vita della diocesi

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CONCORSO DIOCESANO PRESEPI – È il 12 dicembre il termine ultimo per iscriversi al Concorso presepi diocesano, promosso dalla Fom. Al concorso, giunto alla 67a edizione per la città di Milano e alla 32a per la Diocesi, sono ammessi anche presepi costruiti in famiglia, nelle parrocchie, nelle scuole. E come lo scorso anno premi speciali saranno assegnati a “presepi viventi”, “rappresentazioni teatrali e artistiche” e “laboratori presepistici”. Iscrizioni e regolamento online: concorsopresepifom@gmail.com. I premi diocesani saranno comunicati e consegnati domenica 12 gennaio 2020, dalle 15 alle 17, nella sede della Fom.

DIALOGHI DI VITA BUONA – Ripartono i Dialoghi di vita buona 2019-2021. Il tema scelto dal Comitato scientifico per il prossimo biennio è «Un vocabolario per Milano. Sostantivi, aggettivi e verbi per una Metropoli d’Europa». Si inizia con l’aggettivo «ambrosiano» nel primo appuntamento di lunedì 9 dicembre, alle 21, al Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli 6, Milano). Il titolo è «Ambrogio e Agostino, conoscersi per riconoscersi». Monologo di Giacomo Poretti e testo di Luca Doninelli. Interverranno due studenti nelle università milanesi, Omeneda Zaid e Zhupeng Zhou. Info su http://www.piccoloteatro.org. La serata sarà trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195).

Un’idea per cambiare il mondo • Mani Tese, Ong che da oltre 55 anni si batte per la giustizia ambientale, lancia un premio dedicato alle migliori tesi di laurea con un’idea in grado di coniugare sviluppo economico, giustizia sociale e ambientale. Il Premio Mani Tese (riservato a laureati/e di tutte le facoltà e i master nell’anno accademico 2018/2019) per tesi di laurea su “business, diritti umani e ambiente” intende infatti promuovere le migliori idee che circolano in ambito universitario su come superare gli attuali modelli di impresa ad alto impatto sociale e ambientale e come sostanziare la cultura dei diritti umani e dell’ecologia integrale in azienda e, più in generale, nei sistemi economici che consentono di distribuire ricchezza e opportunità. Il Premio consiste in un contributo monetario fino a un massimo di 3.500 euro a copertura delle spese di iscrizione a master o corsi di specializzazione in partenza nell’anno 2020. La partecipazione al Premio è gratuita. Per concorrere è necessario consultare http://www.manitese.it. Il termine di scadenza per l’invio delle tesi è il 24 novembre 2019. I risultati della selezione saranno annunciati entro il 20 dicembre 2019.

«AUTORIZZATI A PENSARE»   L’invito lanciato dall’Arcivescovo nell’ultimo Discorso di Sant’Ambrogio dà il titolo all’edizione 2019/2020 della proposta di formazione: lo scopo è quello di aiutare a pensare per partecipare attivamente alla costruzione della città dell’uomo. Otto incontri da ottobre a maggio – iscrizioni aperte. La proposta diocesana ha una sola finalità: aiutare i partecipanti ad avere un metodo e una grammatica per elaborare pensieri e azioni socio-politiche in un contesto di ascolto e di confronto. Il tema scelto – “Autorizzati a pensare” – intende approfondire, con l’ausilio di linguaggi interdisciplinari, il messaggio lanciato dall’Arcivescovo.

LA CHIESA AL FIANCO DEI MIGRANTI • Si è conclusa a Venegono Superiore, nell’Istituto dei Padri Comboniani, l’odissea di 17 naufraghi fatti sbarcare all’inizio di giugno dal Ministero dell’Interno dopo l’intervento della Conferenza episcopale italiana. Terminato il viaggio in mare, per loro inizierà tuttavia un secondo viaggio non meno incerto: quello tra le leggi italiane e le contraddizioni del sistema di asilo europeo. Con altri migranti, in totale 50 persone, i nuovi ospiti sono stati tratti in salvo al limite delle acque territoriali maltesi dal mercantile Asso 25 e condotti nel porto di Pozzallo (Ragusa) il 7 giugno. Dalla cittadina siciliana sono stati poi condotti nel centro di accoglienza di Rocca di Papa, alle porte di Roma, dove si sono uniti a un gruppo di altri 100 naufraghi, anche loro presi in consegna dalla Conferenza episcopale italiana, dopo essere giunti qualche giorno prima a Genova a bordo del pattugliatore della Marina Militare Cigala Fulgosi. Assegnati alla Diocesi di Milano da Caritas Italiana, che per conto della Cei gestisce i progetti di accoglienza, sono giunti nella sede dell’istituto missionario nel piccolo Comune del Varesotto il 4 luglio. Sistemati nelle stanze messe a disposizione dai padri missionari, hanno passato questi giorni sbrigando le prime pratiche burocratiche. All’inizio della settimana sono stati accompagnati alla Prefettura di Varese per un secondo foto-segnalamento (il primo era avvenuto a Ragusa). Da questo momento in poi inizierà l’iter per la loro domanda di asilo. Un percorso lungo e per nulla scontato. Il gruppo è composto da giovani tra i 18 e i 30 anni, provenienti tutti da Paesi sub-sahariani: Senegal, Mali, Costa D’Avorio, Nigeria, Gambia, Sud Sudan. I funzionari della Commissione territoriale esamineranno ognuna delle loro domande e dovranno verificare sulla base delle storie individuali, se esistono i presupposti per riconoscere loro una qualche forma di protezione internazionale e quindi concedere il permesso di soggiorno.

VOLONTARIATO A MADRID PER GIOVANI Ai giovani dai 18 ai 30 anni la Caritas ambrosiana propone un periodo di volontariato di nove mesi a Madrid. Il progetto, finanziato dal programma europeo Erasmus plus – Corpo europeo di solidarietà, si svolge in tre diversi servizi per persone senza dimora, persone con disabilità mentali e persone con dipendenze. Le attività, con la Caritas diocesana di Madrid, consistono nell’accompagnamento degli utenti dei servizi nelle attività quotidiane e nel tempo libero, l’organizzazione di laboratori manuali, workshop di informatica, accompagnamento ai servizi medici, sostegno ai servizi di lavanderia e docce. L’impegno previsto è di 35 ore settimanali per 5 giorni alla settimana dall’1 ottobre 2019 al 30 giugno 2020. Si offrono viaggio, alloggio, pranzo durante i giorni di servizio, assicurazione, pocket money (circa 350 euro al mese), abbonamento ai trasporti pubblici, corso di lingua spagnola online. La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 giugno. Il Corpo europeo di solidarietà è il nuovo programma di volontariato che ha sostituito il Servizio volontari europeo. L’obiettivo è offrire ai giovani un’esperienza di vita unica. Fare volontariato in un Paese estero offre la possibilità di sviluppare competenze e capacità nell’ambito lavorativo, imparare la lingua italiana, incontrare culture diverse, mettersi alla prova, partecipare attivamente a uno sviluppo più inclusivo della nostra società. Inoltre, la Caritas ambrosiana già dal 2016 accoglie giovani tra i 18 e i 30 anni per un periodo di volontariato di 11 mesi a Milano con donne rom e straniere, persone disabili e minori stranieri. Questo lavoro è svolto in collaborazione con: Freiwillgendienste in der Diözese Rottemburg Stuttgart, che aiuta nel trovare e selezionare i giovani volontari, e Fondazione Aquilone, Pratica società cooperativa e Casa del giovane La Madonnina, dove operano i volontari.  Per maggiori info: http://www.caritasambrosiana.it/volontariato; volontariato@ caritasambrosiana.it

VITA COMUNITARIA Mercoledì 5 giugno, alle 20.45, presso l’aula 3 del Centro diocesano (Casa I. Schuster) di Milano (via Sant’Antonio 5), gli incaricati di Pastorale giovanile e gli educatori interessati sono invitati a partecipare alla presentazione delle esperienze di vita comunitaria che, a partire dal mese di ottobre, verranno attivate in Diocesi: in questo modo si intende dare seguito a quanto già annunciato dall’Arcivescovo al termine della veglia in traditione Symboli, circa la necessità di offrire ai giovani tempi e luoghi destinati al discernimento e alla maturazione della vita cristiana adulta. Interverrà don Mario Antonelli, Vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della fede. Anche la nostra Diocesi desidera offrire ai giovani tempi e luoghi di vita comunitaria in vista di un discernimento vocazionale: lo farà in stretta collaborazione con l’Azione Cattolica Ambrosiana, che si occuperà del coordinamento della proposta e dell’accompagnamento degli educatori. La preghiera, la sobrietà, la riflessione comunitaria, la revisione di vita, l’esperienza della carità, la riflessione sull’attualità, l’apertura al territorio saranno i punti saldi di questa esperienza. Il desiderio è quello di aiutare i giovani a diventare persone adulte, aiutandoli a scoprire per chi e per cosa sono al mondo. L’auspicio è che il territorio, facendone tesoro, si attivi anch’esso in questa direzione. Vi potranno partecipare i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Alcuni educatori adulti, appositamente formati, accompagneranno ciascun giovane lungo l’esperienza di vita comunitaria. L’esperienza di vita comunitaria avrà la durata di 9 mesi a partire dal mese di ottobre.

USURA E CRIMINALITÀ  L’Arcivescovo scrive a parroci e responsabili di Consigli Pastorali per sensibilizzarli su un fenomeno che ha assunto negli anni le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, sollecitandoli a una formazione specifica tramite la rete Caritas, a contattare le Forze dell’ordine ove necessario e a collaborare con la stessa Caritas Ambrosiana (tel. 02.76037212) e la Fondazione San Bernardino Onlus (Piazza Borromeo n. 6 a Milano tel. 02.87395532) che da anni si occupa di lotta al sovraindebitamento e prevenzione all’usura per la Conferenza Episcopale Lombarda. Il testo della lettera inviata da Monsignor Delpini è disponibile sul sito della diocesi milanese.

FONDO FAMIGLIA  Il Fondo famiglia lavoro è riuscito in questi dieci anni ad aiutare più di 10.000 famiglie, raccogliendo e ridistribuendo 24.000.000 di euro. Le cifre permettono di intravedere il popolo che si è costituito attorno a questa iniziativa: oltre ai grandi donatori istituzionali – tra i quali la Fondazione Cariplo -, migliaia di persone che con il loro contributo hanno permesso di raggiungere una simile cifra; centinaia di volontari – attualmente, nella terza fase, 380 – che con il loro apporto sempre più competente e formato hanno accompagnato le famiglie, condividendone il disagio e cercando insieme a loro vie di soluzione; imprenditori e piccole e medie imprese che hanno facilitato i percorsi di reinserimento dentro il mondo del lavoro. Giunto alla terza fase, il Fondo Famiglia Lavoro ha ormai individuato in modo sufficientemente preciso l’obiettivo del suo intervento e della sua azione: favorire il reinserimento dentro il mondo del lavoro di coloro che da questo mondo sono stati espulsi, per ragioni diverse, ma tutte originate dalla crisi, che si è certamente trasformata, eppure non ha ancora conosciuto la sua fine. Ora è giunto il momento adatto per trasformare il Fondo Famiglia Lavoro, rendendolo non più intervento straordinario, ma strumento ordinario nelle mani della Caritas Ambrosiana, che seguiterà a operare perché i distretti che sono sorti continuino a svolgere il loro servizio di accoglienza, ascolto e reinserimento, curando anche che la tela di relazioni sviluppata con le aziende si mantenga salda e ben connessa.

Migranti, inquietudine e disagio
Il testo, firmato dal Consiglio pastorale diocesano con l’Arcivescovo mons. Mario Delpini, esprime grande preoccupazione per le vicende di queste ultime settimane. «Vorremmo che nessuno rimanga indifferente, che nessuno dorma tranquillo, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabiltà». Nella sessione del Consiglio Pastorale Diocesano, riunito per svolgere il ruolo di assemblea sinodale per il Sinodo Minore “La chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive”, è emerso un condiviso disagio per vicende su cui la cronaca quotidiana attira l’attenzione e suscita emozioni e reazioni in tutti gli italiani. Quello che succede, nel Mediterraneo, in Italia e in Europa può lasciare indifferenti i cristiani? Possono i cristiani stare tranquilli e ignorare i drammi che si svolgono sotto i loro occhi? Possono coloro che partecipano alla Messa della domenica essere muti e sordi di fronte al dramma di tanti fratelli e sorelle? Gli innumerevoli gesti di solidarietà, la straordinaria generosità delle nostre comunità può consentire di «avere la coscienza a posto»? Di fronte al fenomeno tanto complesso delle migrazioni, delle tragedie che convincono ad affrontare qualsiasi pericolo e sofferenza pur di scappare dal proprio paese, la comunità internazionale, l’Europa, l’Italia possono rassegnarsi all’impotenza, a interventi maldestri, a logorarsi in discussioni e contenziosi, mentre uomini e donne, bambini e bambine muoiono in mare, vittime di mercanti di esseri umani?
I governanti che i cittadini italiani hanno eletto possono sottrarsi al compito di spiegare quello che stanno facendo, di argomentare di fronte ai cittadini il loro progetto politico, che onori la Costituzione, la tradizione del popolo italiano, i sentimenti della nostra gente? Il Consiglio Pastorale Diocesano insieme con il Vescovo vuole condividere il disagio che prova, le domande che sorgono, l’urgenza di interventi, iniziative, parole che dicano speranze di futuro e passi di civiltà.

«Cresce lungo il cammino il suo vigore», ecco la Lettera pastorale per il 2018/2019
Il testo dell’Arcivescovo che guiderà la vita della Diocesi nel prossimo anno indica il cammino verso «la nuova Gerusalemme», con un invito a riprendere la testimonianza di Paolo VI, futuro Santo. Sarà disponibile in tutte le librerie cattoliche a partire da lunedì 16 luglio (a breve anche in sacrestia di San Martino) la Lettera pastorale dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2018/2019, dal titolo Cresce lungo il cammino il suo vigore (Centro Ambrosiano, 120 pagine, 4 euro). Con il sottotitolo «Il popolo in cammino verso la città santa, la nuova Gerusalemme», il testo guiderà la vita pastorale delle nostre comunità cristiane per il prossimo anno pastorale, aiutando gli operatori pastorali e i sacerdoti a vivere con sempre maggiore fedeltà al Vangelo. Con questa proposta pastorale l’Arcivescovo vuole contribuire a tenere unite e vive la speranza del compimento e l’esercizio della responsabilità per la missione, per poter condividere le ragioni della speranza. Mentre ci prepariamo alla canonizzazione del beato papa Paolo VI, il vescovo Mario ci invita a riprendere la sua testimonianza e a rileggere i suoi testi, così intensi e belli, perché il nostro sguardo su questo tempo sia ispirato dalla sua visione di Milano, del mondo moderno e della missione della Chiesa.

Nomine nuovi Vicari episcopali di Settore e di Zona
Con una comunicazione del Moderator Curiae monsignor Bruno Marinoni viene reso noto il decreto arcivescovile del 13 giugno scorso con cui l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha rinnovato gli incarichi e nominato i Vicari episcopali di Settore e di Zona. Don Luca Raimondi è stato nominato Vicario episcopale Zona 4 – Rho, di cui fa parte la nostra parrocchia. Tutti gli incarichi hanno decorrenza dal 29 giugno 2018 per la durata di un quinquennio. La comunicazione di monsignor Marinoni si conclude con il ringraziamento ai Vicari episcopali uscenti per il loro operato in questi anni e la loro dedizione, e l’augurio ai subentranti di un cammino condiviso.

Incontro con le comunità islamiche nel segno del dialogo.  L’Arcivescovo nei giorni scorsi ha scritto alle comunità islamiche in occasione della chiusura del Ramadan, ribadendo le parole di amicizia già rivolte il giorno del suo ingresso in Diocesi: «Continuiamo a lavorare insieme nel costruire relazioni pacifiche e fraterne».

Carissimi fedeli musulmani,
mi rivolgo a voi nel giorno in cui chiudete con una grande festa il mese sacro di Ramadan. È mia intenzione che queste parole di amicizia e di fraternità continuino nel saluto che vi rivolgo oggi, in occasione di una festa che permette a tutti noi di conoscere meglio la profonda spiritualità che vi anima, e che nutre la terra che abitate con noi: Milano e i territori ambrosiani. Anche le terre ambrosiane hanno bisogno di vedere irrobustite quelle attitudini di incontro e di dialogo, di ascolto reciproco e di rispetto, di collaborazione nel rispondere ai bisogni e nel cercare la pace, che già sono presenti in parecchi luoghi, ma hanno sempre bisogno di essere sostenute, diffuse e fatte conoscere ancora di più. Continuiamo a lavorare insieme nel costruire queste relazioni pacifiche e fraterne, dando in tal modo testimonianza dell’Onnipotente al quale rendiamo culto, ottenendo come frutto l’armonia anche qui, nella Milano sempre più società plurale. In atteggiamento di preghiera e di stima, vi saluto.

In una App la Liturgia delle Ore  Un’applicazione gratuita creata grazie alla collaborazione tra Cei e Arcidiocesi di Milano, che permette di fruire del breviario su smartphone o tablet. L’app consente di scaricare i testi per consultarli laddove non si avesse la connessione disponibile, permette di passare dal rito Ambrosiano al Romano e viceversa qualora si avesse bisogno e di annotare proprie riflessioni legate al momento di preghiera. È scaricabile dall’App Store per i dispositivi iOS e dal Play Store per i dispositivi Android. I medesimi testi possono essere consultati anche dal portale Diocesano http://www.chiesadimilano.it .

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito nei giorni scorsi 30 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra gli altri al sacerdote che opera a Baranzate, don Paolo Steffano. Ecco le motivazioni: DON PAOLO FELICE GIOVANNI STEFFANO, 52 anni, (Baranzate – MI) Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese».  È parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 72 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. All’asilo l’85% dei bambini non sono di cittadinanza italiana. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera di don Paolo sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la Scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. Con tutto ciò a Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas.