vita della diocesi

Ogni anno oltre 40 milioni di persone – e un numero crescente di donne e minori – sono vittime di pesanti forme di sfruttamento, specialmente per la prostituzione coatta e il lavoro forzato: “schiavi invisibili” di un sistema opaco e criminale che sfrutta la vulnerabilità dei più indifesi. Anche quest’anno, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone (8 febbraio), il Centro Pime di Milano, Caritas Ambrosiana e Mani Tese, in collaborazione con Ucsi Lombardia, organizzano un convegno sul tema, che avrà per titolo «Tratta e gravi violazioni dei diritti umani. I nuovi schiavi del XXI secolo», che si svolgerà presso il Centro Pime di Milano (via Mosè Bianchi 94), dalle 9.30 alle 13.30.  Ingresso libero, aperto a tutti.

Informazioni:
PimeMilano – 02.43822313 promozione@pimemilano.com (www.pimemilano.com),  Mani tese – 02.4075165; daniele@manitese.it; http://www.manitese.it), Caritas Ambrosiana – 02.76037353 donne@caritasambrosiana.it http://www.caritasambrosiana.it

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«Nella Diocesi di Milano stimiamo che lo sorso anno siano state 30 mila le persone che hanno chiesto aiuti alimentari ai centri di ascolto di Caritas Ambrosiana, quasi il doppio rispetto all’inizio della crisi economica». L’ha detto il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti all’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà alla Barona di Milano, lo scorso sabato 13 gennaio. «La crescita di questo tipo specifico di bisogno è l’indice più evidente del progressivo peggioramento delle condizioni di vita di chi è rimasto intrappolato sotto le macerie di quel terremoto sociale che ci ha colpito nel 2008 – ha proseguito Gualzetti -. Tra costoro abbiamo spesso famiglie, molte italiane, con bambini che rischiano di crescere in un contesto di grave deprivazione materiale. Da tempo Caritas Ambrosiana sta riorganizzando il proprio sistema di aiuti per far fronte all’aumento di questo tipo specifico di domanda. Oggi con l’apertura dell’Emporio alla Barona, possiamo dire di avere aggiunto l’anello mancante di una vera e propria rete di distribuzione alimentare solidale, fatta di piccoli minimarket o botteghe identificate dallo stesso identico marchio che è garanzia di dignità e qualità dell’intervento: un sistema dif- fuso, perché in grado di coprire tutto il territorio diocesano, e integrato, perché capace di far giungere il sostegno alimentare a chi si trova in difficoltà mentre contemporaneamente viene aiutato, da altri servizi Caritas, a trovare il lavoro, la casa, a migliorare la propria condizione di vita». Realizzato da Caritas Ambrosiana nel quartiere Barona in via San Vigilio 45 all’interno di un ex spazio commerciale al piano terreno di un complesso di caseggiati popolari, assegnato all’ente caritativo tramite bando dal Municipio 6, il nuovo centro di distribuzione di aiuti alimentari è stato finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del programma contro la povertà infantile “Qu.Bì”. Lo spaccio della Barona è il primo “Emporio della Solidarietà” aperto da Caritas Ambrosiana a Milano e il sesto nel territorio della diocesi ambrosiana: dopo quelli di Cesano Boscone (Mi), Varese, Garbagnate Milanese (Mi), Saronno (Va), Molteno (Lc).

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La Chiesa ambrosiana entra nel Sinodo. Sarà un Sinodo minore, quello indetto dall’Arcivescovo («La Chiesa dalle genti»), per affrontare ciò che non si può più definire solo una sfida della multietnicità posta alle comunità cristiane. Ne ha parlato monsignor Mario Delpini, nella Telefonata dell’Arcivescovo in onda su Radio Marconi. “La mia riflessione – ha sottolineato monsignor Delpini -, più che sociologica di una lettura della società, è motivata da un’intenzione di riconoscere la vocazione cattolica della Chiesa: cattolica vuol dire universale e universale vuol dire che tutti coloro che sono credenti in Cristo e che sono battezzati sono parte della Chiesa. Quindi la Chiesa assume le culture dei popoli, le acco- glie, le rispetta, le trasforma e diventa una comunità. Come all’inizio si è fatta un’unica Chiesa tra quelli che venivano dal giudaismo e quelli dal- le genti, così ancora oggi è unica, è unita con la ricchezza delle presenze. L’intenzione di questo Sinodo – ha precisato poi l’arcivescovo – è di una riflessione, di avere linee pastorali per essere la Chiesa di oggi e di domani. Quindi non quella di ieri, che era molto più legata a un territorio e a un tipo di presenza, piuttosto la Chiesa in questo territorio dove tutti i catto- lici si devono sentire parte”. È un’occasione di partecipazione, un cammino agile quello che si prospetta, con il coinvolgimento delle parrocchie a partire dal 14 gennaio, Giornata mondiale dei migranti, fino alla festa di San Carlo, celebrata solennemente il 4 novembre 2018.

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito nei giorni scorsi 30 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Tra gli altri al sacerdote che opera a Baranzate, don Paolo Steffano. Ecco le motivazioni: DON PAOLO FELICE GIOVANNI STEFFANO, 52 anni, (Baranzate – MI) Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: «Per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese».  È parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 72 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. All’asilo l’85% dei bambini non sono di cittadinanza italiana. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera di don Paolo sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la Scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. Con tutto ciò a Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas.

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Sarà l’Adorazione dei pastori del Perugino il capolavoro per Milano 2017/2018. Il dipinto, una tavola di grandi dimensioni proveniente da Perugia sarà ospitato dal 20 ottobre 2017 al Carlo Maria Martini di Milano. L’iniziativa è curata da Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano e da Marco Pierini, direttore della Galleria del Pontificio Consiglio della Cultura, da Regione Lombardia, dal Comune di Milano. L’opera è il capolavoro indiscusso il Perugino (Città della Pieve, Perugia) e fa parte di un polittico eseguito per commissione dei frati agostiniani nel 1502. La sua complessa esecuzione richiese più di vent’anni. Si trattava infatti di una grandiosa pala d’altare, a più scomparti e su più registri, che doveva essere alta più di otto metri e che era formata da oltre trenta tavole. Già dopo le nuove disposizioni liturgiche della controriforma, venne smontata e divisa in due parti. Da quel momento, purtroppo, cominciò la dispersione delle tavole. Molte di esse si trovano ora in Francia, a causa delle requisizioni fatte sotto Napoleone Bonaparte, negli USA come il San Bartolomeo conservato nella città di Birmingham in Alabama, o a Perugia. Numerosi sono stati i tentativi di ricomposizione dell’assetto originale del grande polittico. Il progetto di allestimento cercherà di suggerire lo spazio architettonico a cui era destinata l’opera e di rievocare il grandioso polittico di cui era parte.