamava Unsma e aveva il compito di “sorvegliare” i talebani. In un altro millennio, prima dell’11 settembre, prima di qualsiasi “guerra al terrorismo”. Dietro questa lunga teoria di nomi ci sono volti, desideri, ambizioni di giovani uomini, scelte di vita non sempre facili e scontate. A raccontarli è Gian Micalessin, inviato di guerra che conosce l’Afghanistan da trent’anni, che l’ha visto passare dal controllo sovietico a quello talebano fino alla situazione magmatica di oggi. E, non potendo raccontarle tutte, ha raccolto otto storie esemplari, otto piccole biografie che tessono una trama comune, che consentono di capire chi sono i militari italiani impegnati nel Paese degli aquiloni, qual è la loro missione, perché hanno scelto il mestiere delle armi, che cosa li ha spinti a rischiare la vita a migliaia di chilometri da casa. “Afghanistan solo andata” cerca di ridare voce a quei ragazzi che sono stati figli, fratelli, mariti e padri, che troppo spesso conosciamo soltanto dalle cronache della loro morte, succinte eppure intrise di inutile retorica. Perciò le cronache di Micalessin parlano di vita, riaprono quelle porte che dopo la momentanea ondata collettiva di commozione si chiudono alle spalle delle famiglie. Con un’intervista al Generale Marco Bertolini.

 

Enzo Fortunato, Piero Damosso

Francesco e il sultano.
800 anni da un incredibile incontro
Ed. San Paolo

Ottocento anni fa avvenne un fondamentale evento di natura storica e religiosa: san Francesco, dopo un avventuroso viaggio durante la quinta crociata, era arrivato insieme a frate Illuminato in Egitto per incontrare il sultano al- Kamil. Non conosciamo che cosa si siano detti durante quell’incontro, ma sappiamo che fu colmo di benevolenza e che il sultano diede all’umile frate due doni: un corno per chiamare i frati a raccolta e le bacchette per far tacere i disturbatori al momento della predica, come usano fare i muezzin. Il libro ripercorre questo fatto rivoluzionario e lo inserisce nella più ampia cornice dello spirito di incontro che animava Francesco e i suoi seguaci nei secoli a venire, con molti riferimenti alla situazione attuale e a quel dialogo con le altre religioni propugnato dai Papi contemporanei. È scritto a due voci: quella del francescano padre Enzo Fortunato e quella del giornalista Rai Piero Damosso. Padre Fortunato indaga sia il fatto storico sia tutti i passaggi degli scritti di Francesco in cui dettaglia il suo messaggio di salvezza universale. Piero Damosso ripercorre la storia del dialogo della Chiesa Cattolica con le altre religioni, dal concilio Vaticano II nelle parole di Paolo VI, alla visita di Giovanni Paolo II a Damasco – la prima volta di un Papa in una moschea – al discorso di Ratisbona del 2006 di Benedetto XVI fino ad arrivare alla Dichiarazione di Abu Dhabi del 2019 firmata da papa Francesco con il grande imam dell’università sunnitica del Cairo.

Fabio Geda

Una domenica

Ed Einaudi

Quando raggiungi l’età che avevano i tuoi genitori al tempo in cui eri un bambino, capisci quanto fossero giovani, e quanto inquieti fossero i loro cuori. In equilibrio tra nostalgia e speranza, Fabio Geda racconta con voce unica, commovente, una giornata che racchiude un’intera esistenza. Una storia che prima o poi ci attraversa, o ci sfiora, tutti. Un uomo che ha trascorso quarant’anni costruendo ponti in giro per il mondo, ed è da poco rimasto vedovo, ha preparato con cura un pranzo di famiglia. È la prima volta. Ma una nipote ha un piccolo incidente e l’appuntamento salta. Preoccupato, con addosso un po’ di amarezza, l’uomo esce a fare una passeggiata. E conosce Elena e Gaston, madre e figlio, soli come lui. Si siederanno loro alla sua tavola, offrendogli la possibilità di essere padre, nonno, in modo nuovo. Trasformando una normale domenica di novembre nell’occasione per riflettere sulle imperfezioni dell’amore, sui rimpianti, sulla vita che resta.

Felicity O’Brian

Il cardinale Newman. Un amico e una guida

Ed. San Paolo

Un profilo, sintetico ma eloquente, di un personaggio che ha segnato la storia culturale e religiosa dell’Inghilterra del XIX secolo. Uomo di sincera e profonda spiritualità, di amorevole dedizione ai più bisognosi, appassionato ricercatore della verità “che seguirò ovunque mi vorrà portare”. Il cardinale Newman è stato un testimone grandioso della fede cattolica a partire dalla quale ha speso la sua vita difendendo non solo la verità e la Chiesa, ma la ragione stessa dalle riduzioni positivistiche ed empiriste. “La fede” – osserva Newman – “non è una cosa strana che riguarda persone bizzarre, poco razionali, ma investe tutta la Vita pratica nel quotidiano “fidarsi” della propria memoria, di ciò che vediamo e tocchiamo”. Benedetto XVI lo ha beatificato il 19 settembre 2010 e Papa Francesco lo ha canonizzato domenica 13 ottobre 2019. “L’esistenza di Newman ci insegna che la passione per la verità, per l’onestà intellettuale e per la conversione genuina comporta un grande prezzo da pagare. La verità che ci rende liberi non può essere trattenuta per noi stessi; esige la testimonianza, ha bisogno di essere udita, e in fondo la sua potenza di convincere viene da essa stessa e non dall’umana eloquenza o dai ragionamenti nei quali può essere adagiata. […] Inoltre Newman ci insegna che se abbiamo accolto la verità di Cristo e abbiamo impegnato la nostra vita per lui, non vi può essere separazione tra ciò che crediamo e il modo in cui viviamo la nostra esistenza. Ogni nostro pensiero, ogni parola e azione devono rivolgersi alla gloria di Dio e alla diffusione del suo Regno.” (Benedetto XVI).

Lucia Capuzzi, Stefania Falasca  – Prefazione del cardinal Claudio Hummes, relatore generale al Sinodo sull’Amazzonia

Frontiera Amazzonia – Viaggio nel cuore della terra ferita

Emi

Esce alla vigilia del Sinodo sull’Amazzonia il ricco e attento reportage delle due giornaliste della testata Avvenire, lungo la “frontiera” del polmone del pianeta dalla cui cura dipende il futuro dell’umanità. «L’Amazzonia è una donna. Una donna stuprata. Ha negli occhi il colore della notte e i capelli lisci come gli strapiombi delle Ande. A Madre de Dios era scesa guardandoci senza dire una parola. Un urlo di silenzio. Volevamo incontrarla, poterla guardare negli occhi. E siamo andate. E siamo entrate in quegli occhi. Queste pagine ne sono la voce. Perché l’Amazzonia è vicina. È fuori e dentro la vita di tutti». L’Amazzonia non è un mondo altro, lontano ed esotico. È lo specchio del nostro. Ed è una questione di vita o di morte. Nostra, loro, di tutti.

Giorgio Torelli

Da ricco che era

Editoriale Nuova

Raffinato esponente dell’alta società milanese, tre lauree, proprietario e direttore di un’affermata industria, a 49 anni Marcello Candia (1916- 1983) decise di seguire l’invito rivoltogli vent’anni prima da un missionario: vendette l’azienda e si trasferì nella trascurata regione alla foce del Rio delle Amazzoni, dove realizzò un lebbrosario. Dirà lo stesso Candia nel 1975 “Costruire l’ospedale è stato duro: finanze, trasporti, tecniche di costruzione, personale incapace in loco, ritardi… ma farlo funzionare è stato due volte più duro.” Ma aggiungerà anche “La più grande gioia che ho provato è stata proprio questa: vedere quella gente, rassegnata da secoli al tremendo destino della malattia considerato invincibile, acquistare speranza”. Ogni tanto tornava in Italia, dai suoi conoscenti ed ex colleghi, a chiedere altri soldi con cui fondò sempre in Brasile altre tredici opere (ospedali, centri di accoglienza per disabili, una scuola per infermieri, persino un convento). Nel 1992 il giornalista Giorgio Torelli ne scrisse la biografia, intitolandola “Da ricco che era” (espressione tratta dalla seconda lettera dell’apostolo Paolo ai Corinzi). Da ricco che era, Marcello Candia, dichiarato “Venerabile” nel 2014 da Papa Francesco, si è fatto povero per aiutare i diseredati. Da ricchi che erano (di soldi, d’ingegno, di prospettive, di capacità, di potere) non si contano i cristiani che nei secoli hanno imitato il loro Signore. La storia si ripete: nei suoi errori ma anche, pur se spesso sottaciute, nelle sue opere di bene.

Monica Mondo

Dove solo l’anima arriva. Uomini e donne in missione con Dio
Ed. Emi

C’è quello che ha «trovato» Cristo tra le fogne di Hong Kong e quella che, rapita in Sierra Leone, ha visto con i propri occhi atrocità inim- maginabili. C’è il domenicano che predica in ogni angolo del mondo e il poeta-teologo che dialoga con il premio Nobel anticlericale. C’è la suora che è stata al fianco di Madre Teresa di Calcutta e il prete che accompagnava Bergoglio nelle bidonville di Buenos Aires. I missionari sono sempre persone affascinanti: il loro andare in terre lontane, affrontando rischi e rimanendo accanto a chi non ha nulla, li colloca, nell’immaginario collettivo, come le «truppe scelte» della chiesa. In queste pagine alcuni di loro si svelano nella loro disarmante semplicità. Raccontano perché si sono consacrati interamente al Vangelo, confessano dubbi e fatiche, ripercorrono gioie e sconfitte, manifestano lo stupore di vedere Dio all’opera, sempre e comunque. Le loro parole ci insegnano che la fede cristiana è un’indomabile fonte di speranza che abbraccia ogni condizione umana.

don Claudio Burgio

Non esistono ragazzi cattivi

Ed. Giunti

Questo libro è una riflessione sull’incontro e il dialogo con i ragazzi difficili, italiani e stranieri, reclusi nel carcere minorile, ospiti delle comunità o che vivono sulla strada. L’autore, don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria, dice: “Li chiamano ‘ragazzi a rischio’, ‘delinquenti’, ‘ragazzi di strada’, ‘giovani devianti’, ‘mostri’: per me sono ragazzi e basta.” . Questi ragazzi che per la mentalità comune sono solo dei delinquenti, per lui sono ragazzi e basta, da amare, accogliere e sostenere nella ricerca della propria identità e umanità. Tante sono le storie difficili e drammatiche riportate. Don Burgio incontra anche settanta ragazzi al giorno al Beccaria e quaranta nelle strutture di accoglienza. Le loro storie s’intrecciano con la sua storia di uomo e di prete, in un legame che rende sempre più fecondo il cammino, un itinerario pedagogico fatto di sfide e di rischi, ma altrettanto aperto a sorprendenti possibilità di cambiamento. Numerose le testimonianze degli stessi ragazzi, che coinvolgono e interrogano con la loro carica di provocazione e di dolore. Certo, aiutare questi ragazzi non è uno scherzo. Don Rigoldi lo scrive nella prefazione: per essere un educatore di giovani è necessario non aver paura dei giovani e questo richiede all’adulto un percorso di crescita e di consapevolezza.

Luciano Mazzocchi

Pensieri di vita. Ascoltando il creato

Ed. Paoline

Nell’isola giapponese di Oshima le donne usano immergere nel fango il filato ottenuto dalla tessitura e lo lasciano a macerare con le stoppie per giorni e giorni. Se ne ottiene un colore intenso e sobrio molto apprezzato dai giapponesi. Così è il nostro Dio, così è Cristo: un Dio che si macera nella realtà umana, permeandola di Spirito Divino. Questo libro, scritto dal missionario Saveriano Luciano Mazzocchi, vuol essere una mano amica che aiuta l’uomo cristiano a riattivare l’amicizia con la natura. Suddiviso in quattro parti, una per ogni stagione, inizia con l’inverno stagione in cui riparte ogni nuovo anno liturgico. Per ciascuna delle settimane dell’anno l’autore offre una riflessione maturata nella sua lunga esperienza di missionario in Giappone. Al testo biblico alterna la saggezza del pensiero orientale e sempre suggerisce un’azione concreta: uno sguardo più attento, una sosta in una chiesa o in un parco, una visita a persone o luoghi abitati dalla sofferenza. Il tutto per renderci più sensibili e riconoscenti nei confronti di “sorella Madre Terra” e dei suoi quotidiani doni.

 

Fernando Aramburu

Patria

Ed. Guanda

Fernando Aramburu è uno scrittore basco e la sua regione ha conosciuto per quasi 60 anni il terrorismo dell’ETA, acronimo di Euskadi Ta Askatasuna (Paese Basco e libertà). L’autore racconta di questo lungo periodo attraverso la vita di due famiglie, quella di Joxian e del Txato, all’indomani dell’omicidio di quest’ultimo a opera della citata organizzazione criminale, nelle cui fila milita Joxe Mari, figlio di Joxian e Miren. Così, di colpo, l’amicizia, la stima, l’affetto reciproco fanno posto all’odio, al risentimento, al rancore. Con la forza della letteratura, l’autore ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama. Vincitore del premio Strega europeo 2018

 

Antonio Manzini

Orfani bianchi

Editore: Chiarelettere

Mirta è una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. Per primo Nunzio, poi la signora Mazzanti, poi Olivia e adesso Eleonora. Tutte persone vinte dall’esistenza e dagli anni, spesso abbandonate dai loro stessi familiari. Ad accudirle c’è lei, Mirta, che non le conosce ma le accompagna alla morte condividendo con loro un’intimità fatta di cure e piccole attenzioni quotidiane. “Nella disperazione siamo uguali” dice Eleonora, ricca e con alle spalle una vita di bellezza, a Mirta, protesa con tutte le energie di cui dispone a costruirsi un futuro di serenità per sé e per il figlio. Dagli occhi e dalle pa- role di Mirta il ritratto di una società che sembra non conoscere più la tenerezza. Una storia contemporanea, commovente e vera.

Bud Spencer, Lorenzo de Luca

Altrimenti m’arrabbio

Ed. Aliberti

Carlo Pedersoli, giovane e atletico campione di nuoto incontra Bud Spencer, uno dei personaggi più amati dal pubblico italiano e mondiale. Sul bordo di una piscina parlano a lungo e si confrontano. Dall’infanzia nei quartieri di Napoli, ai primi successi legati al mondo dello sport; Bud e Carlo si svelano, e ci raccontano i diversi aspetti della loro vita. E, così, Carlo Pedersoli parla degli allenamenti di nuoto, delle Olimpiadi. È un famoso campione italiano di stile libero e della staffetta, ama le donne, il cibo, il nuoto. Gira il mondo, in cerca di lavoro prima e come campione italiano di nuoto poi. Finché diventa Bud. Un viaggio dietro le quinte col gigante buono che ha recitato in moltissimi film entrati nella storia del cinema. In questa biografia pubblicata nel 2010 ripercorre in tono scanzonato e a tratti esilarante la sua parabola di atleta olimpico patito dello studio, che si ritrova catapultato nel mondo della celluloide quasi per caso. Un libro best seller in Germania, un flop in Italia. Lo diceva lui stesso spiegando perché la critica lo snobbasse «forse perché non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni». Impresentabile forse anche per quella sua allegra fede cristiana che non teme la morte «Come ultimo pasto immagino un piatto di spaghetti, lo condividerei con Gesù Cristo».

Alessio Conti

Fiat Lux. piccolo trattato sulla teologia della luce

Ed. Logos

Il libro esplora e medita l’elemento della luce e la sua portata teologica: un viaggio all’interno della Sacra Scrittura, dal Vecchio al Nuovo testamento in un’ottica cristologica. Si parte dai libri sapienziali, passando per le omelie dei Santi Padri e per la letteratura, fino a giungere agli evangelisti, non senza transitare per le preghiere della tradizione.Tutto è permeato dalla luce e dal suo senso. L’autore, con piglio appassionato, cerca di scovare gli intendimenti più utili al cammino cristiano ma non solo. Pastorale e didattica vengono riletti mediante questi elementi teologici. La luce come il calore rivela l’amore caldo di Dio, il buio come il freddo inchioda nel non senso. La notte, in una prospettiva strettamente giovannea, rappresenta l’impossibilità a muoversi, discernere e sperare. Le si oppone il giorno caldo come l’amore, la fede e le opere.

Michel Houellebecq

Sottomissione

Bompiani

Francia, anno 2022, elezioni presidenziali: il partito della Fratellanza musulmana, guidato dall’islamista moderato Ben Abbes, ottiene la maggioranza dei voti e la presidenza della Repubblica; inizia così il primo governo a guida islamica dell’Occidente. Questo lo scenario che fa da sfondo alla vita di François – un brillante professore universitario – che si svolge tra lezioni accademiche e fugaci avventure con studentesse, affascinate dalla sua cultura e prestigio. La Francia narrata nel libro, che vede in François un acuto osservatore, si interroga e dibatte su una nuova vita pubblica basata sulla Sharia che ne stravolgerebbe l’identità già fin troppo indebolita. La domanda che sottende tutto è: cos’è la libertà? Ma soprattutto: quant’è preziosa oggi la libertà per l’uomo occidentale, che sembra così disposto a barattarla volentieri in cambio di valori più solidi e rassicuranti come la tranquillità o il benessere? Una sottomissione inerte, senza resistenza, è ciò che sta succedendo agli europei. La libertà, la morale, il senso del bene, fuori da un rapporto, sono pesi di cui è in fondo più comodo sbarazzarsi. Forse la vera “sottomissione” è la rassegnazione a un desiderio equivocato, depresso, depotenziato; la rinuncia alla natura infinita del cuore. Un’opera straordinaria imperniata sul tema del valore della libertà oggi.

Jan Dobraczynski

“Lettere di Nicodemo. La vita di Gesù”

Ed Morcelliana

 Il Nicodemo proposto da Dobraczynski è un uomo ricco, saggio, membro del sinedrio, buon fariseo che rispetta e fa rispettare la Legge. Un uomo di grande fede, che però si sfalda inesorabilmente di fronte alla malattia della giovane moglie Ruth. Nicodemo è l’emblema dell’uomo moderno: inquieto, terrorizzato dalla possibile morte della compagna e tormentato dalla domanda di senso sul dolore e la malattia. La disperata ricerca di una guarigione per la moglie lo porterà (quasi per superstizione) a mettersi sulle tracce di Gesù di Nazareth. Da questo incontro rimarrà stupito, ma non affascinato. Nicodemo avverte infatti uno scandalo nei confronti di Gesù, il quale di fronte ai suoi interrogativi non propone una spiegazione ma la sua compagnia, la sua presenza. “Quel colloquio con il Galileo non mi è stato di nessun aiuto. Anzi, mi sembra che la mia disperazione sia più grande di prima.” Eppure Nicodemo non riesce a staccarsi dal quell’Uomo e lo seguirà fino alla Resurrezione narrando la sua vita in via epistolare all’amico-maestro Giusto. Tramite la vita romanzata di Nicodemo, l’autore riesce a comunicare che la diffidenza e lo scetticismo del fariseo (in cui è facile immedesimarsi) possono essere vinti soltanto da un immeritato e ingiusto atto d’amore. La croce.

Daniele Mencarelli

La casa degli sguardi

Mondadori

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono. Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

Angelo Comastri
“Le ultime parole di Gesù”
Ed. San Paolo

“Testamento Spirituale” è la sintesi di ciò che una persona vuole dire e vuole lasciare a coloro che gli sono cari. Gesù ci ha lasciato un Testamento? Ci ha lasciato una sintesi del suo messaggio? Nell’Ultima Cena, ci ricorda l’evangelista Giovanni, Egli ci ha consegnato un comandamento nuovo – il comandamento dell’amore reciproco – che è la sintesi di tutta la sua vita, di tutta la sua missione, di tutta la sua eredità.
Secondo il Card. Comastri, la sintesi più convincente della novità che Gesù ha portato nel mondo sono le parole che Egli ha pronunciato dalla Croce. Proprio perché in quel momento tutto era essenziale e ogni parola costava sacrificio, quelle parole sono il vero “Testamento Spirituale” di Gesù. Per questo è importante riascoltarle, meditarle, come fa l’autore nel presente volume, affinché entrino e parlino al nostro cuore. Quelle parole, infatti, hanno un’efficacia che non potrà mai invecchiare. Possono guidare il cammino e i pensieri di ogni uomo.

Thomas Georgeon, Christophe Henning
La nostra morte non ci appartiene
Ed. Emi

Centocinquantamila morti ammazzati tra il 1992 e il 2001. L’Algeria, stretta nel morso di una guerra civile tra islamisti ed esercito, ha visto cadere anche 19 religiosi cattolici. La vicenda della chiesa in Algeria è una delle pagine più evangeliche del Novecento. Una presenza semplice, spoglia, libera e fedele a Cristo, soprattutto durante il dramma del terrorismo islamista. Papa Francesco ha riconosciuto il martirio di questi «oscuri testimoni della speranza» elevandoli agli altari. Uomini e donne che, mentre intorno a loro migliaia di persone venivano massacrate, non sono fuggiti né si sono messi in salvo, ma hanno deciso di restare a fianco dei propri fratelli e sorelle a costo della vita. Perché rimanere? La ragione è una scelta di libertà. Questi religiosi, che avevano già donato la vita nel quotidiano, hanno accettato il rischio di una fine violenta, come testimonia la frase di Christian de Chergé che dà il titolo al libro. Queste storie di fede e umanità, raccontate dal postulatore della causa di beatifi- cazione, continuano a parlarci con la forza inesauribile dei martiri di ogni epoca.

Malala Yousafzai, Liz Welch

Siamo tutti profughi. I miei viaggi e i miei incontri con le ragazze di tutto il mondo in fuga dalla guerra

Garzanti

Dopo l’assassinio del padre, María è dovuta scappare insieme alla mamma nel cuore della notte. Zaynab non ha frequentato la scuola per due anni a causa della guerra, prima di riuscire a scappare in America. Sua sorella Sabreen è sopravvissuta a un viaggio straziante verso l’Italia. Ajida è sfuggita a terribili violenze, e ha poi dovuto lottare per tenere al sicuro la famiglia in un rifugio di fortuna. L’autrice vincitrice del premio Nobel per la pace Malala Yousafzai rende onore alla realtà nascosta dietro le fredde statistiche, alle vicende personali dietro le notizie che leggiamo quotidianamente sui milioni di rifugiati nel mondo. Le visite ai campi profughi le hanno infatti dato modo di ripensare alla propria esperienza, prima di bambina rifugiata interna nel suo Pakistan, e oggi di attivista a cui è permesso di viaggiare ovunque tranne che per far ritorno nella patria che ama. In questo libro di memorie personali e racconti collettivi, Malala incrocia la sua esperienza con le storie delle coraggiose ragazze che ha incontrato nel corso dei suoi numerosi viaggi. “Siamo tutti profughi” è l’accorato appello di Malala e che ci esorta a non dimenticare che ciascuno degli attuali 68,5 milioni di profughi – per la maggior parte giovani – è una persona con i propri sogni e le proprie speranze, a cui è necessario ricono- scere i diritti umani fondamentali.

 

Bernadette Moraiu

La mia vita è un miracolo L’ultima guarigione di Lourdes
Ed. San Paolo

Che cosa significa ritrovarsi a poter camminare, correre, stare con gli altri senza più dolori sedati dalla quotidiana morfina, da un giorno all’altro? Che cosa si prova a essere esaminata dai medici più ancora di quando si era malate? Come tacere quando si è protagonisti di una trasformazione della propria vita radicale e incomprensibile ai più? Come annunciare la speranza a chi è ancora nel dolore, quando dal dolore si è stati liberati per grazia? Tutte queste e molte altre domande attraversano il racconto della guarigione di suor Bernadette Moriau: il miracolo che l’ha vista protagonista non si risolve, infatti, per lei in un prodigio isolato, ma in una profonda rilettura della propria vita e in un’interpretazione originale della fede e della vita di Chiesa. Il miracolo, infatti, non è solo un dono per chi lo riceve, ma un’offerta di amore e di speranza per tutti coloro che lo vedono accadere.

Rod Dreher

L’opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano

Ed. San Paolo

«Noi cristiani di oggi ci troviamo nelle stesse condizioni di Benedetto 15 secoli fa: dobbiamo decidere se vogliamo Dio o il mondo. Troppo spesso i nostri leader ci dicono: “Rilassatevi, sorridete, va tutto bene: apritevi al mondo, siate moderni, siate al passo coi tempi!”. Ma la realtà è che sta arrivando un diluvio, e dobbiamo metterci al riparo. Di fronte al diluvio è tempo di un cambiamento radicale. Dobbiamo essere, come ha scritto Benedetto XVI, una minoranza creativa in un mondo ostile al cristianesimo. Dobbiamo recuperare il senso dell’ordine delle cose non semplicemente seguendo alcune regole, ma ristabilendo il nostro rapporto con Dio. E per fare questo è necessario istituire forme di vita cristiana in comune, nessuno può sopravvivere da solo al diluvio. Non dobbiamo lasciarci assimilare dal mondo, anche se siamo chiamati a rendere la nostra testimonianza nel mondo e non possiamo vivere tutti in monasteri. Leggete questo libro e imparate dalle persone che vi incontrerete, e lasciatevi ispirare dalla testimonianza delle vite dei monaci. Lasciate che vi parlino tutti al cuore e alla mente, poi attivatevi localmente per rafforzare voi stessi, la vostra famiglia, la vostra Chiesa, la vostra scuola e la vostra comunità.» Così afferma Rod Dreher, autore di questo libro, protagonista di numerose conferenze dibattiti e descritto dal New York Times come il più importante e discusso libro religioso del decennio.

Siobhan Dowd

Il pavee e la ragazza

Ed. Uovonero

Nonostante le raccomandazioni di sua madre, Jim è uno che raccatta guai, ossa ammaccate e occhi lividi, risultato di risse e botte con i compagni di scuola. Per i ragazzi dei nomadi irlandesi di etnia pavee accampati sulla collina di Dundray, gli zingari come vengono chiamati – e Jim è uno di loro–la scuola è una galera, dove odio, razzismo e insulti sono pane quotidiano. Ma a furia di non andarci, o di estraniarsi in classe, Jim non ha imparato a leggere né a scrivere. In mezzo a tanta ostilità uno squarcio di speranza arriva da Kit, una coetanea del villaggio vicino, che gli sta accanto, lo aiuta nella lettura e, senza pregiudizi, gli regala un’amicizia tenera quanto impossibile.

Lucia Bellaspiga,
Margherita Coletta
Il seme di Nasiriyah. Giuseppe Coletta,
il brigadiere dei bambini

Ed. Ancora

Un volume appassionante che nasce da un incontro tra due donne: l’inviata di un grande quotidiano nazionale e la moglie del brigadiere ucciso nella strage di Nasiriya. “Se amate quelli che vi amano che merito avete? Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”. Chi pronunciava queste parole davanti alle telecamere dei giornalisti che affollavano la sua casa di San Vitaliano (Napoli) il 12 novembre 2003 a poche ore dalla strage di Nasiriyah era proprio lei, Margherita. «Ho conosciuto Margherita Coletta, ascoltandola incredula la sera stessa della strage di Nasiriyah: in lei vedevo il mistero di una fede fatta di granito, più forte di montagne di tritolo. Non potevo capire, potevo solo prendere atto. E così faccio tuttora ogni volta che la ascolto, anche quando con disarmante coerenza mi dice che “Dio non può volere il mio male, dunque qualsiasi cosa mi mandi io mi fido, Lui sa cosa è bene per me”. O quando con la piccola Maria in braccio mi mostra le foto di Paolo, il suo primo figlio morto di leucemia a sei anni, e mi dice con certezza assoluta: “Io e Giuseppe siamo ancora uniti, ci siamo solo divisi i compiti, io qui con Maria, lui lassù con Paolo, ma un giorno torneremo insieme”…».

Marco Balzano
“Resto qui”
Ed. Einaudi

Quando arriva la guerra o l’inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. L’acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E cosí, mentre il lettore segue la travagliata vicenda di questa famiglia, all’improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l’altro, la costruzione della diga che inonderà questo mondo con i suoi dolori e le illusioni. Una storia attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.

Rino Fisichella

Ho incontrato Paolo VI. La sua santità dalla voce dei testimoni
Ed. San Paolo

Dando voce a quanti hanno incontrato Paolo VI, questo libro ci aiuta a conoscere meglio la santità di un Papa che ha segnato la storia del XX secolo. Tra coloro che hanno conosciuto papa Montini da vicino c’è anche mons. Rino Fisichella, il quale, oltre ad aver incontrato Paolo VI durante gli anni della propria giovinezza, è stato soprattutto il ponente della sua causa di beatificazione e canonizzazione, da cui il presente volume prende spunto. Il nome e la persona di Paolo VI sono fortemente legati al Concilio Vaticano II, da queste pagine emerge però l’esistenza personale di papa Montini che normalmente non è di dominio pubblico, permettendoci così di entrare più in profondità nel suo animo e di toccare con mano la sua autentica personalità. Commovente, infine, il racconto del miracolo che ha portato Paolo VI alla canonizzazione, avvenuto quasi in contemporanea con la solenne celebrazione in Piazza San Pietro della sua beatificazione e in una piccola cittadina della Lombardia, non molto distante da Concesio, luogo natale di Giovanni Battista Montini.

Roberto Gobbi

Maggio ‘68. Cronaca di una rivolta immaginaria
Ed. Neri Pozza

Ci fu un mese in cui, a Parigi, tutti pensarono che tutto potesse cambiare: era il maggio ’68. Cominciò con la scintilla della protesta studentesca, divampò in Francia con dieci milioni di persone in sciopero e finì in un fuoco fatuo. Fu un enigma, e forse lo è ancora. Il perché successe, cinquant’anni dopo, per la Storia non è ancora passato in giudicato. Ciò che successe è invece cronaca. L’autore ritorna sulle strade di quella rivolta immaginaria per ripercorrerne gli avvenimenti giorno per giorno. Dalla presa della piccola Bastiglia di Nanterre, l’università-laboratorio, al primo sampietrino lanciato davanti alla Sorbona contro la polizia che mette mano ai manganelli, dalla lunga notte delle barricate all’occupazione delle fabbriche. Fino al momento in cui i benzinai, rimasti a secco per lo sciopero, ricominciano a riempire i serbatoi delle auto e i parigini barattano il mag- gio con un week end, riconsegnando il Paese al vecchio generale De Gaulle. Fu l’avventura di una generazione che non voleva conquistare il potere, che forse non sapeva cosa voleva davvero, ma sapeva sognare: non fece cadere la V Repubblica, però prese la parola e cambiò i rapporti tra genitori e figli, insegnanti e allievi, uomini e donne, servi e padroni.

 

libri per RAGAZZI

Ermanno Detti

La scuola di collefiorito

MIMebù editore

Sono i bambini che con la loro diversità di carattere, stile, comportamenti, virtù e difficoltà rendono ogni classe una realtà unica al mondo. Bambini e ragazzi che sanno aiutarsi non solo nei compiti o nelle lezioni da imparare ma anche nelle piccole cose che contano nello stare al mondo. La cortesia, la generosità, il rispetto, la collaborazione, il superamento della timidezza e delle prepotenze. Accanto agli allievi, il ventaglio degli insegnanti, dai principianti pieni di ansie come la maestra Vici, al suo primo anno d’insegnamento, al più tranquillo Marchetti, professore di lungo corso. Con questo racconto l’autore ci regala uno sguardo pieno di affetto per ciò che accade dentro le classi, per quei bambini e quelle bambine che nella scuola dovrebbero trovare una comunità educante attenta alla loro crescita non solo intellettuale ma soprattutto umana. Dagli 8 anni

Fabio Geda, Enaiatollah Akbari

Storia di un figlio

Ed. Baldini+Castoldi

“Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari “ – best-seller amato e letto in tutto il mondo – termina nel 2008, quando Enaiat parla al telefono con la madre per la prima volta dopo il lungo e avventuroso viaggio che dall’Afghanistan l’ha condotto in Italia, a Torino. Ma cosa è successo alla sua famiglia prima di quella telefonata? In quali modi è rimasta coinvolta dalla “guerra al terrore” iniziata nel 2001? E com’è cambiata la loro vita e quella di Enaiat da quando si sono ritrovati fino a oggi, al 2020? Ora che non è più un bambino, ma con la stessa voce calda che abbiamo imparato ad amare, Enaiat ci accompagna attraverso la vita sua e non solo, lungo un pezzo di storia che riguarda tutti. Il rapporto a distanza con la madre; la violenza del fondamentalismo; l’amore e le amicizie italiane; il ritorno in Pakistan; un secondo ritorno in Italia; una nuova casa; un dolore lancinante, e la gioia enorme, inattesa dell’incontro con Fazila. Con leggerezza Fabio Geda torna a raccontare una storia pura, delicata e più che mai necessaria, in cui il dolore della perdita si mescola all’ingenua commozione di chi sopravvive. Una storia vera, che ci ricorda come su tutto vinca la solidità degli affetti, la persistenza della nostalgia e del desiderio, capace di superare le distanze.

Lorna Scobie

Un fratellino? Oh, no

Ed. Gallucci

Il tormentone dei fratelli, raccontato da un figlio unico, che vorrebbe continuare a esserlo, popola questo albo dal titolo esplicito “Un fratellino? Oh, no!” realizzato dall’illustratrice inglese Lorna Scobie. Essere figli unici con- sente di godere di parecchi vantaggi: per Coniglio significa avere tutto per sé, la propria dose di carote garantita, il relax come si deve, la cameretta senza doverla dividere con nessuno. Perciò quando i genitori gli confidano improvvisamente che avrà un fratello, Coniglio trema: niente più natura a sua disposizione, niente più tranquillo relax, gli toccherà pure condividere carote e cameretta. Orrore. E il peggio arriva quando i fratelli in arrivo sono più di uno. Forse è il caso di chiedere aiuto alla signora volpe che, dice, adora i conigli. Sarà la scelta giusta? Niente paura, finale super divertente! Dai 4 anni

Frances Hardinge

“L’albero delle bugie”

Mondadori

Fin da quando era piccola Faith ha imparato a nascondere dietro le buone maniere la sua intelligenza acuta e ardente: nell’Inghilterra vittoriana questo è ciò che devono fare le brave signorine. Figlia del reverendo Sunderly, esperto studioso di fossili, Faith deve fingere di non essere attratta dai misteri della scienza, di non avere fame di conoscenza, di non sognare la libertà. Tutto cambia dopo la morte del padre: frugando tra oggetti e documenti misteriosi, Faith scopre l’esistenza di un albero incredibile, che si nutre di bugie per dar vita a frutti magici capaci di rivelare segreti. È proprio grazie al potere oscuro di questo albero che Faith fa esplodere il coraggio e la rabbia covati per anni, alla ricerca della verità e del suo posto nel mondo. Magia, scienza e desiderio di libertà si incontrano in questo romanzo con una coraggiosa eroina che rompe gli schemi, nel solco di Jane Eyre.

Catherine Gilbert Murdock

“Storia di Boy “

Ed. Giunti

Una storia di coraggio, audacia, amicizia, identità, diversità e pregiudizio, in un’avvincente avventura attraverso il mondo medievale, con le sue credenze, superstizioni e fascino. Siamo nel 1350, l’anno dopo la peste nera, e Boy (Ragazzo) è un orfano che lavora come guardiano di capre nella tenuta di Sir Jacques. Da sempre relegato in un piccolo villaggio, Boy ha un passato misterioso, la capacità di parlare con gli animali e una grande gobba sulla schiena, spesso causa di esclusione e maltrattamenti da parte degli altri ragazzi del paese. Proprio in quei campi, Boy incontra Secundus, un ombroso pellegrino che lo trascina con sé in un viaggio attraverso l’Europa medievale, alla ricerca delle sette reliquie di San Pietro. Il tragitto è lungo e ben presto Boy si rende conto che nasconde delle insidie, ma è determinato a non rinunciare, nella speranza che una volta trovate le reliquie San Pietro possa far scomparire la sua gobba. Un’avventura epica, intricata, a tratti magica, ma è soprattutto un’avventura umana, la storia di un viaggio straordinario che ribalta due identità. Due personaggi con destini luminosi che si incrociano, entrambi ignari di incamminarsi alla scoperta del vero senso della propria vita e della propria redenzione.

Italo Calvino

Le fiabe italiane
Illustrate da Emanuele Luzzati Ed. Mondadori

Bambini piccoli quanto un cecio, ragazze umili e così carine da scatenare la perfida invidia delle sorelle, matrigne cattive, re e regine senza figli, ciabattini poveri in canna che fanno fortuna, incantesimi, animali magici, maghi e fate, gobbi e zoppi, ragazzi un po’ matti, principi che sposano rane… Sono alcuni degli indimenticabili protagonisti de “Le fiabe italiane” che Italo Calvino raccolse, con un lavoro impegnativo lungo due anni, tra quelle della nostra tradizione popolare. “Un libro piacevole da leggere, popolare per destinazione e non solo per fonte”, come lo considerava Calvino. Un’edizione raffinata questa, impreziosita dalle illustrazioni bellissime di Emanuele Luzzati.

Vanna Vannuccini

Al di qua del muro. Berlino 1989

Feltrinelli Kids

La storia di un gruppo di ragazzi (di circa 12-13 anni) di Berlino Est nel periodo che va da pochi mesi prima della caduta del Muro alla riunificazione della Germania. I ragazzi frequentano una scuola a ridosso del Muro, presenza quotidiana nella loro vita. Ma qual è la quotidianità nella Germania dell’Est? In che cosa è diversa da quella dei loro coetanei che si trovano a pochi metri al di là del Muro? Attraverso lo sguardo della tredicenne Anne, siamo prima introdotti nella grigia quotidianità della Ddr, tra i tetri rituali dell’Alzabandiera, i negozi spogli, la Stasi che s’insinua dappertutto. E quel terrifico enigma del Muro, la cui spiegazione ufficiale – “un vallo di difesa antifascista” – poco persuade i ragazzi. Il mood della storia è destinato a cambiare dopo una gita a Plauen – teatro di una grande manifestazione contro Honecker – fino alla data epocale del 9 novembre, tra pianti e abbracci senza più muri. La loro vita sarà la stessa? Tante domande, tante risposte diceva Bertolt Brecht. E questo racconto, che mescola la storia contemporanea con la storia quotidiana è capace, per l’appunto, di rispondere. Torniamo tutti ai mesi decisivi che ci hanno fatto più consapevoli e forse più ricchi di futuro. Età di lettura: da 11 anni.

Dirk Weber

Scegli me

Ed. Il castoro

Il diario personale di una ragazzina che vuole vivere a modo suo. Dopo la morte dei genitori, Jo si trasferisce al RID (Ragazze In Difficoltà), un orfanotrofio dalle regole ferree. Un giorno Jo incontra Babs, una ragazza decisamente eccentrica che ama vivere in modo strano. Babs gestisce una Asciugheria: un luogo dove i passanti inzuppati possono asciugarsi velocemente. Quando è insieme a Babs Jo si sente felice e quando Babs le annuncia di volerla prendere in affido, Jo è convinta di avere risolto tutti i suoi problemi. Ma gli ostacoli buro- cratici, la contrarietà della direttrice del RID e anche i dubbi di Babs renderanno la strada di Jo verso la libertà decisamente complicata. Il lieto fine avviene proprio all’Asciugheria, con una mostra dei disegni di Jo e l’inizio di una nuova vita per la ragazzina. Età di lettura: da 10 anni.

Richard Peck

Un anno con nonna Dowdel

Ed. Mondadori

America, i terribili anni della Grande Depressione. Siamo a Chicago, il padre di Mary Alice ha perso il lavoro, il fratello è lontano in cerca di un occupazione e lei, a 15 anni, viene mandata per un anno da Nonna Dowdel in campagna, affinché i genitori possano far fronte alla crisi che imperversa in città. Una ragazzina sveglia, cui proprio non va giù di frequentare la scuola provincialotta del paesino, ma soprattutto di vivere per un anno intero con la Nonna, che proprio una tranquilla vecchietta non è, anzi, gira con la doppietta sottobraccio e con astuzia si diverte a raddrizzare qualche torto. Con il passare del tempo Mary Alice imparerà ad apprezzare la personalità della sua arzilla Nonna. Un libro che si legge in un soffio, trama avvincente e divertente con personaggi a cui ci si affeziona. Dagli 11 anni

Guido Sgardoli

The Stone

Ed. Piemme

A Levermoir, una piccola isola al largo della costa irlandese, tutti si conoscono e la vita sembra scorrere uguale a sé stessa da sempre. Liam ha 13 anni e abita con un padre assente, ha perso da poco la madre e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Ma il misterioso suicidio del vecchio farista dà l’avvio a una serie di macabri episodi che trasformeranno profondamente l’isola. Sotto il faro a cui si è impiccato il signor Corry, Liam trova una pietra con delle strane incisioni, simile a quella che la madre aveva nascosto nella serra. Quando scopre che le due pietre, se accostate, diventano una cosa sola, condivide lo stupore con i suoi amici di sempre, Midrius e Dotty. Nel frattempo fatti tragici si susseguono senza tregua: morti sospette, incendi, sparizioni, incidenti stradali, e in ogni occasione fa la sua comparsa un frammento di quella pietra che sembra esercitare un oscuro potere sulla mente delle persone. E Liam si chiede quale sia il suo ruolo in questo disegno del destino. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato raggiungendo picchi di suspense altissimi. Un bellissimo libro made in Italy, per ragazzi (ma non solo) che nella cornice di una storia thriller/fantasy affronta al fondo il tema dell’amicizia. Dagli 11 anni

Florence Parry Heide, llustrazioni di Sergio Ruzzier

Storie per bambini perfetti

Ed. Bompiani

Gran bella cosa la perfezione, anche se persino il senso comune popolare ci avverte che non è virtù di questo mondo. Contraddizione in termini, l’infanzia virtuosa e perfetta cui molti adulti ambiscono è un’immagine triste che questi racconti con raffinato acume riescono a capovolgere in delizioso paradosso. L’obbedienza presa alla lettera, l’uso spregiudicato dell’arte di frignare, l’esagerata disponibilità dei piccoli a seguire il volere dei genitori per ottenere il proprio tornaconto non solo fanno ridere ma dimostrano che bisogna diffidare dei bambini impeccabili. Apparentemente affidabili, attenti, ordinati, remissivi e disponibili, i piccoli protagonisti di “Storie per bambini” perfetti sono scaltri e furbetti opportunisti. Bambini che hanno capito come sopravvivere alle richieste stereotipate degli adulti e piegarli senza fatica al proprio volere. Questa raccolta di favole brevi sono una lettura divertente per bambini, ma ancor di più un dono carico di humor ad uso degli adulti, che potrebbero specchiarsi in questa sorta di catalogo delle ossessioni virtuose sull’infanzia. Dai 7 anni

Guido Sgardoli

L’isola del Muto

Ed. San Paolo

Una grande saga familiare che dai primi dell’Ottocento giunge agli anni Sessanta del secolo scorso. Arne Bjørneboe è un ex marinaio dal volto deturpato a causa di una ferita di guerra. In lotta con il mondo, decide di smettere di parlare e da allora, per tutti, diventa il Muto. Solitario e disperato, trascina i suoi giorni sopravvivendo fino al momento in cui gli viene offerta la possibilità di un riscatto: diventare il primo custode del nuovo faro costruito sull’isola di fronte al porto. Su questo scoglio inospitale, Arne si sente da subito a casa e mette radici, dando vita alla stirpe dei Bjørneboe, i custodi del faro, una discendenza che rivelerà, di volta in volta, ribelli, eroi, filosofi, donne coraggiose, patrioti, contrabbandieri. La vita dei successori di Arne sarà indissolubilmente legata a quella dell’isola, sia che essi decidano di abbandonarla che di restarvi per sempre. Vincitore del Premio Andersen 2018. Età di lettura: da 10 anni.

Dr. Seuss, trad A. Sarfatti

Oh, quante cose vedrai!

Ed. Mondadori

Un viaggio in rima tra i paesaggi colorati della vita per incoraggiare i bambini ad avventurarsi nel mondo a testa alta, affrontare le insidie con sicurezza e imparare a spostare le montagne per raggiungere il proprio sogno! Hai cervello nella testa. Hai piedi nelle scarpe. Puoi andare dove vuoi, da qualunque parte. Sei solo. Sai quello che sai. Sei TU che decidi dove andrai. Questo è un avventuroso viaggio, ottimista, ricco di paesaggi strani, edifici, mostri e strumenti musicali. Metafora perfetta della vita, a qualsiasi età. Anche coloro che non capiscono il messaggio del Dr. Seuss saranno spiazzati e marceranno allegramente insieme. Questo classico incoraggia la perseveranza, prendendo di petto le avversità. È diventato nel tempo negli Stati Uniti un dono comune per chi finisce il ciclo scolastico, dalla scuola elementare fino all’università.  Il messaggio è chiaro e commovente: la vita può essere estremamente difficile a volte, ma ci farà più che bene se continuiamo sulla strada intrapresa e affrontiamo ogni sfida come si presenta.

Alberto Melis

Ali Nere

Editore: Notes Edizioni

1937. Il paese basco di Durango, Spagna. Un momento tragico e poco conosciuto della recente storia viene raccontato attraverso gli occhi di Tommaso, un ragazzo italiano dodicenne giunto in Biscaglia con i genitori impegnati, insieme a uomini e donne di cinquantatré diverse nazioni, a combattere contro l’esercito franchista e per la libertà. Nonostante la Guerra Civile, Tommaso ha una vita intensa e stringe una forte amicizia con Susa, una ragazza spagnola che gli fa amare Garcia Lorca, le letture, la natura, gli animali. Il 31 marzo, in un tranquillo giorno di mercato, compaiono nel cielo di Durango sagome nere di aerei. Nessuno può immaginare quello che sta per accadere. Nella storia delle guerre, il primo bombardamento a tappeto rivolto verso inermi civili avvenne a Durango, poco prima di quello di Guernica, immortalato dal celebre quadro di Picasso. Durango subì un bombardamento micidiale, eseguito dall’aviazione fascista italiana in appoggio al dittatore Franco. Un crimine contro l’umanità che anticipò gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e che merita di essere ricordato. Anche con questo romanzo che, pur essendo frutto della fantasia dell’autore, si basa su ambienti, fatti e personaggi realmente esistiti. Età di lettura: da 10 anni.

  • Chiara Patarino
  • Martina la bambina tartaruga
  • La Medusa Edizioni

Martina ha dieci anni e appare un po’ strana agli occhi dei suoi compagni di classe, la quarta B. Indossa sempre una felpa verde con il cappuccio calato sulla testa, sorride e parla poco, i rumori troppo forti e le luci violente la spaventano. In realtà è una bambina con un lieve autismo a cui piacciono molto le tartarughe… è naturale per lei rifugiarsi nel suo mondo, nei numeri, nel suo diario. Con il cappuccio in testa si sente lei stessa sicura nel suo guscio. In classe la prendono in giro, in particolare Rocco non perde occasione per renderla ridicola, provocando spesso delle crisi di ansia. Un finale a sorpresa cambierà l’atteggiamento dei compagni di scuola e dell’intera comunità nei confronti di Martina. La narrazione a due voci, attraverso il filo di pensieri ed emozioni di Martina e Rocco, svela il loro mondo interiore e apre alla comprensione degli stati d’animo e dei delicati meccanismi di comunicazione dei bimbi autistici, chiamati nel libro “bambini tartaruga”. In questo libro la tartaruga è un guscio ma anche simbolo di resilienza, di tenacia, di forza. La storia di Martina è una storia comune, ma forse ancora poco raccontata. Un racconto che spinge verso l’empatia, che ci lascia entrare nel mondo di Martina e che ci permette di riflettere. Un proget- to nato per sensibilizzare e favorire l’integrazione, diretto in particolare ai bambini tra i 9 e gli 11 anni.

Luigi Ballerini, Paola Formica

Qual è il segreto dei papà?

Ed. San Paolo

Quale sarà mail il segreto dei papà di cui parla il titolo di questo albo? In apparenza è un bel mistero, perché i papà sono tutti diversi. Basta osservarli per bene il sabato davanti alla scuola mentre aspettano i loro figli. Sono proprio così come Luigi Ballerini li racconta e Paola Formica li illustra: alti, piccoletti, longilinei o cicciottelli, con o senza barba, con o senza capelli; sorridenti, allegri e chiacchieroni, serissimi e taciturni, vestiti sportivi o in giacca e cravatta…   A conoscerli bene si potrebbe scoprire che qualcuno è instancabile e qualcun altro invece crolla appena dopo cena si mette sul divano; qualcuno ama trafficare in cucina, un altro preferisce sedersi a tavola e mangiare. E dunque il segreto che tutti i papà nascondono? Per scoprirlo bisogna arrivare alle ultime pagine del libro. Che è perfetto per essere letto, con la voce e con gli occhi, dai papà ai bambini, grazie alle tavole coloratissime di Paola Formica che dilatano allegramente il senso delle parole. Dai 3 anni

Thé Tjong-Khing

Bosch. L’avventura magica del giovane artista, il berretto, lo zaino e la palla
Ed. Carthusia

L’autore indonesiano, maestro del racconto senza parole, illustra una storia spettacolare che immerge i lettori nell’arte fantasmagorica e surreale di Hieronymus Bosch, pittore fiammingo rinascimentale. Sembrerebbe un’impresa ardua, invece la mano lieve e fantasiosa dell’illustratore riesce a restituire pagine sorprendenti rivisitando le figure grottesche, bizzarre e mostruose di Bosch a misura di bambini. La storia è semplice, protagonista lo stesso artista ragazzino che, uscito di casa per andare a giocare, scivola e precipita in un burrone, approdando così in un luogo surreale popolato di creature orrende. Animali fantastici, dalle forme incredibili – come quelle frutto della straordinaria fantasia dell’artista – cercano di spaventarlo, tentano di rapirlo e imprigionarlo. Strada facendo il giovane Bosch stringe amicizie, incappa in mostri terrificanti ma anche in creature angeli- che che lo proteggono. Dopo tante disavventure e trambusti, come nelle migliori favole, arriva un finale a sorpresa che tranquillizza il cuore e riporta ogni cosa al suo giusto posto. Dai 10 anni.

Géraldine Elschner, Antoine Guilloppé

L’uomo che cammina

Ed. Jaka Book

Un uomo cammina da giorni in un luogo inospitale bruciato dal sole. Ha al fianco suo figlio e dietro di lui una moltitudine da esodo biblico. Come tutti, i due sono stanchi, sfiniti, affamati, la schiena curva e i piedi che sembrano macigni. Dopo giorni di cammino estenuante arrivano al mare, come si approda alla fine del mondo. Con un’emozione ambivalente, la paura di avanzare e insieme la voglia di affrontare il mare e sbarcare laggiù in una terra straniera dove, si dice, la vita sarà migliore. Una speranza che si paga a caro prezzo, con tanti soldi e grandi rischi. Qui la storia di fantasia prende la piega reale che sappiamo come l’attualità racconta quotidianamente: la traversata su un barcone scalcinato, il mare grosso che lo travolge, il naufragio, gli abbracci spezzati dalle onde. Due destini che si perdono e chissà se si ritroveranno. Realtà e finzione s’intrecciano fino a fondersi in questo albo in cui gli autori con un testo lapidario e toccante e con illustrazioni essenziali in bianco e nero raccontano il dramma senza tempo dei migranti, ispirandosi alle figure umane allungate, fragili ed essenziali di Alberto Giacometti, l’artista e scultore svizzero che nel No- vecento ha dato vita a un linguaggio artistico originale e inconfondibile. Dagli 11 anni

Fabrizio Altieri

L’uomo del treno

Ed. Battello a vapore

Un intreccio di destini durante la Shoah, quando piccoli gesti hanno fatto diventare eroi persone comuni. Tutto ha inizio con un treno e i suoi vagoni, che passano davanti alla falegnameria di Orso. All’inizio Orso e le persone che lavorano con lui non fanno caso a quei treni che sembrano carri bestiame, rallentano e poi ripartono per chissà dove. Ma quando uno di quei treni rallenta, attraverso le fessure dei vagoni scorgono centinaia di occhi, occhi di persone, tantissimi occhi che li guardano in silenzio prima di ripartire. Occhi che non hanno età, ma solo sgomento e dolore e soprattutto vedono lei, 5 anni, scappata da un vagone. Quegli occhi cominciano a perseguitare Orso giorno dopo giorno, fino a quando con i suoi uomini non decide di fare una cosa molto pericolosa: salvare quelle persone sul treno. Trovano il modo di sostituire uno dei vagoni tedeschi con uno vuoto, costruito da loro. Ma dopo l’enorme rischio corso, la delusione è cocente nello scoprire che proprio quel vagone ha un solo passeggero, l’unico che non voleva essere salvato. Andrea sta infatti cercando disperatamente di raggiungere la moglie e la figlia, deportate dal Ghetto di Roma. Viaggia con una valigia da cui non si separa mai e di cui rivelerà il contenuto solo arrivato nel campo… Una trama coinvolgente e ben scritta, certamente adatta ai giovani lettori, ma che lascia un segno anche agli adulti. Età di lettura: da 12 anni.

Sauro Marianelli

Le scarpe di Irene

Ouverture Edizioni

Un romanzo ambientato nelle colline toscane del primo Novecento. Tempo di miseria e fame, di gente umile abituata a dannarsi nel lavoro e a sopportare pesanti sacrifici. Quella di Gustavo, calzolaio da generazioni, è una famiglia numerosa di femmine considerate inutili per il lavoro di bottega, a suolar scarpe. Perciò quando il tanto desiderato maschio arriva, Gustavo non vede l’ora di fargli respirare l’odore del cuoio, insegnargli il mestiere e poi passargli la bottega con cui dovrà campare. Quelli non sono certo i tempi in cui si pensa che i figli nascono liberi di scegliere, di seguire la strada delle proprie inclinazioni, tantomeno di opporsi alla volontà del padre. Ma il piccolo Gico cresce senza desiderare affatto di fare il calzolaio: è un bambino sensibile e intelligente che ha voglia di andare a scuola e di imparare. Per intercessione della nonna alla fine a scuola ci andrà, ma arrivato alla quinta deve cedere alla volontà di suo padre, mollare i libri e mettersi al lavoro. Se Gustavo pensa di aver vinto la sua battaglia di costrizione, però, si sbaglia di grosso. Gico non gli somiglia per niente, al lavoro è lento e riflessivo, scrupoloso oltre ogni immaginazione. Prima di iniziare, studia il lavoro e lo trasforma in un progetto attento alla forma o alla deformazioni dei piedi dei clienti. In più, con grande delusione e disperazione del padre, il denaro gli è indifferente. Ma con Irene, una coetanea claudicante, figlia di povera gente, il giovane Gico farà con la testa e il cuore il suo capolavoro. Incursione in un mondo che pare lontano anni luce, il racconto è un mix di realtà e fiaba, la storia di un giovane visionario più interessato all’essere che all’avere, originale anticonformista in una società contadina dove spesso gli ideali s’impantanavano nella lotta per la sopravvivenza. Dai 14 anni

Cattive memorie

Fulvia Degl’Innocenti

Ed. San Paolo

Cosa sappiamo davvero delle persone che ci sono vicine? Cosa faremmo se una persona a cui abbiamo voluto bene si dimostrasse molto diversa da come l’abbiamo conosciuta? È attorno a questi interrogativi che scorre la storia di Andrea un sedicenne alle prese con una ricerca di storia in vista di una gita scolastica nei campi di sterminio nazisti. Un’indagine allargata al periodo dell’ultima guerra a La Spezia, la sua città, agli anni violenti del fascismo e alla resistenza partigiana. Incoraggiato dall’insegnante a cercare testimonianze di persone anziane, Andrea raccoglie i ricordi di una lontana parente, ragazzina all’epoca, che durante l’incontro allude subdolamente a un coinvolgimento con il fascismo del bisnonno Sergio, che Andrea ricorda come un uomo dolce e affettuoso. Le domande da quel momento non gli danno pace: davvero quel vecchio, buon compagno di giochi aveva potuto denunciare alle SS una famiglia di ebrei? E dunque, ciò che ha sempre ricordato di lui è stato una grande menzogna? Nella speranza di trovare smentite Andrea inizia a indagare, scartabellando i giornali di quegli anni, ma la sua vita è sottosopra, come avvelenata da pensieri pesanti come macigni. Quale sarà la verità? Un viaggio attraverso pagine di una storia recente drammatica che apre riflessioni su carnefici e vittime, sulle pieghe dell’animo umano e sul bisogno di verità che, per quanto cruda e spietata, è un capitolo da affrontare, per capire gli altri e più ancor sé stessi. Dai 13 anni

Arianna Papini

Nonni con le ali – Nonne con le ali
Ed. Bacchilega Junior

Un volume dedicato ai nonni che non ci sono più e ai bambini che si chiedono dove vanno le persone care quando la loro vita finisce. Possibile scriverlo e illustrarlo senza che la tristezza e il dolore della perdita prendano in ostaggio il lettore? Possibile con la poesia delle parole e l’eleganza delle immagini di Arianna Papini, reduce dal prestigioso Andersen 2018 come migliore illustratrice dell’anno. Tavole a doppia pagina e un testo tanto lapidario quanto lieve questo libro, per metà “Canto per i nonni volati via” e per l’altra metà, con una giravolta, “Canto per le nonne volate via” – non è uno scrigno di ricordi, ma il racconto delicato e pieno di tenerezza di una presenza viva e costante delle persone amate nelle cose di tutti i giorni. Tutti i sensi sono pervasi del loro esserci ancora: i nonni volati via abitano nel volo delle rondini, nel sole di primavera, nel profumo del risotto e dei dolcetti del giorno di festa, negli occhi del gatto di famiglia, nelle notti stellate, nell’erba che pizzica le gambe, nelle mani che scompigliano i capelli. E in tanto altro. Nell’emozione di ogni istante della vita sono al fianco di chi hanno amato e le loro mani ne guidano sempre le scelte. “Questo libro non vuole dare risposte ma indica una via, quella della bellezza e della poesia”. Dai 5 anni.

Sharon M. Draper
“Melody”
Feltrinelli

Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità “registrazione”. E non c’è il tasto “Cancella”. Melody è la più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Il corpo di Melody per lei è come una di quelle celle d’isolamento in cui tutto ciò che dici (o urli) non può essere sentito all’esterno. Da quando è nata la sua mente non riesce a trovare uno sfogo nei movimenti o nella parola: dalla sua bocca escono grugniti incomprensibili e soltanto i suoi pollici sembrano avere la capacità di dimostrare di essere vivi. Da quando era piccola i suoi genitori hanno sempre avuto a che fare con medici spietati o al massimo poco interessati, che sbrigativamente archiviavano le loro visite alla voce “Caso disperato”. Quasi tutti ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento. La fortuna di Melody è la presenza nella sua vita della Signora V, una donna tenace e combattiva che decide di aiutarla ad uscire dal suo bozzolo. Le insegna a esprimersi indicando delle parole contenute su una lavagna o a cadere senza farsi male dalla sedia a rotelle che la muove nel suo mondo. E finalmente un giorno Melody scopre qualcosa che potrebbe permetterle di parlare, per la prima volta nella sua vita. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. E con le parole potrà volare. Dai 10 anni.

L’isola del Muto

Guido Sgardoli Ed. San Paolo

Arne Bjørneboe, ex marinaio in lotta con il mondo, decide di smettere di parlare e da allora, per tutti, diventa il Muto. Solitario trascina i suoi giorni sopravvivendo fino al momento in cui gli viene offerto di diventare il primo custode del nuovo faro costruito sull’isola di fronte al porto. Su questo scoglio inospitale, Arne si sente da subito a casa e mette radici, dando vita alla stirpe dei Bjørneboe, i custodi del faro, una discendenza che rivelerà, di volta in volta, ribelli, eroi, filosofi, donne coraggiose, patrioti, contrabbandieri. La vita dei successori di Arne sarà indissolubilmente legata a quella dell’isola. Una grande saga familiare che dai primi dell’Ottocento giunge agli anni Sessanta del secolo scorso. Età di lettura: da 10 anni.

Gabriele Clima
“Il sole tra le dita”
Ed. San Paolo


Dario ha sedici anni. È un tipo difficile da trattare, ne sanno qualcosa i suoi insegnanti. Vive con la madre con la quale comunica poco o nulla. Il padre non c’è più, ha abbandonato la famiglia quando Dario era solo un bambino portando via con sé gli ultimi ricordi felici e il suo rassicurante abbraccio. Da allora Dario vive allo sbando. A scuola, dopo l’ennesimo scontro, il preside decide di assegnarlo per punizione a un servizio di assistenza “volontario” a uno studente disabile. E così Dario conosce Andrea, detto Andy, immobilizzato su una sedia a rotelle e incapace di comunicare. Dario e Andy. Non potrebbero essere più diversi, ma una straordinaria avventura “on the road” ribalterà tutti gli schemi. L’incontro con Andy apre squarci inattesi di crescita, pensiero e scoperta per il giovane Dario, trasformando la punizione in un’autentica occasione di riscatto. Un riscatto bilaterale, a dire la verità: perché se Dario trova in Andy la chiave per guardarsi dentro e ricalibrare la sua vita, è altrettanto vero che Andy trova in Dario chi sa vedere in lui la persona prima del disabile. E se entrambi trovano nel compagno un amico inaspettato non è per buonismo o political correctness ma per effetto diretto della condivisione di attimi, avventure, divertimenti e difficoltà. Dai 14 anni

Perché i moscerini sono sempre felici?

Marco Viale, Edizioni Giralangolo

Mentre le formiche, si dice, nel loro piccolo sono tipi piuttosto irascibili, i moscerini no, sono creature perennemente felici. E non scambiateli per citrulli. Il fatto è che i moscerini vivono bene con poco, soprattutto con equilibrio. Non provano mai troppo caldo, non patiscono il vento né le grandi quantità di persone; il rumore non li infastidisce. Quando hanno fame e sete mangiano e bevono; quando hanno sonno dormono… Vanno dove ne hanno voglia e con chi vogliono, senza avere paura. Un piccolo e ironico trattato semiserio di filosofia spicciola per bambini curiosi e adulti spiritosi, illustrato con garbo da Marco Viale, autore e illustratore, a dire che nella formula magica per la felicità non ci sono le grandi pretese ma il valore delle piccole cose di ogni giorno. Dai 4 anni

Il grido del lupo

Melvin Burgess

Ed. Equilibri

Lui è un Cacciatore di lungo corso, uno che insegue i pochi lupi rimasti in Inghilterra. Lo spinge un’ossessione diventata ragione di vita: conquistare un primato esclusivo, diventare l’uomo che ha ucciso l’ultimo lupo. È una caccia lunga, minuziosa, estenuante, calcolata e vigliacca quella che il Cacciatore mette in atto. Attraverso la figura del Cacciatore, uomo senza nome, senza volto e senza qualità se non quella di essere un sanguinario, Burgess racconta quanto possono essere spietati gli uomini.  Dai 13 anni

Gabbiano più Gabbiano meno

Silvia Borando Marco Scalcione

Ed. Minibombo

L’isola è minuscola e loro sono tanti, ma si sa i gabbiani amano la vita di gruppo. Non tutti però. Stanco di quell’ammasso rumoroso, di tutto quel chiasso che impedisce di pensare e riposare, di quell’invadenza che non lascia spazio a un po’ di privacy, un gabbiano un po’ scorbutico lascia l’isola zeppa di compagni e si trasferisce sull’isoletta deserta proprio di fronte dedicandosi ai fatti suoi convinto di aver fatto la scelta giusta. Appunto. Ma sarà stata davvero la scelta più opportuna? Cose imprevedibili stanno per succedere… Dai 4 anni.