vita della diocesi

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FACOLTÀ TEOLOGICA, CONVEGNO DI STUDI SULLE “COSE ULTIME”. La tematica escatologica è al centro dell’appuntamento organizzato in collaborazione con l’Issr e valido come aggiornamento permanente dei docenti. «Delle cose ultime. La grazia del presente e il compimento del tempo» è il tema del convegno di studio che la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale organizza martedì 19 e mercoledì 20 febbraio presso la propria sala convegni (via dei Cavalieri del Santo Sepolcro 3, Milano). La tematica escatologica è tema centrale della testimonianza ecclesiale e nodo nevralgico della riflessione teologica, in particolare nell’attuale contesto culturale, contrassegnato dall’affermazione privatistica del soggetto. Nel quadro di una riflessione antropologica fondamentale sui paradigmi contemporanei della temporalità, rimane emblematico il confronto con il rinnovato interesse per la questione escatologica da parte della teologia di fine Ottocento e inizio Novecento, dato che l’appello al compimento universale della storia inclina a dimenticare il destino individuale. La sfida teorica si gioca nella non-sovrapposizione tra l’istanza individuale e quella comunitaria universale della salvezza. Gesù Cristo è il compimento della storia di tutti, senza rinunciare alla irriducibilità della storia di ciascuno. A questi obiettivi di riflessione tende il convegno, organizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e valido come aggiornamento permanente di docenti della scuola di ogni ordine e grado. I partecipanti possono richiedere l’attestato di frequenza prima dell’inizio delle relazioni; al termine della giornata potranno ritirare l’attestato (info: Segreteria Issr, tel. 02.86.318.503 e Segrete- ria della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (tel. 02.86.318.1; fax 02.72.00.31.62; segreteria@ftis.it; http://www.teologiamilano.it)

USURA E CRIMINALITÀ  L’Arcivescovo scrive a parroci e responsabili di Consigli Pastorali per sensibilizzarli su un fenomeno che ha assunto negli anni le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, sollecitandoli a una formazione specifica tramite la rete Caritas, a contattare le Forze dell’ordine ove necessario e a collaborare con la stessa Caritas Ambrosiana (tel. 02.76037212) e la Fondazione San Bernardino Onlus (Piazza Borromeo n. 6 a Milano tel. 02.87395532) che da anni si occupa di lotta al sovraindebitamento e prevenzione all’usura per la Conferenza Episcopale Lombarda. Il testo della lettera inviata da Monsignor Delpini è disponibile sul sito della diocesi milanese.

CINEMA TRA FORMAZIONE E CULTURA  «Il cinema come dispositivo pedagogico» è il tema della prima edizione del Corso di Alta formazione promosso da Acec Milano, Almed e Università Cattolica, in programma presso l’Ateneo dal 2 febbraio al 2 marzo. Diretto dalla professoressa Mariagrazia Fanchi – ordinario per il settore scientifico-disciplinare “Cinema, fotografia e televisione” presso la Facoltà di Scienze della comunicazione e dello spettacolo della Cattolica – e coordinato dal punto di vista didattico da don Gianluca Bernardini (presidente Acec Milano) e Matteo Mazza (critico cinematografico e docente), il corso intende offrire un percorso di formazione riservato ad animatori delle Sala della comunità, insegnanti, catechisti, educatori e operatori pastorali. Oltre che fornire competenze aggiornate sull’uso del linguaggio cinematografico come strumento di formazione, crescita e condivisione con le nuove generazioni, si parlerà anche di programmazione culturale, animazione, promozione e comunicazione. Previste lezioni frontali e laboratori pratici. Il corso – che si avvale della collaborazione del Servizio per la Catechesi, del Servizio per la Pastorale Scolastica e del Servizio per il coordinamento dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano – prevede quattro incontri e verrà attivato con un minimo di 10 iscritti. Ai partecipanti che avranno frequentato almeno il 75% del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione della Cattolica. Info: tel. 02.7234.2814; almed@unicatt.it; http://almed.unicatt.it

FONDO FAMIGLIA  Il Fondo famiglia lavoro è riuscito in questi dieci anni ad aiutare più di 10.000 famiglie, raccogliendo e ridistribuendo 24.000.000 di euro. Le cifre permettono di intravedere il popolo che si è costituito attorno a questa iniziativa: oltre ai grandi donatori istituzionali – tra i quali la Fondazione Cariplo -, migliaia di persone che con il loro contributo hanno permesso di raggiungere una simile cifra; centinaia di volontari – attualmente, nella terza fase, 380 – che con il loro apporto sempre più competente e formato hanno accompagnato le famiglie, condividendone il disagio e cercando insieme a loro vie di soluzione; imprenditori e piccole e medie imprese che hanno facilitato i percorsi di reinserimento dentro il mondo del lavoro. Giunto alla terza fase, il Fondo Famiglia Lavoro ha ormai individuato in modo sufficientemente preciso l’obiettivo del suo intervento e della sua azione: favorire il reinserimento dentro il mondo del lavoro di coloro che da questo mondo sono stati espulsi, per ragioni diverse, ma tutte originate dalla crisi, che si è certamente trasformata, eppure non ha ancora conosciuto la sua fine. Ora è giunto il momento adatto per trasformare il Fondo Famiglia Lavoro, rendendolo non più intervento straordinario, ma strumento ordinario nelle mani della Caritas Ambrosiana, che seguiterà a operare perché i distretti che sono sorti continuino a svolgere il loro servizio di accoglienza, ascolto e reinserimento, curando anche che la tela di relazioni sviluppata con le aziende si mantenga salda e ben connessa.

Migranti, inquietudine e disagio
Il testo, firmato dal Consiglio pastorale diocesano con l’Arcivescovo mons. Mario Delpini, esprime grande preoccupazione per le vicende di queste ultime settimane. «Vorremmo che nessuno rimanga indifferente, che nessuno dorma tranquillo, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabiltà». Nella sessione del Consiglio Pastorale Diocesano, riunito per svolgere il ruolo di assemblea sinodale per il Sinodo Minore “La chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive”, è emerso un condiviso disagio per vicende su cui la cronaca quotidiana attira l’attenzione e suscita emozioni e reazioni in tutti gli italiani. Quello che succede, nel Mediterraneo, in Italia e in Europa può lasciare indifferenti i cristiani? Possono i cristiani stare tranquilli e ignorare i drammi che si svolgono sotto i loro occhi? Possono coloro che partecipano alla Messa della domenica essere muti e sordi di fronte al dramma di tanti fratelli e sorelle? Gli innumerevoli gesti di solidarietà, la straordinaria generosità delle nostre comunità può consentire di «avere la coscienza a posto»? Di fronte al fenomeno tanto complesso delle migrazioni, delle tragedie che convincono ad affrontare qualsiasi pericolo e sofferenza pur di scappare dal proprio paese, la comunità internazionale, l’Europa, l’Italia possono rassegnarsi all’impotenza, a interventi maldestri, a logorarsi in discussioni e contenziosi, mentre uomini e donne, bambini e bambine muoiono in mare, vittime di mercanti di esseri umani?
I governanti che i cittadini italiani hanno eletto possono sottrarsi al compito di spiegare quello che stanno facendo, di argomentare di fronte ai cittadini il loro progetto politico, che onori la Costituzione, la tradizione del popolo italiano, i sentimenti della nostra gente? Il Consiglio Pastorale Diocesano insieme con il Vescovo vuole condividere il disagio che prova, le domande che sorgono, l’urgenza di interventi, iniziative, parole che dicano speranze di futuro e passi di civiltà.

«Cresce lungo il cammino il suo vigore», ecco la Lettera pastorale per il 2018/2019
Il testo dell’Arcivescovo che guiderà la vita della Diocesi nel prossimo anno indica il cammino verso «la nuova Gerusalemme», con un invito a riprendere la testimonianza di Paolo VI, futuro Santo. Sarà disponibile in tutte le librerie cattoliche a partire da lunedì 16 luglio (a breve anche in sacrestia di San Martino) la Lettera pastorale dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2018/2019, dal titolo Cresce lungo il cammino il suo vigore (Centro Ambrosiano, 120 pagine, 4 euro). Con il sottotitolo «Il popolo in cammino verso la città santa, la nuova Gerusalemme», il testo guiderà la vita pastorale delle nostre comunità cristiane per il prossimo anno pastorale, aiutando gli operatori pastorali e i sacerdoti a vivere con sempre maggiore fedeltà al Vangelo. Con questa proposta pastorale l’Arcivescovo vuole contribuire a tenere unite e vive la speranza del compimento e l’esercizio della responsabilità per la missione, per poter condividere le ragioni della speranza. Mentre ci prepariamo alla canonizzazione del beato papa Paolo VI, il vescovo Mario ci invita a riprendere la sua testimonianza e a rileggere i suoi testi, così intensi e belli, perché il nostro sguardo su questo tempo sia ispirato dalla sua visione di Milano, del mondo moderno e della missione della Chiesa.

Nomine nuovi Vicari episcopali di Settore e di Zona
Con una comunicazione del Moderator Curiae monsignor Bruno Marinoni viene reso noto il decreto arcivescovile del 13 giugno scorso con cui l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha rinnovato gli incarichi e nominato i Vicari episcopali di Settore e di Zona. Don Luca Raimondi è stato nominato Vicario episcopale Zona 4 – Rho, di cui fa parte la nostra parrocchia. Tutti gli incarichi hanno decorrenza dal 29 giugno 2018 per la durata di un quinquennio. La comunicazione di monsignor Marinoni si conclude con il ringraziamento ai Vicari episcopali uscenti per il loro operato in questi anni e la loro dedizione, e l’augurio ai subentranti di un cammino condiviso.

Incontro con le comunità islamiche nel segno del dialogo.  L’Arcivescovo nei giorni scorsi ha scritto alle comunità islamiche in occasione della chiusura del Ramadan, ribadendo le parole di amicizia già rivolte il giorno del suo ingresso in Diocesi: «Continuiamo a lavorare insieme nel costruire relazioni pacifiche e fraterne».

Carissimi fedeli musulmani,
mi rivolgo a voi nel giorno in cui chiudete con una grande festa il mese sacro di Ramadan. È mia intenzione che queste parole di amicizia e di fraternità continuino nel saluto che vi rivolgo oggi, in occasione di una festa che permette a tutti noi di conoscere meglio la profonda spiritualità che vi anima, e che nutre la terra che abitate con noi: Milano e i territori ambrosiani. Anche le terre ambrosiane hanno bisogno di vedere irrobustite quelle attitudini di incontro e di dialogo, di ascolto reciproco e di rispetto, di collaborazione nel rispondere ai bisogni e nel cercare la pace, che già sono presenti in parecchi luoghi, ma hanno sempre bisogno di essere sostenute, diffuse e fatte conoscere ancora di più. Continuiamo a lavorare insieme nel costruire queste relazioni pacifiche e fraterne, dando in tal modo testimonianza dell’Onnipotente al quale rendiamo culto, ottenendo come frutto l’armonia anche qui, nella Milano sempre più società plurale. In atteggiamento di preghiera e di stima, vi saluto.

In una App la Liturgia delle Ore  Un’applicazione gratuita creata grazie alla collaborazione tra Cei e Arcidiocesi di Milano, che permette di fruire del breviario su smartphone o tablet. L’app consente di scaricare i testi per consultarli laddove non si avesse la connessione disponibile, permette di passare dal rito Ambrosiano al Romano e viceversa qualora si avesse bisogno e di annotare proprie riflessioni legate al momento di preghiera. È scaricabile dall’App Store per i dispositivi iOS e dal Play Store per i dispositivi Android. I medesimi testi possono essere consultati anche dal portale Diocesano http://www.chiesadimilano.it .

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La Chiesa ambrosiana entra nel Sinodo. Sarà un Sinodo minore, quello indetto dall’Arcivescovo («La Chiesa dalle genti»), per affrontare ciò che non si può più definire solo una sfida della multietnicità posta alle comunità cristiane. Ne ha parlato monsignor Mario Delpini, nella Telefonata dell’Arcivescovo in onda su Radio Marconi. “La mia riflessione – ha sottolineato monsignor Delpini -, più che sociologica di una lettura della società, è motivata da un’intenzione di riconoscere la vocazione cattolica della Chiesa: cattolica vuol dire universale e universale vuol dire che tutti coloro che sono credenti in Cristo e che sono battezzati sono parte della Chiesa. Quindi la Chiesa assume le culture dei popoli, le acco- glie, le rispetta, le trasforma e diventa una comunità. Come all’inizio si è fatta un’unica Chiesa tra quelli che venivano dal giudaismo e quelli dal- le genti, così ancora oggi è unica, è unita con la ricchezza delle presenze. L’intenzione di questo Sinodo – ha precisato poi l’arcivescovo – è di una riflessione, di avere linee pastorali per essere la Chiesa di oggi e di domani. Quindi non quella di ieri, che era molto più legata a un territorio e a un tipo di presenza, piuttosto la Chiesa in questo territorio dove tutti i catto- lici si devono sentire parte”. È un’occasione di partecipazione, un cammino agile quello che si prospetta, con il coinvolgimento delle parrocchie a partire dal 14 gennaio, Giornata mondiale dei migranti, fino alla festa di San Carlo, celebrata solennemente il 4 novembre 2018.

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito nei giorni scorsi 30 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra gli altri al sacerdote che opera a Baranzate, don Paolo Steffano. Ecco le motivazioni: DON PAOLO FELICE GIOVANNI STEFFANO, 52 anni, (Baranzate – MI) Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese».  È parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 72 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. All’asilo l’85% dei bambini non sono di cittadinanza italiana. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera di don Paolo sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la Scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. Con tutto ciò a Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas.