vita della diocesi

Sarà l’Adorazione dei pastori del Perugino il capolavoro per Milano 2017/2018. Il dipinto, una tavola di grandi dimensioni proveniente da Perugia sarà ospitato dal 20 ottobre 2017 al Carlo Maria Martini di Milano. L’iniziativa è curata da Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano e da Marco Pierini, direttore della Galleria del Pontificio Consiglio della Cultura, da Regione Lombardia, dal Comune di Milano. L’opera è il capolavoro indiscusso il Perugino (Città della Pieve, Perugia) e fa parte di un polittico eseguito per commissione dei frati agostiniani nel 1502. La sua complessa esecuzione richiese più di vent’anni. Si trattava infatti di una grandiosa pala d’altare, a più scomparti e su più registri, che doveva essere alta più di otto metri e che era formata da oltre trenta tavole. Già dopo le nuove disposizioni liturgiche della controriforma, venne smontata e divisa in due parti. Da quel momento, purtroppo, cominciò la dispersione delle tavole. Molte di esse si trovano ora in Francia, a causa delle requisizioni fatte sotto Napoleone Bonaparte, negli USA come il San Bartolomeo conservato nella città di Birmingham in Alabama, o a Perugia. Numerosi sono stati i tentativi di ricomposizione dell’assetto originale del grande polittico. Il progetto di allestimento cercherà di suggerire lo spazio architettonico a cui era destinata l’opera e di rievocare il grandioso polittico di cui era parte. 

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Riparte l’itinerario di discernimento vocazionale rivolto ai giovani dai 20 ai 30 anni, articolato in otto incontri mensili da novembre a giugno. In questo nuovo anno pastorale ed in preparazione al Sinodo dei Vescovi sui giovani («I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»), il Gruppo Samuele non potrà non avere un particolare rilievo. Il cammino, nato più di venticinque anni fa grazie a un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, si configura come un vero e proprio itinerario di discernimento vocazionale. Rivolto ai giovani dai 20 ai 30 anni, desidera aiutarli a fare luce sulla loro vocazione e a mettersi in ascolto del Signore, accompagnandoli lungo un cammino che si articolerà in otto incontri mensili da novembre 2017 a giugno 2018. Decidere di partecipare al Gruppo Samuele non è, pertanto, una scelta come tante altre: non vuole e non può essere un impegno in più, qualcosa che si aggiunge alla vita quotidiana senza intaccarla. È invece una scelta che genera cambiamenti: il giovane si orienta secondo quelli che sono i sentimenti di Gesù, il pensiero di Cristo. Non una crescita in quantità, ma un “coraggioso salto di qualità”, una discontinuità nella continuità della sequela. Ai giovani che decidono di partecipare viene chiesto di avere una guida spirituale (sacerdote, religioso/a o laico); in caso di difficoltà, saranno accompagnati da uno dei membri dell’équipe che guida gli incontri del Gruppo Samuele. Le iscrizioni già aperte da lunedì 18 settembre si chiuderanno lunedì 30 ottobre: gli interessati dovranno contattare telefonicamente il Servizio per i Giovani e accordarsi per sostenere un previo colloquio di conoscenza con il responsabile della proposta. L’ufficio è inoltre a disposizione per fornire qualsiasi chiarimento e informazione risultino necessari per facilitare la partecipazione.

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«Farli sentire a casa loro è nel nostro interesse», ha detto il direttore di Caritas Ambrosiana intervenendo alla presentazione della XXVI indagine Caritas- Migrantes. I residenti nella nostra regione non aumentano più, una frenata dovuta anche all’integrazione: in un anno 54 mila sono diventati italiani. «Siamo troppo focalizzati sugli sbarchi, ma quelli che arrivano sono una piccolissima parte del milione e oltre di stranieri che sono già tra noi in Lombardia. È nel nostro interesse fare in modo che i migranti che già risiedono nella nostra regione si sentano a casa»: lo ha detto nei giorni scorsi il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, a margine del convegno “Nuova generazione di italiani” che ha presentato i dati del XXVI Rapporto Immigrazione di Caritas Migrantes. «Gli alunni stranieri che oggi frequentano le no- stre scuole in Lombardia sono più 200 mila: il 60% di loro è nato in Italia e sta già assolvendo a quel dovere di acquisizione della cultura che è la condizione per ottenere la cittadinanza che noi speriamo ora possa essere riconosciuto dallo Stato italiano con l’approvazione dello ius soli e ius culturae», ha continuato il direttore di Caritas Ambrosiana. L’assessore alle politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Ma- jorino si è impegnato «a non lasciare soli gli insegnanti che si trovano sulla frontiere dell’integrazione». Infine ha proposto per l’autunno una conferenza nazionale a Milano sulle buone prassi. Sono 1.149.011 gli stranieri residenti in Lombardia. Per la prima volta, seppure di poco, diminuiscono. Il calo è dovuto soprattutto (come sottolineato anche dall’Istat) al progressivo aumento di cittadini stranieri che diventano italiani: 54 mila, il 27% delle nuove cittadinanze registrate in Italia.