vita della diocesi

Approfondisci le News su  www.chiesadimilano.it

LA PROPOSTA PASTORALE 2021/22 DELL’ARCIVESCOVO  * «Unita, libera, lieta. La grazia e la responsabilità di essere Chiesa» è il titolo della Proposta pastorale dell’arcivescovo, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2021-22.  Il volumetto (Centro ambrosiano, 128 pagine, 4 euro) è disponibile presso la libreria dell’Arcivescovado (tel. 02.8556233; libreriarcivescovado@chiesadimilano.it), nelle librerie cattoliche e ordinabile anche online dal sito www.itl-libri.com.  Con un inevitabile riferimento alla pandemia monsignor Delpini suggerisce anzitutto alcuni “percorsi di sapienza”: imparare a pregare, a pensare, a sperare oltre la morte, a prendersi cura. Nella consapevolezza che «la lampada per illuminare i nostri passi è la Parola di Dio».

IL CENACOLO RACCONTATO IN UN VIDEO• Il Cenacolo di Leonardo da Vinci è un capolavoro straordinario. Ma che cosa lo rende così eccezionale? Perché è stato così ammirato, in tutte le epoche? E perché ancora ai nostri giorni quest’opera di 500 anni fa suscita tanta ammirazione e un fascino così grande? Sono domande a cui cerca di rispondere Luca Frigerio, giornalista e scrittore, raccontando in un video gli aspetti più importanti di questa mirabile Ultima Cena dipinta dal genio del Rinascimento nel refettorio del convento domenicano delle Grazie a Milano tra il 1494 e il 1498. Il filmato si può vedere, oltre che su questa pagina, su Youtube. com/chiesadimilano e sulla pagina Facebook della Diocesi di Milano. Un viaggio fra arte e fede, semplice e coinvolgente, per conoscere più da vicino un capolavoro che è stato definito «il vertice dell’arte di tutti i tempi».

PASTORALE GIOVANILE E CARITAS AMBROSIANA• Nell’emergenza che stiamo ancora vivendo, Pastorale Giovanile e Caritas Ambrosiana rinnovano l’invito alla collaborazione e al servizio, accogliendo gli appelli di papa Francesco e dell’Arcivescovo: il destino e la sorte degli altri ci riguardano, non si deve essere indifferenti di fronte ai bisogni dell’altro, è necessario essere compassionevoli.
Concretamente ai giovani è chiesto di prendere contatto con la Caritas del proprio Decanato o della propria parrocchia per com- prendere i bisogni della propria comunità. La disponibilità dei giovani può essere decisiva per non interrompere esperienze come mense, empori solidali, distribuzione e consegna di pacchi alimentari, Centri di ascolto, telefonate solidali, visite a domicilio per la spesa alimentare o la farmacia, dormitori… Mettendosi in prima fila tuteleranno anche i volontari solitamente impegnati nei servizi per gli ultimi, che spesso hanno più di 65 anni e in questo momento sono particolarmente chiamati a stare in casa. Si può segnalare la disponibilità al servizio a volontariato@caritasambrosiana.it o a caritasbollate@gmail.com.
Chi lo desidera, inoltre, potrà condividere le proprie esperienze di volontariato attraverso immagini o foto da inviare alla Pastorale Giovanile – Servizio per i Giovani e l’Università (tel.371.4270581; giovani@diocesi.milano.it), o utilizzando l’hashtag #giovaninellacarità sui social.

IL RICORDO DI DON GIUSSANI• «Il ricordo di don Giussani è l’occasione per ascoltare con lui la parola che il Signore ci rivolge oggi. Il suo carisma è all’inizio di un Movimento, di un andare, di un lasciarsi provocare. La sua personalità, i suoi scritti sono un dono per tutta la Chiesa e diventano una traccia da seguire: essere in movimento secondo la spiritualità del pellegrino. Leggere gli scritti per trovarvi luce per il cammino e per ritrovarvi l’eco della parola di Dio, oltre e avanti. Don Giussani è stato una figura provocatoria per questo impegno a guardare oltre, per liberarsi dei luoghi comuni e del pensiero dominante, per dire che oltre c’è una speranza, una terra, una novità. Noi ricordando il dono che don Giussani è per la Chiesa sentiamo che da lui stesso ci viene rivolto l’invito ad andare oltre, il Signore vi aspetta più avanti». Nella Celebrazione che ha ricordato il 16esimo anniversario della morte del Servo di Dio don Luigi Giussani, e il 39esimo del Riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Librazione, l’Arcivescovo invita tutti a riflettere, utilizzando l’immagine, appunto, della “spiritualità del pellegrino”.

UNA RETE CHE ASCOLTA• Cei offre una “Rete che ascolta” le famiglie in difficoltà: al numero 0681159111 (dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 15-19) è stato attivato il “pronto intervento” con 63 consultori e oltre 300 operatori in tutta Italia per accogliere i bisogni dei nuclei provati dalla pandemia. Un aiuto anche per le persone con disabilità. Promuovono l’iniziativa: l’Ufficio nazionale per la pastorale familiare della Cei, il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità e la Caritas italiana, in collaborazione con la Conferenza dei Consultori familiari di ispirazione cristiana (Cfc) e l’Unione consultori italiani prematrimoniali e matrimoniali (Ucipem). Info: http://www.azionecattolicamilano.it.

Fondo San Giuseppe•  il Fondo San Giuseppe per chi ha perso il lavoro a causa del Covid-19 ha già superato quota 6 milioni di euro. Partito con una donazione iniziale di 4 milioni (2 offerti dalla Diocesi, 2 dal Comune), il fondo ha fatto breccia nel cuore degli ambrosiani. Soltanto le donazioni di fedeli e cittadini hanno superato il milione e mezzo di euro. «Un segno molto incoraggiante – commenta Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana -. Credo che si sia compreso che da questa crisi si uscirà solo insieme e volgendo lo sguardo a chi è rimasto indietro». Settimana scorsa il Comitato di gestione ha anche analizzato le prime 96 domande e ne ha accolte 71 (il 73%). A 24 persone è già arrivato nei primi giorni dopo Pasqua il contributo direttamente sul proprio conto corrente o tramite un assegno consegnato dal parroco. Gli aiuti variano tra i 400 e gli 800 euro mensili a seconda della composizione del nucleo familiare. «I profili delle persone che si sono rivolte al Fondo confermano un’impressione che avevamo avuto dall’inizio di que- sta pandemia: il virus è democratico ma i suoi effetti non lo sono affatto – osserva Luciano Gualzetti –. Guar- dando al mercato del lavoro pagano il prezzo maggiore proprio i meno tutelati: i precari, gli assunti in nero. I settori più colpiti paiono quelli dei servizi di cura alla persona e dell’accoglienza turistica e della ristorazione. Tra i beneficiari abbiamo colf e badanti, camerieri, addetti alle pulizie. Molte sono donne, perché queste mansioni in genere assorbono la forza lavoro femminile». Il Fondo San Giuseppe si rivolge a disoccupati a causa della crisi Covid-19, lavoratori precari, lavoratori autonomi. Per accedervi occorre essere stabilmente domiciliati sul territorio della Diocesi ambrosiana, essere disoccupati dal primo marzo 2020 o aver drasticamente ridotto le proprie occasioni di lavoro e non avere entrate familiari superiori a 400 euro mese a persona. Info: http://www.azionecattolicamilano.it

DIALOGHI DI VITA BUONA –  Il tema scelto dal Comitato scientifico per il prossimo biennio è «Un vocabolario per Milano. Sostantivi, aggettivi e verbi per una Metropoli d’Europa».

USURA E CRIMINALITÀ  L’Arcivescovo scrive a parroci e responsabili di Consigli Pastorali per sensibilizzarli su un fenomeno che ha assunto negli anni le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, sollecitandoli a una formazione specifica tramite la rete Caritas, a contattare le Forze dell’ordine ove necessario e a collaborare con la stessa Caritas Ambrosiana (tel. 02.76037212) e la Fondazione San Bernardino Onlus (Piazza Borromeo n. 6 a Milano tel. 02.87395532) che da anni si occupa di lotta al sovraindebitamento e prevenzione all’usura per la Conferenza Episcopale Lombarda. Il testo della lettera inviata da Monsignor Delpini è disponibile sul sito della diocesi milanese.

FONDO FAMIGLIA  Il Fondo famiglia lavoro è riuscito in questi dieci anni ad aiutare più di 10.000 famiglie, raccogliendo e ridistribuendo 24.000.000 di euro. Le cifre permettono di intravedere il popolo che si è costituito attorno a questa iniziativa: oltre ai grandi donatori istituzionali – tra i quali la Fondazione Cariplo -, migliaia di persone che con il loro contributo hanno permesso di raggiungere una simile cifra; centinaia di volontari – attualmente, nella terza fase, 380 – che con il loro apporto sempre più competente e formato hanno accompagnato le famiglie, condividendone il disagio e cercando insieme a loro vie di soluzione; imprenditori e piccole e medie imprese che hanno facilitato i percorsi di reinserimento dentro il mondo del lavoro. Giunto alla terza fase, il Fondo Famiglia Lavoro ha ormai individuato in modo sufficientemente preciso l’obiettivo del suo intervento e della sua azione: favorire il reinserimento dentro il mondo del lavoro di coloro che da questo mondo sono stati espulsi, per ragioni diverse, ma tutte originate dalla crisi, che si è certamente trasformata, eppure non ha ancora conosciuto la sua fine. Ora è giunto il momento adatto per trasformare il Fondo Famiglia Lavoro, rendendolo non più intervento straordinario, ma strumento ordinario nelle mani della Caritas Ambrosiana, che seguiterà a operare perché i distretti che sono sorti continuino a svolgere il loro servizio di accoglienza, ascolto e reinserimento, curando anche che la tela di relazioni sviluppata con le aziende si mantenga salda e ben connessa.

Migranti, inquietudine e disagio
Il testo, firmato dal Consiglio pastorale diocesano con l’Arcivescovo mons. Mario Delpini, esprime grande preoccupazione per le vicende di queste ultime settimane. «Vorremmo che nessuno rimanga indifferente, che nessuno dorma tranquillo, che nessuno si sottragga a una preghiera, che nessuno declini le sue responsabiltà». Nella sessione del Consiglio Pastorale Diocesano, riunito per svolgere il ruolo di assemblea sinodale per il Sinodo Minore “La chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive”, è emerso un condiviso disagio per vicende su cui la cronaca quotidiana attira l’attenzione e suscita emozioni e reazioni in tutti gli italiani. Quello che succede, nel Mediterraneo, in Italia e in Europa può lasciare indifferenti i cristiani? Possono i cristiani stare tranquilli e ignorare i drammi che si svolgono sotto i loro occhi? Possono coloro che partecipano alla Messa della domenica essere muti e sordi di fronte al dramma di tanti fratelli e sorelle? Gli innumerevoli gesti di solidarietà, la straordinaria generosità delle nostre comunità può consentire di «avere la coscienza a posto»? Di fronte al fenomeno tanto complesso delle migrazioni, delle tragedie che convincono ad affrontare qualsiasi pericolo e sofferenza pur di scappare dal proprio paese, la comunità internazionale, l’Europa, l’Italia possono rassegnarsi all’impotenza, a interventi maldestri, a logorarsi in discussioni e contenziosi, mentre uomini e donne, bambini e bambine muoiono in mare, vittime di mercanti di esseri umani?
I governanti che i cittadini italiani hanno eletto possono sottrarsi al compito di spiegare quello che stanno facendo, di argomentare di fronte ai cittadini il loro progetto politico, che onori la Costituzione, la tradizione del popolo italiano, i sentimenti della nostra gente? Il Consiglio Pastorale Diocesano insieme con il Vescovo vuole condividere il disagio che prova, le domande che sorgono, l’urgenza di interventi, iniziative, parole che dicano speranze di futuro e passi di civiltà.

Nomine nuovi Vicari episcopali di Settore e di Zona
Con una comunicazione del Moderator Curiae monsignor Bruno Marinoni viene reso noto il decreto arcivescovile del 13 giugno scorso con cui l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha rinnovato gli incarichi e nominato i Vicari episcopali di Settore e di Zona. Don Luca Raimondi è stato nominato Vicario episcopale Zona 4 – Rho, di cui fa parte la nostra parrocchia. Tutti gli incarichi hanno decorrenza dal 29 giugno 2018 per la durata di un quinquennio. La comunicazione di monsignor Marinoni si conclude con il ringraziamento ai Vicari episcopali uscenti per il loro operato in questi anni e la loro dedizione, e l’augurio ai subentranti di un cammino condiviso.

In una App la Liturgia delle Ore  Un’applicazione gratuita creata grazie alla collaborazione tra Cei e Arcidiocesi di Milano, che permette di fruire del breviario su smartphone o tablet. L’app consente di scaricare i testi per consultarli laddove non si avesse la connessione disponibile, permette di passare dal rito Ambrosiano al Romano e viceversa qualora si avesse bisogno e di annotare proprie riflessioni legate al momento di preghiera. È scaricabile dall’App Store per i dispositivi iOS e dal Play Store per i dispositivi Android. I medesimi testi possono essere consultati anche dal portale Diocesano http://www.chiesadimilano.it .

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito nei giorni scorsi 30 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra gli altri al sacerdote che opera a Baranzate, don Paolo Steffano. Ecco le motivazioni: DON PAOLO FELICE GIOVANNI STEFFANO, 52 anni, (Baranzate – MI) Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese».  È parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 72 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. All’asilo l’85% dei bambini non sono di cittadinanza italiana. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera di don Paolo sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la Scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. Con tutto ciò a Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas.